Di Pierre Coppi

L’epopea del Cuore Oscuro di Skyrim giunge al suo epico finale in Markarth, l’ultimo capitolo per il sempreverde MMORPG di Bethesda. Siete pronti a sfidare mali antichi e a riscrivere il destino di un regno?

Per cominciare, leggetevi la recensione di Greymoor, il precedente DLC: https://powerwave83.art.blog/2020/06/22/the-elder-scrolls-online-greymoor-xbox-one-review/

Ci piacque davvero tanto Greymoor, il DLC precedente. Ambientato in una location familiare e iconica, con vampiri, licantropi e tantissimi altri orrori innominabili da combattere, fu decisamente una bella esperienza. Ora, l’avventura iniziata ormai un anno fa giunge al termine con Markhart, una espansione che forse gioca un po’ troppo sul sicuro a livello di contenuti, con una direzione artistica proiettata prevalentemente verso lo storytelling. Non che sia un male, sia chiaro, noi siamo i primi a godere di una trama ben scritta e appassionante, è solo che ci saremmo aspettati forse qualcosina in più da tutto il resto. Ma andiamo con ordine.

Un piccolo recap della trama prima di affondare i denti nel collo della recensione, vedetelo come un “Previously, on Elder Scrolls Online…“. Rada-Al-Saran, vampiro supremo, sta cercando con ogni mezzo possibile di trovare e mettere le mani su un potentissimo artifatto Dwemer, l’ Oscurità, così da soggiogare le terre occidentali e successivamente, l’intera Tamriel. Dopo le mille peripezie e dopo aver conosciuto i personaggi fondamentali dell’intera avventura, in questo capitolo concluderemo l’epopea. Senza spoilerare nulla, abbiamo onestamente apprezzato il lavoro di caratterizzazione dei personaggi comprimari, a cui è stato dedicata cura ed attenzione. Stesso discorso anche a livello di trama, con la conclusione di diversi aspetti lasciati volutamente aperti nel capitolo scorso e in quelli precedenti. Ben fatto. Se quello che cercate in un MMORPG è la trama, l’intero ciclo del Cuore Oscuro di Skyrim non vi deluderà.

Fondamentale sarà anche il dove si svolgeranno le nostre nuove avventure. Laddove in Greymoor eravamo liberi di esplorare la parte più occidentale di Skyrim, con le sue dense foreste, idilliache vallate e città arroccate su pendii sperduti, Markarth aggiungerà due nuove aree esplorabili: Il Reach, una delle aree più inospitali e dure dove troveremo la conosciuta cittadina che dona il nome all’intero DLC, e il budello sotterraneo di Arkthzand, dimora della scomparsa civiltà Dwemer. Ci è piaciuto girovagare per queste aree, nonostante non avessero, già al tempo dello Skyrim originale, la personalità e l’iconicità di quanto visto in precedenza.

Tirando le somme, Markarth è un DLC che gioca un po’ troppo sul sicuro. E’ vero, conclude in maniera soddisfacente l’avventura che ormai ci tiene in ballo da un anno, ma introduce poche novità in tutto quello che è oggettivamente in grado di tenere in piedi un gioco sulla lunga distanza. Tra le novità principali c’è sicuramente il Vateshran Hollows; una nuova area per il PVE, che vi metterà dinnanzi a 6 boss principali affrontabili alla fine di altrettanti dungeon dedicati. Ci è veramente piaciuta, specialmente perchè in grado di mettere sotto pressione le build che abbiamo creato. E’ un evento difficile e potenzialmente frustrante (considerato poi che ci saranno 3 ultra-boss segreti da sconfiggere) ma sarà anche la vostra migliore fonte di reliquie per l’Antiquity System introdotto nel precedente DLC. Il problema menzionato a inizio capitolo sarà legato fondamentalmente a tutto il resto: le quest secondarie avranno un marcato sapore di riempitivo, gli eventi secondari saranno quanto già introdotto nel precedente capitolo… avete capito l’antifona. Il tutto poi sarà reso ancora più evidente da alcune dove è stato visibilmente speso più tempo in fase di concettualizzazione. Peccato.

In conclusione, il Cuore Oscuro di Skyrim è giunto alla fine con un DLC che, per quanto non rivoluzioni e anzi, faccia forse un mezzo passo indietro rispetto a quanto già visto, si mantiene grossomodo sullo stesso standard qualitativo delle precedenti produzioni. Noi ci sentiamo in dovere di consigliarvelo per godere della chiusura di un viaggio epico, ma sappiate che vi capiterà di dover stringere i denti in più di una occasione.

POWER RATING:
7.0/10
“Markarth chiude il Cuore Oscuro di Skyrim con una giocata sicura, incentrata su una buona trama ma contenuti solo sufficienti.”


PRO:

-Trama
-Buona caratterizzazione degli NPC principali
-Buona realizzazione del Reach
-Vateshran Hollows

CONTRO:
-Eventi e quest secondarie sottotono: ripetitive e poco ispirate

-Codice Review fornito da Bethesda
-Testato su Xbox Series X

Posted by:Powerwave83

Una risposta a "The Elder Scrolls Online Markarth – Xbox Series X, Xbox One Review"

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