Di Redazione PW83

-Codice Review fornito da ININ Games
-Versione Testata: Nintendo Switch

-Disponibile per: Nintendo Switch, PlayStation 4

Dopo essere sparito per quasi 30 anni, il colorato gioco d’azione a scorrimento laterale e ultimo titolo arcade del leggendario studio di sviluppo Westone, finalmente è tra noi! Date un’occhiata al fantastico e colorato gameplay nella nostra recensione!

Conoscete il leggendario sviluppatore giapponese Westone? Ok, proviamo con qualcosa di più facile: Conoscete Wonder Boy? Oh, bene, finalmente vediamo tante mani alzate. Per i due o tre sprovveduti che negli ultimi 30 anni hanno vissuto in una caverna senza wi-fi, facciamo un piccolo ripasso. Tranquilli, non ci vorrà molto. Come ben sapete, Sonic the Hedgehog è l’attuale, iconica e riconoscibilissima mascotte di SEGA. Quello che forse non sapete, è che prima dell’avvento del blue-blur, SEGA adottava un’altra mascotte per la sua compagnia, quella del biondo e vispo ragazzino, Wonder Boy appunto, creato dalle menti di Westone. Per concludere questa lunga e laboriosa tiritera, il punto dove vogliamo andare a parare è che ININ Games, a distanza di 30 anni dalla sua progettazione , è riuscita a pubblicare un gioco mai uscito sul mercato: Clock Work Aquario!

Ci sarebbero ancora più retroscena di cui discutere in merito a questa gemma dimenticata, come il fatto che il gioco, ormai pronto per la pubblicazione nelle sale giochi Giapponesi, non vide mai la luce in virtù del suo retaggio bidimensionale, in un periodo videoludico storico in cui i primi titoli 3D stavano lentamente piede e le sale giochi stavano vivendo il culmine di quella che fu l’era d’oro dei nostri amati picchiaduro 1vs1 (sigh). Complici anche alcuni non incoraggianti “test di prova” negli arcade nipponici, Westone decise di porre fine al progetto e passare oltre, iniziando a lavorare a quello che sarebbe poi diventato Monster World IV (1994, Sega Megadrive).

Cosa aspettarci quindi da questa perla, riesumata dagli annali della storia videoludica? Innanzitutto una trama e un feeling generale decisamente figli di quegli anni. I tre protagonisti del gioco, Hack Rondo, Elle Moon ed il robot Gash devono sconfiggere il malvagio Dr. Hangyo e il suo esercito prima che conquistino l’intero pianeta, come da copione per ogni Boss che si rispetti. Come potete immaginare, il comparto dedicato alla trama servirà il solo scopo di fornire un pretesto per i deliri audiovisivi che incontrerete durante il gioco. E’ un problema? Tutt’altro! Come menzionato poco fa infatti, Clock Work Aquario (CWA, da ora) punterà tutto sulla sua impronta visiva spiccatamente anime e sulla assurdità delle sue situazioni. Sin dal primo livello infatti, si potranno vedere e combattere nemici dalla foggia quantomeno improbabile, e questa sarà una costante dell’intera esperienza di gioco, sino alla conclusione.

Il gameplay di CWA è forse dove il gioco splende maggiormente. Fondamentalmente un platform 2D, la particolarità del titolo ININ/Westone sarà da ricercarsi nell’abilità dei protagonisti di colpire e successivamente raccogliere e lanciare i vari nemici che incontreranno così da innescare lunghe catene di eliminazioni (con conseguente moltiplicatore di punteggio) e la possibilità di guadagnare vite aggiuntive, i classici 1-UP. Essendo fondamentalmente un gioco di derivazione (e destinazione, perlomeno originariamente) arcade, i comandi di gioco saranno ridotti all’osso: un tasto per saltare, un tasto per colpire i nemici. Ogni livello di gioco sarà composto da due boss-fight, una a metà livello ed una poco prima della sua conclusione. Così come in altri platform dell’epoca, anche in CWA i giocatori potranno essere colpiti solamente due volte prima di perdere una vita, ma durante il gioco potranno trovare pozioni in grado di ripristinare l’energia perduta. Menzione speciale per la reattività dei comandi, assolutamente perfetta, cosa fondamentale per un titolo del genere.

Clock Work Aquario, diciamocelo chiaro e tondo, non è un titolo lunghissimo, e potrà essere completato comodamente in una singola sessione. Questa è, come per altre componenti del titolo, una diretta conseguenza della sua natura “da sala giochi”, ma fortunatamente ININ ha pensato anche ad un rimedio. Numerose saranno infatti le modalità disponibili, da diversi livelli di difficoltà a simpatiche distrazioni come un minigioco (giocabile solamente con un secondo giocatore), così come numerosissime variabili estetiche come filtri CRT, scanlines, ecc. che tanto vanno di moda in queste riedizioni.

Tirando le somme, è impossibile negare il valore di questa pubblicazione. Non fosse stato per ININ, Clock Work Aquario sarebbe rimasto semplicemente una nota a piè di pagina nel portfolio di titoli dei leggendari Westone, ma ora non solo possiamo giocare a questa gemma perduta, quella stessa gemma si conferma come un titolo di indubbia qualità. Promosso!

POWER RATING:
8.5/10
“ININ ci regala un lavoro di restauro assolutamente impeccabile, in grado di farci giocare a un titolo ben fatto e soprattutto ancora in grado di divertire.”

PRO:
+Tecnicamente adorabile
+Level-Design e pixel-art carismatici
+Meccaniche interessanti e di facile comprensione

CONTRO:
-Per sua natura, non è un titolo per tutti
-Potenzialmente breve

Posted by:Powerwave83

Una risposta a "Recensione: #ClockworkAquario – “Un tesoro arcade mai pubblicato”"

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