Di Pierre Coppi

Due decadi e due generazioni di console dopo il Fear Effect originale, Sushee e Forever Entertainment pubblicano il terzo capitolo della serie. Sarà valsa la pena aspettare così tanto?

Fear Effect, l’originale del 2000, è ricordato con piacere da tanti giocatori. Vuoi per il gameplay “quasi-survival-horror” che tanto andava di moda, vuoi per l’allora particolare stile grafico (pochi giochi utilizzavano il cel-shading), vuoi per aver destato scalpore per la relazione tra Hana (la protagonista) e Rain. Al di là di tutto questo, comunque, il lavoro effettuato da Kronos Digital Entertainment (e pubblicato da Eidos) era sicuramente degno di nota, al punto al dare il via libera a un ulteriore gioco della serie (Fear Effect 2: Retro Helix, un prequel del primo capitolo) e addirittura trasformare il tutto in una trilogia con l’ipotetico Fear Effect Inferno (mai pubblicato e totalmente cancellato a causa di dissapori tra Kronos e la nuova politica di Eidos, più severa su tempistiche e contenuti).

Hana, la protagonista della serie Fear Effect

FE:Inferno effettivamente sancì la fine dell’intera saga di Fear Effect, non solo per quanto riguarda i videogiochi, ma anche per quanto vi fu di contorno: Kronos chiuse i battenti, così come rischiò di fare Eidos da lì a poco tempo dopo. Non tutto è da implicare alla cancellazione di Inferno, sia chiaro, ma fu sicuramente uno dei tanti, tantissimi motivi per cui il famoso publisher (che tra le frecce per il suo arco poteva vantare IP come Tomb Raider, Deus Ex, Blood Omen, Hitman e Thief) andò pericolosamente vicino a chiudere bottega in via definitiva con un “buco” di 29 milioni di sterline (2005). Nel 2009 Eidos fu assorbita dal colosso Square Enix

Tutto questo gran parlare per arrivare al succo del discorso, il nostro FE:Sedna. Nato da una campagna Kickstarter di successo, il titolo sviluppato da Sushee si collegherà, a livello di trama, direttamente con gli eventi del primo capitolo: Fear Effect Sedna si svolge infatti quattro anni dopo gli eventi di Fear Effect. Le cose sono cambiate per la squadra. Hana, liberata dalla Triade, vive con Rain a Hong Kong e lavora come mercenario occasionale, mentre Deke si è allontanato da quando Glas è tornato negli Stati Uniti.
Hana accetta una piccola missione per una misteriosa organizzazione. Il suo obiettivo: recarsi in Francia e rubare una peculiare statuetta antica nelle mani dall’ambasciatore Cinese. Per Hana sarebbe una buona opportunità per visitare il suo luogo di nascita… Da qui si mette in moto tutto quanto, facendo partire una avventura che, come nei precedenti capitoli, mischierà folklore, mitologia ed elementi soprannaturali ad ambientazioni futuristiche, distopiche e vagamente cyberpunk.

Sedna sarà decisamente differente da come ricordavate la serie. Laddove FE1 e FE2 ostentavano un taglio cinematografico per quanto riguarda il lato estetico, Sedna rinuncerà a tutto questo (pur mantenendo l’alto numero di cutscenes dei prequel) a favore di una rappresentazione grafica isometrica, vagamente paragonabile a mostri sacri del passato quali Diablo, Baldur’s Gate, X-Com e tanti altri. Tutto questo è stato necessario per un motivo specifico, ovvero il classico forma-segue-funzione. Sedna infatti, pur mantenendo lo stile grafico e parte del gameplay originale (gli enigmi) introdurrà elementi stealth, strategici, ed action. Una sorta di re-immaginazione dell’intero ecosistema di gioco quindi, con un risultato finale che ci ha convinto… o quasi.

Via il dente, via il dolore. Andiamo a vedere quali sono i punti negativi del gioco. In primis, la IA nemica, decisamente inconsistente nel suo modo di agire. A volte sarà in grado di vedere il vostro personaggio anche quando quest’ultimo sarà al riparo, a volte potrete tranquillamente camminare al fianco dei nemici senza che questi si accorgano della vostra presenza. Male, in un gioco che addirittura promuove e premia l’esecuzione stealth delle missioni. Quando entrerete nell’ottica che l’approccio silenzioso non funziona, passerete automaticamente nel mindset del crivellare di colpi qualunque cosa ed anche qui purtroppo ci sarà di che lamentarsi, per colpa di un sistema di mira twin-stick che, come lo stealth, non convince del tutto a causa di un sistema di auto-lock-on fallace. Va anche menzionato come, forse per tacita ammissione degli sviluppatori, proprio in luce di questi difetti il gioco sia letteralmente inondato di medikit da raccogliere. Una sorta di mea culpa?

Non tutto è da buttare, però. Anzi, ci sono parecchie cose che ci sono piaciute in questo Sedna. In primis è bene notare come Sushee sia stata assolutamente sul pezzo per tutto quello che riguarda la mitologia del gioco, e l’impatto estetico generale. Ritroveremo quindi quasi per filo e per segno lo stesso stile grafico dei due titoli originali, una ambientazione futuristica cyberpunk, neo-noir, così come i puristi potranno immediatamente riconoscere il caratteristico tratto nel disegno di Hana, Rain e compagnia. Menzione d’onore per il comparto audio e più nello specifico per la bella colonna sonora, ricca e coinvolgente, con un sintetizzatore meravigliosamente tragico per i momenti più tranquilli e battiti da cardiopalma per quando i protagonisti entrano in azione. Con la colonna sonora di Blade Runner di Vangelis come influenza, la musica di Sedna è una delizia, che si adatta perfettamente allo strano universo neo-noir. Per concludere, abbiamo adorato i vari puzzle che costellano il gioco, dalla difficoltà perfettamente calibrata. Niente di trascendentale, sia chiaro, ma in grado di dare soddisfazione una volta risolti.

Tiriamo quindi le somme con la domanda da un milione di dollari: Vale la pena giocare questo nuovo Fear Effect? Secondo noi si, in primis per l’aver riesumato una serie vicina al cuore di tanti giocatori, ma soprattutto per il lavoro svolto da Sushee, piccolo team indipendente francese, che si è dimostrato molto bravo nel capitalizzare quanto ci fosse di buono nella serie originale e reinventare l’intera struttura di gioco. Sia chiaro, Sedna non è perfetto ed anzi, alcuni difetti sono decisamente gravi, in particolare quelli relativi alla IA, ma come primo tentativo poteva andare molto, molto peggio.

POWER RATING:
7.0/10
“(Sedna) Non è un gioco perfetto, ma tutto sommato convince grazie a un mix di nostalgia, trama interessante ed enigmi ben congeniati. Da rivedere lo stealth e le fasi action.”

PRO:
-Bellissima colonna sonora
-Trama interessante
-Enigmi gratificanti

CONTRO:
-IA scostante
-Meccaniche stealth e twin-stick non convincenti

– Codice Review fornito dal Publisher
– Testato su Xbox Series X

Posted by:Powerwave83

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