Di Pierre Coppi

Acid Nerve e Devolver portano su Xbox e PC una adorabile avventura popolata da Corvi incaricati di collezionare le anime dei defunti, personaggi carismatici e un gameplay pressochè perfetto. Benvenuti alla recensione di Death’s Door!

Acid Nerve, il duo di sviluppatori Inglesi dietro al bel Titan Souls (2015) ritorna con quello che non solo è senza dubbio il loro progetto più ambizioso, ma con tutta probabilità finirà nelle liste dei migliori giochi del 2021. In Death’s Door i giocatori esploreranno una terra piena di abitanti contorti e innumerevoli segreti, portando speranza agli strani e meravigliosi personaggi che incontreranno lungo la strada. Impugneranno e potenzieranno armi da mischia, frecce e magie mentre inseguono e sconfiggono colossali tiranni con storie e motivazioni proprie. Ora che avete una idea di quello che vi aspetta, apriamo il portale e scopriamo tutti i segreti di questa nuova gemma videoludica, iniziando come di consueto dalla trama.

Il mondo di Death’s Door è sicuramente bizzarro. Il giocatore impersonerà il “Giovane Corvo” (spesso chiamato anche Reaper, “Mietitore”), un impiegato della Reaping Commission, una società dell’aldilà incaricata di raccogliere le anime dei defunti al fine di garantire loro un degno trapasso. L’incipit iniziale di questo Death’s Door è sicuramente peculiare, in quanto almeno inizialmente darà l’impressione di trovarsi dentro ad un surreale thriller noir ambientato negli anni ’50 in cui Corvi (di tutte le forme e dimensioni) senzienti gestiscono la parte burocratica e pro-attiva di quella che a conti fatti potrebbe essere una azienda qualunque. Ne abbiamo addirittura trovato uno che fumava appoggiato ad un lampione! Ad ogni modo, disquisizioni a parte, il gioco inizia con un missione per il nostro Corvo: recuperare l’anima di un mostro particolarmente impegnativo. Dopo aver completato il tutorial, e aver recuperato la sopramenzionata anima, questa… vi verrà rubata sotto al naso! Da qui inizierà il gioco vero e proprio, ed è anche in questo momento che capirete che Death’s Door non é uno Zelda-like come potevate aver pensato durante le battute iniziali, bensì…

…un Souls-like! Eh già, non lasciate che i graziosi personaggi vi traggano in inganno, così come non dovranno farlo i suggestivi e colorati livelli, le animazioni morbide o ancora i simpatici animaletti che spesso seguiranno il piccolo Corvo. Nossignore, Death’s Door ha molto più in comune con i titoli From Software che non con quelli Nintendo. Sia ben chiaro, é innegabile l’influenza che i titoli della Grande N hanno dato al background di Acid Nerve dal primo momento in cui si vede il gioco, ma a livello di meccaniche di gameplay, Death’s Door potrebbe essere tranquillamente definito come “Dark Souls, in versione carina e graziosa, con una visuale isometrica“. Oh, e poi c’è il concetto di morte: una volta che i nemici vi avranno sconfitto (oh, e lo faranno, tranquilli) verrete riportati immediatamente alla più vicina Porta della Morte (Death’s Door, capito ora? *occhiolino*). Qui però saltano alla luce le differenze più grandi tra i Souls e questo titolo. Death’s Door non vuole essere una marcia sado-masochistica dall’introduzione ai titoli di coda, tutt’altro. In DD la curva della difficoltà crescerà ma in maniera progressiva e graduale, senza inutili picchi di difficoltà buttati nel gioco a caso. Chiaro, potreste trovarvi più o meno a vostro agio combattendo contro questo o quell’altro nemico, ma in linea di massima, sarete sempre equipaggiati alla pari contro quello che il gioco vi scaglierà contro. Non che Death’s Door sia una passeggiata, ma abbiamo trovato che sia una esperienza molto più omogenea degli spesso schizofrenici Souls. Mettiamola così: Gli ostacoli nei videogiochi sono come dei muri da arrampicata. I Souls vi piazzano alla base di un altissimo muro verticale, con tutto l’equipaggiamento di cui avete bisogno, e tanti saluti, arrangiatevi. “Ah, e se doveste cadere, sono 50 euro, grazie.” DD invece, inizia piazzandovi di fronte a muri progressivamente sempre più alti, ed oltre a darvi l’equipaggiamento vi spiega a grandi linee come usarlo, facendovi poi notare qualche segretuccio per fare meno fatica. In caso di caduta? “Non preoccupatevi, la prossima volta andrà sicuramente meglio!

Parliamo ora del sistema di combattimento e di potenziamento del nostro piccolo Corvo (Corvino? Corvetto? Corvuccio?). Avrete a disposizione attacchi corpo a corpo che il nostro protagonista effettuerà con la sua spada (ma esistono tante altre armi collezionabili durante l’avventura, tra cui un… ombrello). Il vostro arsenale sarà composto dalla classica combo base da tre colpi, da un attacco caricato, da un attacco in slancio (effettuabile premendo il tasto alla fine di una schivata evasiva verso il nemico) ed in più avrete accesso sin da subito all’arco, in grado sia di colpire i nemici dalla distanza così come colpire interruttori e altri oggetti nella risoluzione di qualche puzzle. Ci sono poi i potenziamenti: raccogliendo le anime, potrete scambiarle con potenziamenti verso gli attributi base del nostro protagonista: forza, velocità, destrezza e magia.

Se c’è un punto dove DD effettivamente punisce il giocatore è nel sistema di cura. Non avrete fiaschette Estus, oggetti o consumabili a portata di mano, niente di tutto ciò. Al loro posto, durante le vostre scorribande nel mondo di gioco (l’esplorazione in DD è fantastica, ne parleremo fra poco) troverete dei semi, che dovrete piantare in determinati vasi distribuiti sulla mappa di gioco. Non solo, i numeri di semi recuperabili è definito, quindi anche dove utilizzarli andrà ben ponderato, anche se per la fine dell’avventura ne avrete sicuramente molti più di quanti effettivamente ve ne servano. Esplorazione, dicevamo, e di come Death’s Door sia l’esempio lampante di quanto possa essere interessante e divertente deviare dal percorso principale alla ricerca di valuta, nuove armi, oggetti, semi e quant’altro.

Il mondo di gioco di DD è talmente ben studiato che ci siamo avventurati attraverso cimiteri proibiti, vecchie rovine allagate e magioni inquietanti. La tavolozza dei colori leggermente sbiadita dà l’impressione di esplorare luoghi molto lontani dal loro apice, aiutati da una musica lenta e sommessa e deboli, inquietanti sussurri nel vento. Gli enigmi sono abbondanti e, sebbene la maggior parte si basi su temi familiari come premere interruttori, raccogliere chiavi e aprire cancelli, erano tutti abbastanza vari e progressivamente impegnativi da offrire sempre una gradevole ventata di novità. Death’s Door fa anche un uso intelligente delle altezze, creando così l’impressione di un mondo di gioco enormemente più vasto ed articolato di quanto fisicamente non fosse. Superbo level-design, bravi Acid Nerve!

Tirando le somme, se ancora non si fosse capito, abbiamo assolutamente adorato questo nuovo titolo di Acid Nerve. Una forte caratterizzazione del mondo di gioco e dei personaggi che lo abitano, un level-design assolutamente fantastico e un sistema di combattimento ben costruito riescono ad elevare Death’s Door verso la vetta dei giochi indipendenti, e gli garantiscono un invito per quelli che saranno i prossimi Game of the Year 2021. Se normalmente evitate i giochi indipendenti, concedetevi uno strappo alla regola e provate Death’s Door. Se invece (giustamente) supportate e cercate di giocare il maggior numero di indie possibile, Death’s Door deve diventare immediatamente una priorità.

POWER RATING:
9.0/10
“Il mix perfetto tra Zelda e Dark Souls, per quanto assurdo possa suonare. Death’s Door è uno dei giochi indipendenti migliori in commercio, e un potenziale candidato a GOTY 21”


PRO:

-Tecnicamente delizioso
-Level-Design incredibile
-Livello di sfida gratificante e ben strutturato
-Esplorare i livelli di gioco é una gioia

CONTRO:
-Un po’ troppo corto, purtroppo

-Codice review fornito da Devolver
-Testato su Xbox Series X

Posted by:Powerwave83

2 risposte a "Death’s Door – #Xbox Series X|S, #PC Review"

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