Di Redazione PW83

-Codice Review fornito da RedArtGames
-Versione Testata: Nintendo Switch 2
-Disponibile per: PlayStation 5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch 1/2
-Sviluppatore: RedArtGames / Coktel Vision
-Publisher: RedArtGames

RedArtGames riporta alla luce una storica saga punta e clicca!

Il tempo tende a levigare gli spigoli della memoria, ma esistono anomalie storiche che rifiutano qualsiasi tentativo di normalizzazione. La Gobliiins Collection, traghettata sulle console attuali da Red Art Games e Red Art Studios, spalanca una botola temporale che conduce direttamente all’anarchia espressiva dei primi anni Novanta. L’opera concepita dalla mente di Pierre Gilhodes non si è mai adeguata ai dettami del buon senso o alle regole matematiche del game design convenzionale. Assomiglia, piuttosto, a una messinscena del teatro dadaista o a un cortometraggio surrealista d’oltralpe, dove l’assurdo scavalca la logica comune e lo spettatore viene trascinato in una dimensione regolata da leggi fisiche arbitrarie. Questa antologia non si ferma ai capitoli d’inizio corsa, ma stringe in un unico abbraccio cinque produzioni distinte, delineando un arco evolutivo che attraversa oltre tre decenni di ostinazione creativa.

Il nucleo storico della saga si sviluppa attraverso una metamorfosi costante delle dinamiche di interazione ambientale. Il capostipite del 1991 impone la frammentazione assoluta delle competenze attraverso tre piccoli goblin, Oups, Asgard e Ignatius, privi di un inventario comune e costretti a combinare magia, forza bruta e manipolazione degli oggetti per spezzare l’incantesimo voodoo che tormenta il re Angoulafre. Questo impianto trasforma ogni singola schermata in un diorama statico, dove il progresso esige una sequenza millimetrica di azioni e l’errore consuma l’energia della squadra. Con Gobliins 2 il baricentro si sposta, riducendo i protagonisti alla coppia antitetica formata da Fingus e Winkle, una scelta strutturale che snellisce il ritmo e focalizza l’attenzione su enigmi meglio calibrati. Goblins 3 spinge ulteriormente sull’acceleratore dell’ambizione spaziale, affidando le redini al giornalista Blount all’interno di scenari più aperti e complessi. Questa prima tripletta plasma un codice espressivo fondato sullo slapstick puro, dove la soluzione di un enigma non risponde a criteri causali ma sposa la logica anarchica dei cartoni animati, costringendo chi gioca a individuare non l’azione più logica, bensì quella più bizzarra o esilarante.

La vera frattura stilistica si consuma nel 2009 con Gobliiins 4. Il passaggio alla terza dimensione agisce come una ristrutturazione architettonica brutale, un salto tecnologico che all’epoca scatenò le perplessità degli estimatori a causa dell’abbandono della pixel art. Eppure, dietro i modelli poligonali di Tchoup, Stucco e Perluis, pulsa la medesima attitudine grottesco, focalizzata stavolta sulla bizzarra ricerca dell’oritteropo reale del sovrano Badigoince. Il cerchio si chiude infine con Gobliiins 5, approdato sul mercato nel 2023, che sancisce il ritorno definitivo alle origini bidimensionali. Quest’ultimo tassello riconnette i fili del tempo riproponendo il terzetto originale contro lo scienziato Morglott, ma smussa gli spigoli più appuntiti del passato attraverso una progressione più flessibile, capace di dialogare con la sensibilità contemporanea senza tradire la propria natura originaria.

L’opera di restauro compiuta su questa raccolta si muove con passo felice lungo il crinale della conservazione museale. Red Art Studios ha implementato modifiche all’interfaccia e mappato i comandi sui pad moderni con discreta fluidità, alleviando i picchi di frustrazione grazie a sistemi di salvataggio decisamente più tolleranti rispetto alle severe routine dei computer a sedici bit. A fare da corredo a questo viaggio antropologico interviene una generosa sezione di contenuti extra che nobilita il pacchetto, trasformandolo in un vero e proprio archivio storico arricchito da interviste a Gilhodes, gallerie d’arte, un lettore musicale e persino una miniserie documentaristica. Sotto il profilo estetico e acustico, l’antologia sprigiona una vitalità esasperata: i personaggi si agitano in un moto perpetuo e i campionamenti sonori aggrediscono l’udito con loop stridenti, amplificando la sensazione di trovarsi all’interno di un incubo febbrile e coloratissimo.

Resta l’evidenza di un impianto che accusa inevitabilmente il peso dei decenni nella sua intrinseca opacità. Molti enigmi sfidano l’onestà intellettuale del fruitore, costringendo a lunghi periodi di stallo causati da elementi microscopici o da associazioni mentali del tutto slegate dal senso comune. La collezione non compie passi falsi per accattivarsi il favore del pubblico moderno, non lo blandisce con facilitazioni artificiali, ma esige un adattamento incondizionato alle sue storture temporali. Lo schermo si oscura, lasciando che le risate stridule di queste piccole creature continuino a riecheggiare nella stanza, come un monito insolente rivolto a un’industria videoludica contemporanea che ha ormai barattato il brivido dell’assurdo con il comfort della totale prevedibilità.

POWER RATING: 7.5

“Una raccolta monumentale che preserva l’intera evoluzione di una serie fuori dagli schemi, accostando ai classici bidimensionali la parentesi poligonale e l’ottimo ritorno alle origini del quinto capitolo. Un pacchetto museale eccellente, che sbatte però contro la natura intrinsecamente ostica di enigmi d’altri tempi.”

PRO

  • Cinque capitoli che tracciano oltre trent’anni di storia in un’unica soluzione.
  • Direzione artistica surreale, grottesca e dotata di una fisicità comica ancora magnetica.
  • Ottimo comparto di contenuti extra, con interviste e materiale d’archivio prezioso.
  • Interfaccia e sistema di salvataggio modernizzati con intelligenza per mitigare la frustrazione.

CONTRO

  • La logica da cartone animato di molti enigmi sfiora la totale arbitrarietà e può respingere.
  • Il quarto capitolo in tre dimensioni mostra invecchiamenti strutturali e visivi evidenti.
  • Resta un’operazione purista, priva di aiuti in-game diretti per i neofiti del genere.

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