Di Redazione PW83

-Codice Review fornito dal Publisher
-Versione Testata: PlayStation 4 PRO

-Disponibile per: Nintendo Switch, PlayStation 4, PlayStation 5

Sviluppato dagli svedesi Elden Pixels, Alwa’s Legacy è uno dei migliori Metroidvania indipendenti attualmente sul mercato. Siete pronti a scoprirne tutti i segreti?

Conoscete i giochi categorizzati come MetroidVania, giusto? Bene, quelli tra voi che conoscono già il termine possono procedere al capitolo seguente. Quelli che invece non hanno ben presente l’etimologia dello stesso, si avvicinino pure. Composto dalle parole (o meglio, dai titoli) Metroid e Vania (abbreviazione di Castlevania), i titoli facenti parte della categoria sono spesso caratterizzati da elementi resi famosi dalle due serie menzionate poco sopra: l’esplorazione, gli scenari evocativi, il potenziamento del personaggio mediante una crescita simil-rpg o a mezzo di nuove abilità apprese durante l’avventura, negli ultimi tempi questi titoli pare abbiano travalicato il concetto stesso di platform, spesso diventandone sinonimi. Oggigiorno, è diventato quasi raro vedere un platform sviluppato secondo il classico concetto del “raggiungere l’estremità del livello per concluderlo”. A conti fatti, non è una idea stupida: perchè limitarsi a disegnare un platform classico, quando (a condizione di averne le capacità) si può costruire qualcosa di più complesso, intrigante, e potenzialmente più longevo per gli acquirenti?

Alwa’s Legacy, nemmeno a farlo apposta, è un Metroidvania, sviluppato dai talentuosi Elden Pixels dopo il successo del primo capitolo (Alwa’s Awakening, uscito per Switch, Xbox, PlayStation, PC). Chi sono gli Elden Pixels? E’ presto detto: un gruppo di 4 ragazzi appassionati di videogiochi di stanza a Goteborg, in Svezia, che ad un bel momento hanno deciso di trovarsi assieme e creare il primo gioco dedicato ad Alwa. Adoriamo i piani ben riusciti, come diceva un noto personaggio di un ancor più noto telefilm, e la combo Alwa + Elden Pixel è uno dei migliori esempi che ci sia capitato di osservare. Vediamo perchè.

La storia riprende esattamente dopo la conclusione di Alwa’s Awakening, con la nostra eroina Zoe che si sveglia su una spiaggia di Alwa (il mondo di gioco), avendo perso ogni ricordo di come ci sia arrivata. Dopo un rapido scontro con il boss finale del gioco precedente, Vicar, Zoe ha il compito di prendere un libro misterioso e viaggiare nella terra di Alwa per raccogliere manufatti magici e combattere i demoni, che si spera riempiano gli spazi vuoti della sua memoria, pure. Proprio come il gioco precedente, è chiaro fin dall’inizio che Alwa’s Legacy non è troppo interessato a raccontare una storia lunga o particolarmente profonda, ma questo non è necessariamente un aspetto negativo. La terra di Alwa è piena di ogni sorta di personaggi memorabili – come una giovane ragazza negromante che trascorre il suo tempo in un cimitero a resuscitare i morti in modo ricreativo – e sebbene questo cast non sarà il motivo per cui Legacy verrà ricordato, contribuisce a dare l’idea di un mondo di gioco coeso. Inoltre, con la trama che rimane in gran parte “fuori dai piedi”, rimane molto più spazio per l’eccellente gameplay, cosa che rende l’ esperienza molto più focalizzata.

La terra di Alwa è costruita in modo non lineare, in stile Metroidvania, ed ispira regolarmente un vago senso di soggezione. Sarete sempre sottilmente pungolati su dove andare dopo, il che aiuta a eludere i problemi di direzione del primo gioco, ma il gioco non spiegherà mai esplicitamente cosa dovrete fare. Questo naturalmente incoraggia il giocatore a esplorare i complessi livelli di gioco, che contengono una miscela sapientemente bilanciata di combattimenti, risoluzione di enigmi e platform. Questi livelli interconnessi sono molto più facili da navigare grazie al sistema di mappe migliorato e i vostri sforzi per allontanarvi dai sentieri battuti sono generalmente ricompensati con una succosa ricompensa. Alcuni di questi sono più focalizzati sulla praticità, come le “lacrime” che vi consentono di trasformare i punti di salvataggio in punti di teletrasporto per spostarvi più velocemente, mentre altri sono più focalizzati sull’uso pratico, come le sfere che potrete usare per potenziare le abilità di Zoe.

I controlli di Zoe saranno precisi e reattivi, un vero sollievo dato che a volte le sezioni platform possono richiedere dita agili per manovrare tra piattaforme sgretolate, proiettili volanti e nemici invadenti. Questo movimento reattivo è quindi integrato bene dal repertorio di abilità di Zoe, che è completo, ma non al punto da diventare problematico. La maggior parte delle azioni di Zoe sono governate da tre semplici incantesimi che otterrà relativamente presto, e che le consentiranno di generare blocchi, bolle e lanciare dardi magici. Si potrebbe pensare che tre abilità relativamente basilari come questa diventino rapidamente obsolete, ma i puzzle trovano spesso modi per utilizzarle in modi interessanti e il processo di aggiornamento graduale li vede acquisire effetti secondari accurati per aiutare il combattimento e la risoluzione dei puzzle. Oltre a questi, Zoe ha anche una serie di nuove abilità più situazionali ma aggiungono un tocco di gusto agli enigmi ambientali di ciascuna area, come un orologio che può rallentare temporaneamente il tempo o stivali che possono permetterle di camminare brevemente sugli spuntoni. Sia le nuove abilità che i potenziamenti di quelle vecchie vengono distribuiti a un ritmo ben misurato, il che riesce a far mantenere al gioco un buon ritmo.

Sebbene trascorrerete gran parte del tempo esplorando l’oltremondo e trovando nuove sezioni della mappa da esplorare, i veri momenti salienti del vostro tempo con Alwa’s Legacy si trovano nei vari dungeon sparsi per i dintorni. Sebbene ce ne siano solo una manciata, ognuno di questi templi in stile Zelda è realizzato attorno a un tema centrale e di solito vi vedrà provare sia un nuovo oggetto che combattere uno dei tanti, divertenti, boss.

Tecnicamente, sarà difficile non fermarsi un momento quando attraversate una nuova zona e venite accolti da una splendida catena montuosa che incombe su una valle verdeggiante, tanto sono ben realizzati gli sfondi di gioco. Fortunatamente, non sono solo gli sfondi ad avere molta vita, poiché il lavoro degli sprite è ugualmente di prim’ordine. Gli sprite dei personaggi e dei nemici sono disegnati e animati in un modo meravigliosamente dettagliato, che lascia molto spazio a gesti espressivi e tratti del viso. Basti dire che è un bel passo avanti rispetto alle immagini affascinante e semplicistiche di Alwa’s Awakening, e onestamente, Legacy propone alcune tra le migliori pixel-art attualmente sul mercato.

Tirando le somme, Alwa’s Legacy è un eccellente esempio di come realizzare un sequel adeguato; prende tutto ciò che l’originale ha fatto bene e costruisce su di esso, aggiunge alcune nuove idee e corregge i problemi che erano presenti in precedenza. Potrebbe essere un po’ corto, ma Alwa’s Legacy è il tipo speciale di gioco che capita solo una volta ogni tanto, ricordandovi il tipo di qualità che è possibile ottenere quando una squadra dedicata impiega il tempo necessario per produrre un prodotto finale ben progettato. Se amate i Metroidvania, non potete farvelo sfuggire.

POWER RATING:
8.9/10
“Elden Pixels ci regala un prodotto divertente e realizzato con cura e dedizione. Imperdibile per i fan dei Metroidvania.”

PRO:
+Mondo di gioco interessante e con tanti segreti da scoprire
+Stupenda pixel-art
+Gameplay variegato e ben strutturato

CONTRO:
-Un po’ troppo corto

Posted by:Powerwave83

Una risposta a "Recensione: #AlwasLegacy – “Retro, nella migliore accezione del termine”"

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