Di Pierre Coppi

Koei Tecmo porta la sua fortunata serie su Nintendo Switch, con un bundle contenente anche la generosa espansione “Diplomacy and Strategy Expansion Pack”. Siete pronti a conoscere tutti i segreti del titolo KT?

Nota Bene: Il titolo è disponibile nella sola lingua Inglese.

Romance of the Three Kingdoms (da ora RTK) è sicuramente una serie longeva, addirittura ben più di quanto il numero cardinale a lato del titolo potrebbe lasciare supporre. Nata infatti nell’ormai lontano 1985 e basata sull’originale versione romanzata della guerra per l’unificazione della Cina scritta nel 14° secolo da Luo Guanzhong, la stessa serie ha poi dato vita a svariati spin-off, inclusi i classici Dinasty Warriors (inizialmente un fighting game 1vs1, e solo successivamente trasformata nell’ibrido action/tattico) e Kessen (il secondo capitolo nello specifico). Andiamo ora a vedere come e soprattutto se un titolo simile può convivere con la console ibrida di Nintendo e la sua portatilità.

Zhuge Liang guida la battaglia delle pianure di Wuzhang

Ormai è sicuramente cosa risaputa ma, sin dall’alba dei tempi videoludica alcuni generi si adattano veramente male a trasposizioni da PC a Console. Su tutti, due in particolare saltano alla mente: gli FPS o sparatutto in soggettiva, e i giochi strategici alla Age of Empires, Command & Conquer e senza ombra di dubbio, la serie di Romance of the Three Kingdoms. Nel corso degli anni abbiamo avuto lo spiacere di giocare alcune conversioni assolutamente terribili quindi capiteci quando scriviamo che è stato con un minimo di apprensione che abbiamo iniziato a testare il gioco per questa review. Via il dente, via il dolore, comunque: fortunatamente, il team di Koei Tecmo incaricato di questa missione ha sicuramente svolto un ottimo lavoro, riguardo ai comandi di gioco. Certo, è innegabile come un mouse renderebbe la vita incredibilmente più semplice, ma ribadiamo che sarebbe potuta andare veramente, orribilmente peggio. Dove normalmente si andrebbe a cliccare con un mouse per aprire i vari sotto-menu, il gioco fornisce innumerevoli scorciatoie accessibili con una singola pressione dei vari tasti dei Joy-Cons. Sia chiaro, sarà comunque presente un numero ragguardevole di menu tra cui navigare per impostare questa o quell’altra variabile o per selezionare generali, comandanti e politici, ma il lavoro di ottimizzazione in questo settore è stato eseguito più che bene. Ora che ci siamo tolti questo grosso peso dalle spalle, andiamo ad analizzare questo RTK14 più nel dettaglio.

Round 1, Fight?

Lo scopo finale di tutto il gioco sarà quello di unificare la Cina, e quando scriviamo unificare (così come il gioco sottolinea diverse volte) intendiamo in realtà conquistarla nella sua interezza, spazzando via nel contempo tutti gli eserciti avversari. Per far ciò avrete dalla vostra parte innumerevoli risorse, la prima delle quali sarà un estensivo e comprensivo sistema di tutorial. Fidatevi, completateli dal primo all’ultimo e dedicategli il tempo necessario, perchè per quanto RTK14 sia stato innegabilmente ingentilito rispetto ai suoi predecessori in virtu’ della sua pubblicazione anche per Switch, capire perfettamente ogni singola meccanica di gioco richiederà ancora un certo periodo di adattamento. Il nuovissimo sistema di espansione del territorio richiede che una città o una base vengano conquistati prima che gli esagoni circostanti possano essere toccati manualmente, o prima che un governatore possa essere insediato per poi conquistarla lentamente esagono per esagono. E, in sostanza, è la più significativa novità nelle meccaniche di gioco, che per il resto verterà sui principi introdotti nei capitoli precedenti: avrete bisogno di risorse, avrete bisogno di ottimizzare spese e guadagni, e dovrete studiare una strategia vincente contro i vostri avversari, coadiuvati da azione più o meno lecite come spie, trattati, fusioni, collaborazioni, tradimenti e via discorrendo. Le basi della politica!

La battaglia della Provincia di Jing

La mappa esagonale è simile a quella in Romance of the Three Kingdoms 11, poiché il giocatore potrà costruire strutture strategiche all’interno dei suoi territori; tuttavia, getta molte delle complessità di RTK13 (e tanti altri) nel dimenticatoio a favore di un gameplay più accessibile, al limite della semplicità del gioco mobile. Le truppe del giocatore non avranno più bisogno di beni per sopravvivere mentre marciano, né avrete alcun controllo reale su come si svolgerà il combattimento. Gli ufficiali useranno le loro abilità in modo casuale o una volta soddisfatte determinate condizioni in battaglia, lasciando al giocatore poca libertà al riguardo. I duelli saranno presenti in questo capitolo, sebbene siano diventati anch’essi automatici e non richiedano alcun input da parte del giocatore. L’alternativa accademica, i dibattiti, sono stati completamente omessi in Romance of the Three Kingdoms 14. Questo essenzialmente relegherà i vostri ufficiali più intelligenti a semplici governatori nel corso di una campagna, senza dar loro la possibilità di brillare davvero. Peccato.

Zhou Yu guida la battaglia di Chibi

Gestire il vostro regno nella serie RTK non è mai stato così facile come in RTK14, ma c’è stato un prezzo da pagare. Le opzioni per la gestione sono state drasticamente ridotte a favore dell’accessibilità e la crescita del vostro Impero finirà per fare troppo affidamento sui capricci del vostro governatore. Potrete dire loro di concentrarsi sull’aumento del commercio, dell’agricoltura o delle truppe, ma non lo faranno a meno che non siano loro a suggerirlo in primis e voi gli diate l’ok per farlo. Il nuovo sistema nega completamente lo scopo finale di un governatore, lasciando il giocatore a chiedersi perchè ne debba aver bisogno.

La coalizione contro Dong Zhuo

Tirando le somme

A quattro anni dall’uscita di Romance of the Three Kingdoms 13, eccoci qui a dare il nostro giudizio sul quattordicesimo capitolo. La situazione è sicuramente spinosa: da una parte, c’è una accessibilità enorme (specialmente per un titolo di questo genere), mentre dall’altra c’è una forte semplificazione di tutto quello che ha permesso alla serie RTK di arrivare fino al quattordicesimo capitolo. Noi ci troviamo onestamente a sindacare pro-14. E’ vero, i tagli alle varie meccaniche di gioco sono stati forse eccessivi, ma la possibilità di giocare letteralmente ovunque un titolo simile (che al netto della semplificazione rimane comunque discretamente complicato) è stata la scelta di maggioranza della redazione.

POWER RATING:
7.0/10
“RTK14 calca un po’ troppo la mano su semplificazione e accessibilità rispetto ai capitoli precedenti, ma rimane comunque un buon titolo realizzato con cura. E forse, proprio il migliore per i giocatori interessati ad entrare nel mondo di RTK.”


PRO:

-Bene l’ottimizzazione dei controlli per console
-Meccaniche facili da imparare
-Ottimo punto di ingresso nel mondo degli strategici

CONTRO:
-Eccessivamente semplificato rispetto ai capitoli precedenti
-Troppe variabili lasciate alla IA e gestite in maniera casuale

– Codice Review fornito dal Publisher
– Testato su Nintendo Switch

Posted by:Powerwave83

2 risposte a "Romance of the Three Kingdoms XIV + Diplomacy and Strategy Expansion Pack – Nintendo Switch Review"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...