Di Pierre Coppi

People Can Fly, lo studio Polacco dietro a Gears of War Judgment e Bulletstorm, si lancia nell’agguerrito mercato dei looter-shooter con quello che ad oggi è il loro progetto più ambizioso. Celebrazione di una crescita costante o disastro annunciato?

Mettiamo le cose in chiaro sin da subito. Non abbiamo speso ore ed ore giocando ad Outriders per la sua trama. Non abbiamo speso quelle ore nemmeno per il suo comparto tecnico, o per i suoi personaggi, o per il mondo di gioco. Però, indipendentemente da tutto ciò, ci siamo ritrovati in quella situazione, sempre più rara per gente che come noi ormai tiene un joypad in mano da più di trent’anni, di voler fare solo un’altra missione, di voler salire di un altro livello, di voler consegnare quell’ultima taglia al provider di missioni. Alla fine, un passetto dopo l’altro, ci siamo ritrovati ad aver speso quelle sopramenzionate ore ed ore con il titolo di People Can Fly. Questo perchè in ultima analisi Outriders, pur non essendo un capolavoro e non re-inventando la ruota, offre un gameplay loop solido, interessante, accattivante, e gratificante. Cosa non da poco a ben vedere, considerato che per il team di sviluppo, questo è il loro primo exploit in un genere a loro sconosciuto.

Abbiamo detto che non siamo rimasti davanti alla tv per godere della trama di Outriders. E’ vero. Ma è anche vero che People Can Fly si è effettivamente prodigata per creare ex-novo un’intero mondo in cui ambientare il loro gioco, con tutto quello che comporta: una certa mitologia e storia, un certo design di moda, architettura e paesaggistica… e il tutto, pur non risultando particolarmente innovativo, va premiato per avere una coerenza e una coesione innegabile. La trama attorno a cui ruoterà il gioco sarà la seguente: La Flores, una delle due (assieme alla Caravel) mastodontiche “arche” spaziali dedite alla colonizzazione di pianeti alieni dopo che la Terra ha raggiunto il punto di non-ritorno si imbattono in Enoch, quello che potenzialmente, potrebbe essere il sostituto del nostro pianeta natale. I primi umani a mettere piede su Enoch sono gli Outriders, una squadra di soldati d’élite incaricati di esplorare la zona di atterraggio e spianare la strada ai coloni. Tuttavia, gli Outrider scoprono rapidamente l’Anomalia, un’enorme e mortale tempesta di energia. Gli Outrider tentano di avvertire l’ECA di abortire la colonizzazione, ma la leadership dell’ECA invia invece le proprie forze di sicurezza per mettere a tacere gli Outrider sterminandoli. Uno degli Outrider (il giocatore), sopravvissuto all’esposizione all’Anomalia, viene ferito a morte durante i combattimenti e viene messo in crio-stasi da Shira, uno scienziato dell’ECA. L’Outrider viene risvegliato dalla crio-stasi 31 anni dopo, dove scoprono che il tentativo di colonizzazione dell’ECA è fallito, con l’Anomalia che distrugge tutta la tecnologia avanzata della colonia e intrappola tutti i coloni entro i confini di una singola valle di montagna. Assaliti dalla fauna aliena ostile e lasciati con risorse in diminuzione, i coloni si sono divisi in una massiccia guerra civile che contrappone i resti dell’ECA contro gli insorti, ribelli militanti che cercano di rovesciare l’ECA. Inoltre, le persone che sono sopravvissute all’esposizione all’Anomalia come l’Outrider sono diventate “Alterate”, esseri umani mutati che possiedono poteri soprannaturali. Da qui, partirà effettivamente il gioco vero e proprio.

Se la trama difficilmente verrà nominata tra i migliori script mai concepiti, avrà perlomeno il pregio di spingere il titolo verso la sua conclusione con un ritmo ben scandito e piacevole. Peccato per alcuni dettagli come l’Outrider principale, il Protagonista, che verrà ridotto a “macchietta da film-action” con battute e linee di dialogo focalizzate unitamente a farlo apparire cool, ma senza contribuire più di quel tanto a creare un effettivo background (anche emotivo).

Le cose però miglioreranno enormemente quando si andrà a prendere in esame il cuore del prodotto: il gameplay. Vedete, anche qui i ragazzi di People Can Fly hanno preferito giocare sul sicuro. I loro precedenti lavori sono stati dei titoli sparatutto, in terza persona (GOW Judgment) e in prima (Bulletstorm e prima ancora, Painkiller) ed è visibile come le precedenti esperienze abbiano tangibilmente trovato casa nell’ecosistema di Outriders. Quello che a prima occhiata potrà essere snobbato come l’ennesimo cover-based-shooter “alla Gears” verrà spazzato via nel momento in cui tutto farà clic ed avrete la rivelazione: le coperture dietro cui ripararsi non saranno per voi, ma per i nemici. Questo perchè il punto focale di tutta l’esperienza di gioco saranno i devastanti poteri che il vostro personaggio ha acquisito dopo l’esposizione all’ Anomalia, a loro volta ritrovabili nelle quattro classi tra cui sarà possibile scegliere dopo aver completato il prologo: Devastatore (quella scelta da noi per la recensione, in grado di scatenare poteri sismici), Trickster (in grado di manipolare il tempo), Piromante (si spiega da sé) e Tecnomante, fondamentalmente la classe di supporto in grado di utilizzare e dispiegare torrette ed altri gadget. Ogni classe partirà con solo una manciata di abilità disponibili, che verranno ampliate di numero mano a mano che il vostro personaggio aumenterà di livello. In simbiosi con il vostro arsenale di peculiarità vi sarà la componente più canonica del titolo, quella da looter-shooter. Il tutto funzionerà come da copione già visto e stra-visto in tutti gli altri giochi di questa categoria: uccidete i nemici, raccogliete armi ed armature, equipaggiate quelle con le statistiche e i modificatori migliori così da diventare più forti, uccidete nemici più forti grazie alle vostre statistiche migliorate, e ripetete ad oltranza. Quello che veramente farà la differenza in Outriders sarà riconducibili a due fattori: l’effettiva bontà delle meccaniche di combattimento (affinate dallo studio con i precedenti titoli) e la varietà e peculiarità visiva di quello che andrete ad equipaggiare, con alcune delle build di più alto livello assolutamente assurde, alcune in grado di trasformare il vostro Outrider in un ibrido biomeccanico o addirittura con armature ricavate dalle ossa di non si sa quale mostro. Veramente ben fatto.

La longevità del titolo sarà sicuramente uno dei suoi punti di forza. Outriders non è un titolo live-service (People Can Fly lo ha messo bene in chiaro sin da subito) ma, come una volta, un gioco che potrà essere iniziato e finito. Quello che manterrà alta la longevità è da ricercarsi nella quantità di quanto offerto. Tra le quattro classi disponibili (ognuna riconfigurabile a piacimento e con tre diversi sentieri di specializzazione tra cui scegliere), la missione principale, le svariate secondarie e la possibilità di giocare dall’inizio alla fine sia in singolo che in coop, stiamo guardando a un titolo che si attesta senza fatica attorno alle (almeno) 60 ore di gioco.

Prima di arrivare alle riflessioni finali su Outriders, andiamo a esaminare quello che è il comparto tecnico del titolo. Purtroppo, come tanti giochi in uscita in questo momento, questo sarà un titolo cross-generazionale: tradotto, dovrà funzionare sia sulla precedente generazione di consoles (Xbox One, PlayStation 4), che su quella attuale (Xbox Series X|S, PlayStation5). Questo comporta un approccio piuttosto limitante allo sviluppo, con modelli poligonali che su next-gen (abbiamo testato il gioco su Series X) appaiono decisamente datati, seppur con effetti di luce, riflessi, e qualità delle texture assolutamente fantastici. Capiamoci, il gioco non è brutto, tutt’altro. Viene solo da chiedersi come sarebbe stato il risultato finale se solo People Can Fly avesse avuto in mente di svilupparlo da zero solamente per i mostri di potenza che albergano nei nostri salotti. Chissà, magari in un ipotetico Outriders II avremo una risposta.

Il comparto audio si presenta senza infamia e senza lode, adempiendo al suo dovere pur senza brillare in nessun campo, sia esso quello degli effetti sonori, del doppiaggio o della colonna sonora. Dove purtroppo abbiamo avuto qualche dissapore a livello tecnico è nel comparto della stabilità di gioco: Outriders necessità di essere costantemente online per essere giocato (cosa che iniziamo a non tollerare più, onestamente) e l’esperienza generale, a tre giorni dal lancio ufficiale, è stata singhiozzante. Nessun problema per i primi due giorni, e nessun modo di poter giocare al titolo il terzo. Sarà sicuramente una cosa che verrà risolta in breve tempo, senza dubbio, ma allo stato attuale ci ha creato non poche difficoltà in fase di testing.

Ed eccoci quindi alle conclusioni finali su un titolo che onestamente ci aveva fatto alzare un sopracciglio al momento del suo annuncio. “Eccolo qui, l’ennesimo looter-shooter“, pensavamo. Ed è effettivamente così. Outriders è oggettivamente l’ennesimo looter-shooter, ma è anche un titolo che, pur basandosi pesantemente su altri giochi (diciamoci la verità, la schermata dell’inventario è un copy/paste di quella di Destiny), si rivela essere più della somma delle sue singole parti. Ci siamo sinceramente divertiti ad esplorare le varie regioni di Enoch, a fare piazza pulita di mostri, ribelli e quant’altro con le nostre mutazioni, e ci siamo crogiolati nel guardare il nostro personaggio dopo aver equipaggiato armi ed armature di classe esotica. Ci sarebbe poi tutto un discorso di soddisfazione personale che lavora in trio con l’acquisizione di armi sempre più potenti e con la componente splatter, ma questa non è la sede dove disquisirne. Quello di cui dobbiamo parlare, qui, è della qualità del prodotto, un prodotto che pur non eccellendo in nessun settore e pur non reinventando la ruota, si rivela divertente e capace di impegnare i giocatori per lungo tempo.
Bravi, People Can Fly!

POWER RATING:
8.5/10
“Outriders non reinventa il genere, tutt’altro, ma si presenta come un prodotto ben programmato e confezionato con cura, con meccaniche solide e un gameplay divertente. Promosso!”

PRO:
-Gameplay ben fatto e divertente
-Grande cura nella creazione del mondo di gioco
-Grande quantità di contenuti

CONTRO:
-Componente online singhiozzante (al momento)
-Potenzialmente ripetitivo
-Prende tante (troppe?) cose in prestito da altri titoli simili

-Codice Review fornito dal Publisher.
-Testato su Xbox Series X

Posted by:Powerwave83

4 risposte a "Outriders – Multi Review"

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