Di Pierre Coppi

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-Testato su Xbox Series X

La favolosa serie di SEGA e Ryu Ga Gotoku Studio si reinventa per l’esordio sulle console next-gen. Benvenuti alla recensione di Yakuza – Like a Dragon!

Il trailer di lancio di Y:LAD, VM18

Yakuza, come serie, deve molto al leggendario Shenmue (potete leggere la recensione dell’ultimo capitolo, Shenmue 3, CLICCANDO QUI): combattimenti in tempo reale più o meno articolati, ambientazioni suggestive, la libertà di perdersi in ore e ore di attività secondarie… si può quasi considerare la serie dedicata alla malavita giapponese come ad un sequel spirituale dell’opera del maestro Yu Suzuki. Come Shenmue però, inizia a soffrire il peso degli anni, dato che le avventure del buon Kazuma Kiryu nacquero su PlayStation 2 nell’ormai lontano 2006 e tra sequel e spin-off vari contano ormai 18 titoli. Certo, ci sono state le variazioni sul tema, come gli spin-off ambientati nel periodo Edo (mai arrivati da noi) o quello “what if” dove Kamurocho (l’ambientazione principale della serie, parodia del quartiere a luci rosse di Tokio chiamato Kabukicho) venne invasa dagli zombie, ma a livello di gameplay, di meccaniche pure e semplici, il buon vecchio Yakuza non si era mai avventurato al di fuori del suo pur lodevole sentiero. Ed è qui che Ryu Ga Gotoku Studio, gli sviluppatori della serie, hanno tirato fuori il canonico coniglio dal cappello con questo Yakuza: Like A Dragon (Ryū ga Gotoku 7: Hikari to Yami no Yukue in Giappone, che si può tradurre “Come un Drago: Dove trovare luce ed oscurità”).

TRIVIA! Le curiosità del mondo gaming: Come avete letto poco sopra, la serie da noi conosciuta come Yakuza in occidente è intitolata, in terra natia, Ryu Ga Gotoku, lo stesso nome del team di sviluppo. Cosa significa? “Come un Dragone”, “Like a Dragon”, ovvero il titolo dato al settimo capitolo per il nostro mercato, che a sua volta è il nome del team di sviluppo: Il cerchio si chiude!

La simpatica combriccola di YLAD

In cosa consiste questo rivoluzionario coniglio, chiedete? Nel gettare fuori dalla finestra il gameplay pressoché perfetto della serie per introdurne uno nuovo di zecca e totalmente alieno rispetto a quanto visto finora. YLAD infatti, abbandonerà le meccaniche da beat ‘em up che hanno fatto da sfondo alla saga per quasi 15 anni e introdurrà un nuovo sistema di combattimenti a turni, trasformando di fatto la serie in un JRPG, con tutto quello che comporta. Non solo, volterà pagina e dirà addio all’ormai leggendario Kazuma Kiryu, star dei capitoli dal primo al sesto, concludendo il suo arco narrativo, e darà il benvenuto allo scapestrato Ichiban Kasuga e alla sua particolare acconciatura afro.

La carpa-drago sulla schiena di Ichiban. Nemmeno lui ha ben presente cosa significhi

Andiamo con ordine, e vediamo attorno a cosa ruoterà la trama di YLAD. Nel 2001 Ichiban Kasuga, membro di una famiglia di secondo grado della Yakuza giapponese, è il classico “aniki” (fratello) dal cuore d’oro, sempre pronto a chiudere un occhio su riscossioni e pestaggi, così come a prendersi la colpa per le sviste dei suoi kohai (compagni più giovani), diventato Yakuza solamente per via di sfortunate circostanze e successivamente, col tempo, spinto dall’ammirazione verso il suo boss, Masumi Arakawa. Ad un certo punto, lo stesso Arakawa chiede l’impensabile al giovane Ichiban, ovvero di costituirsi alla polizia per coprire un reato. Ichiban, spinto dal suo senso di lealtà, dall’incrollabile determinazione e dall’amore verso il suo superiore, accetta senza battere ciglio di passare in carcere ben diciotto anni (!!), convinto che, una volta uscito, verrà visto come un eroe e avrà l’eterna graditudine di Arakawa. Da qui parte la trama di Like a Dragon, che a ben vedere, sovverte le premesse di quanto visto prima nella saga. Se nei precedenti capitoli Kazuma Kiryu, Yakuza leggendario, aveva come fine ultimo quello di abbandonare definitivamente il sottobosco malavitoso e vivere una vita normale, per Ichiban varrà l’opposto: cresciuto a pane e Dragon Quest (leggendaria serie di JRPG sviluppata dalla fu-Squaresoft, ora Square-Enix) il suo fine ultimo sarà quello di scoprire il motivo del tradimento di Arakawa e nel contempo vivere l’avventura di una vita, motivato ad apparire come un eroe agli occhi dei suoi compagni e della gente.

Alcuni nemici, tra quelli più “normali”

Il concetto di eroe ci porta, pur indirettamente, a parlare del gameplay di Yakuza: Like a Dragon. Iniziamo parlando di quello che è stato mantenuto, ovvero il movimento e l’esplorazione della mappa di gioco al di fuori del sistema di combattimento. Qui i giocatori guideranno Ichiban e compagnia per le strade di Isezaki Ijincho, Yokohama (come per Kamurocho/Kabukicho, una parodia del distretto di Isezakicho, realmente presente a Yokohama) accettando missioni principali e secondarie e visitando edifici, negozi, ristoranti. Su quella stessa mappa compariranno anche i nemici, ed è qui che YLAD prende una diversa “piega” rispetto ai capitoli precedenti: le scorribande dei nostri protagonisti saranno infatti dettate da un nuovo sistema di battaglia, stavolta più simile a un Final Fantasy classico, con turni, buff e de-buff, “magie”, attacchi speciali, e addirittura evocazioni (assurde e assolutamente epiche, per inciso). Come fa tutto questo ad esistere in un mondo di gioco fondamentalmente realistico, chiedete? Semplice, perché tutto il corollario di assurdità menzionate poco sopra avverrà nella testa di Ichiban, che da fan di Dragon Quest si immaginerà tutte queste meraviglie. Ad ogni modo, il sistema di YLAD ci è piaciuto molto: versatile, divertente, ed assurdo al punto giusto, é il perfetto contraltare alle situazioni e alle tematiche spesso ben più cupe e gravi trattate nel titolo. Lodevole anche il job-system che permetterà ai personaggi di apprendere vari mestieri e conseguentemente nuove abilità. Tra i lavori selezionabili troveremo il buttafuori, il costruttore, il rapper, il cuoco, la guardia armata, l’hippie ed altri ancora per quanto riguarda la componente maschile del party, mentre per la quota rosa, composta da Saeko ed Eri, verranno aggiunte le professioni di Idol, Regina della Notte (?!), Croupier e Hostess. A titolo informativo, spendete un po’ del vostro tempo per andare a caccia dei vari nemici così da completare il “bestiario” del titolo SEGA: ne vedrete delle belle, e vi assicuriamo che ne varrà la pena. Vi consigliamo inoltre di completare quante più missioni secondarie possibili, in primis perché vi garantiranno una cospicua dose di EXP e oggetti bonus, ma soprattutto perché é proprio qui che il gioco riesce a dare il meglio di sé: abbandonate le “redini” della missione principale, RGG si è data alla pazza gioia nel creare situazioni assurde, paradossali, ed esilaranti. Meraviglioso.

Ichiban, durante una evocazione

Tecnicamente parlando, il gioco rende bene sulle console di nuova generazione, non al punto da fare gridare al miracolo ma sicuramente bene abbastanza da garantire ai giocatori una esperienza soddisfacente, indipendentemente dalla piattaforma scelta. Nota di merito per i modelli poligonali dei personaggi principali e per gli effetti di luce. Anche a livello sonoro, nulla da dire, il doppiaggio è eccellente sia che lo si ascolti nella lingua nipponica che in quella anglosassone, e anche il lavoro di traduzione e localizzazione é solido e convincente. Per quanto riguarda la longevità, i lettori possono dormire sonni tranquilli: YLAD sarà in grado di intrattenere chiunque vorrà avventurarsi per le vie di Yokohama con una lista pressoché infinita di attività disponibili. Dalle corse con i go-kart in Dragon Kart alle Sale Giochi disseminate per la città (questa volta sarà possibile giocare a Virtua Fighter 2, Virtua Fighter 5 Final Showdown, OutRun, Super Hang-On, Fantasy Zone, Space Harrier) i giocatori potranno anche perdere ore giocando a Golf, a Baseball, gestendo un’azienda, andando al cinema, cantando al karaoke e dilettandosi in tante altre attività. La longevità sarà inoltre garantita anche da una Main Quest che, senza perdersi in particolari deviazioni, richiederà non meno di una quarantina d’ore per essere completata.

Già. Il pervertito, uno dei nemici del gioco

Tirando le somme, abbiamo adorato questo Yakuza: Like a Dragon. Certo, non è sicuramente perfetto, e tra i difetti abbiamo notato una certa propensione della IA dei nostri compagni, in fase di combattimento, al non riuscire a tracciare una rotta efficiente verso il nemico, così come in termini assoluti il bilanciamento del gioco ci è parso un po’ troppo traballante: eccessivamente facile nella prima metà dell’avventura, ed estremamente difficile nella seconda, con questa problematica risolvibile solo spendendo ore a combattere così da guadagnare quanti più EXP possibili ed aumentare di livello (il buon vecchio grinding). Al netto di questi difetti però, Yakuza: Like a Dragon é una mossa coraggiosa da parte di RGG Studios, che ci sentiamo di premiare. Giocatelo, sia che siate fan della saga sin dai suoi esordi nel lontano 2006, sia nel caso siate neofiti e in cerca di qualcosa di nuovo. YLAD non vi deluderà e sarà in grado di stupirvi, siatene certi.

POWER RATING:
9.0/10
“Ryu Ga Gotoku Studio re-inventa Yakuza, pur mantenendo la stessa, alta, qualità della serie. Consigliato.”


PRO:
-Tecnicamente solido
-Sistema di combattimento divertente
-Cast di personaggi variegato ed adorabile
-Tanti contenuti e tante ore di gioco

CONTRO:
-IA alleata spesso inconsistente
-Ripido aumento della difficoltà nella seconda metà di gioco

Il momento della realizzazione di Ichiban. Chiaramente, tutto questo succede solo nella sua testa
Posted by:Powerwave83

Una risposta a "#Yakuza: Like a Dragon – Xbox Series X, PlayStation 5 Review"

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