Di Redazione PW83
-Codice Review fornito da Activision Blizzard
-Versione Testata: Xbox Series X
-Disponibile per: Xbox One, Xbox Series X|S, PlayStation 4, PlayStation 5, PC (Steam)
Dopo aver combattuto Lilith, l’espansione ufficiale di Diablo 4 ci porta nelle fitte giungle di Nahantu in cerca della povera Neyrelle!
Quando nella recensione di Diablo IV originale, che potete leggere CLICCANDO QUI, scrivemmo “[…] Ogni volta che un titolo della serie Diablo irrompe sul mercato, noi veniamo immediatamente risucchiati nel suo vortice” non scherzavamo. Ben lungi dal farlo, addirittura. Non riusciamo fisicamente a resistere al gameplay-loop della serie di Blizzard. “Ancora una missione”, “ancora un livello”, e con questo iter ci ritroviamo ad alzare la testa, confusi, ore ed ore dopo aver preso in mano il gamepad. La stessa cosa, come prevedibile, é successa anche con questo Vessel of Hatred, la (prima?) nuova espansione per Diablo IV.

Vessel of Hatred riprende direttamente dall’esasperante cliffhanger con cui la campagna base ci aveva lasciato in sospeso, con la Figlia dell’Odio ormai morta e una giovane avventuriera che ha portato via una pietra dell’anima contenente uno dei demoni più ricercati del paradiso: Mephisto. Nel corso di questa storia di circa sei ore, guarderete i pezzi del domino cadere mentre la manifestazione del male puro si avvicina sempre di più a quella che sembra un’inevitabile resurrezione… il problema é che le cose si concluderanno ben prima di raggiungere qualsiasi tipo di climax, lasciandoci con un altro cliffhanger (e per di più, uno con cui sembra che dovremo convivere per un bel po’ di tempo). Questo, per i giocatori interessati unicamente alla trama, rende la campagna la parte più debole dell’espansione e, sebbene la tradizione, i personaggi e i pochi sviluppi sostanziali della trama che otteniamo siano tutti estremamente avvincenti, ce ne sono semplicemente troppo pochi, per di più con una ricompensa ben scarsa.
Fortunatamente, le cose che farete effettivamente durante e oltre i frammenti di storia che ci vengono serviti sono esaltanti come lo è sempre stato Diablo IV. Quasi tutto, dai cambiamenti al livellamento e al sistema di bottino, ai dungeon e alle missioni secondarie aggiuntive, è più che fantastico. Le parole runiche, una funzionalità di ritorno che consente di mettere incantesimi speciali sul vostro equipaggiamento, aggiungono un altro livello al buildcrafting, e sfondare Kurast Undercity, un dungeon time-attack infinitamente ripetibile e ottimo per recuperare equipaggiamento di alto livello, ha facilmente divorato le nostre giornate. Non tutti le novità vanno però a segno, come l’attività stagionale Realmwalker che ruota attorno al dover seguire lentamente un grosso e stupido mostro mentre aspettate che raggiunga la sua destinazione finale prima di poterlo finalmente uccidere, ma tagliare e sferrare colpi nella coinvolgente regione di Nahantu di Sanctuary che è stata aggiunta alla parte meridionale della mappa è in linea di massima raramente noioso.

E’ cambiato anche il sistema di livellamento, che ora ha un limite massimo di 60 invece di 100, e poi esplode con 300 livelli di overleveling da investire in alberi di abilità incredibilmente complessi. Il risultato di questa scalata accorciata è che arriverete alla fine del gioco molto prima, il che sarà molto bello quando creerete nuovi personaggi ogni stagione. Potrete anche passare più tempo a impegnarvi con la creazione di build di fine gioco mentre vi fate strada verso difficoltà di livello mondiale più elevate, guadagnando e potenziando equipaggiamento sempre più potente. Mentre il precedente viaggio di scalata di Diablo IV aveva qualche punto lento occasionale, questa versione semplificata è piacevole addirittura fino al livello 300. Blizzard ha fatto le cose in maniera egregia.
Tra le nuove meccaniche aggiunte in Vessel of Hatred, la nostra preferita è senza dubbio il nuovo sistema dei mercenari, che vi consente di reclutare eroi comandati dalla CPU per unirsi nelle vostre avventure. Ciò consente ai giocatori solitari di pareggiare un po’ le sorti con i gruppi cooperativi, avendo uno o due amici controllati dal computer che si uniscono alle avventure, tra cui Subo, il cacciatore di taglie a lungo raggio che fornisce supporto con il suo arco, e Aldkin, una bambina demone che usa i suoi poteri demoniaci per inviare i vostri nemici nel regno delle ombre. Non solo questi fedeli compagni hanno ciascuno le proprie missioni introduttive in cui poter apprendere la loro storia, ma più tempo trascorrerete con loro, più Punti Esperienza otterranno, così da sbloccare nuove abilità e altre ricompense.

Chiaramente però, la novità più sostanziale in cui immergersi è la nuova classe di personaggi: lo Spiritborn. Dopo aver trascorso tutto il nostro tempo nell’espansione nei panni di questa classe, è rapidamente diventata una delle nostre preferite. Questo guerriero magico tribale fa affidamento sulla sua connessione con gli spiriti guardiani, animali spettrali che gli conferiscono un potere divino, ognuno dei quali ha il suo stile memorabile e unico e un insieme di punti di forza e di debolezza. Lo spirito del gorilla è tutto incentrato sul rendervi un carro armato invulnerabile, in grado di punire i nemici con le spine per aver anche solo pensato di attaccarvi, mentre il meravigliosamente offensivo giaguaro vi trasformerà in una macchina DPS veloce come un fulmine e in grado di colpire in mischia. L’aquila è tutta incentrata sulla mobilità e consente di teletrasportarvi sulla mappa rendendovi incredibilmente difficile da colpire, mentre il millepiedi, vi consentirà di coprire ampie aree di veleno e rendervi quasi invulnerabile con abilità che rubano la vita.
La parte davvero interessante è che, per quanto sia sempre meglio concentrarsi su uno o due spiriti, potrete mescolare e abbinare qualsiasi combinazione di abilità che ciascuna delle bestie fantasma offre. Quindi, invece di avere un set specifico di cose in cui eccelle la vostra classe, come il berserk e il danno da sanguinamento con il barbaro o il controllo della folla e il danno ad area con lo stregone, avrete molte più opzioni con lo Spiritborn. Questa modularità è particolarmente utile quando sentite che una build “non funziona”, perché invece di passare a un personaggio totalmente diverso, potrete semplicemente riassegnare le vostre abilità, scambiare alcuni pezzi di equipaggiamento e trasformarvi all’istante da (esempio) un cauto tank in un belligerante cannone di vetro. Giocare con le vecchie classi ha ancora molti vantaggi, come il fatto che potrete addentrarvi molto di più nei dettagli con quegli stili di gioco più mirati, ma per coloro che vogliono un po’ più di libertà di cambiare idea e provare approcci diversi, lo Spiritborn è una vera manna dal cielo.

Uno dei punti salienti di Vessel of Hatred è la nuova attività cooperativa di fine gioco chiamata Dark Citadel. Questa sfida impegnativa richiede a voi e a tre amici di sconfiggere boss diabolici mentre completate meccaniche di puzzle simili a raid in tre diverse ali di una fortezza mortale, combattendo innumerevoli nemici di alto livello lungo il percorso. Questa è la prima attività del suo genere per la serie e, sebbene abbia sicuramente tutti i segni di essere un tentativo iniziale, è facilmente la migliore attività di fine gioco che Diablo abbia mai avuto. Fa sembrare i Nightmare Dungeons e la lotta contro il boss Uber Lilith del gioco base deludenti al confronto.

Tirando le somme, Diablo 4: Vessel of Hatred è un’espansione fantastica che aggiunge una nuova area eccellente da esplorare, una classe di personaggi gloriosamente modulare, un’impressionante attività di raid di debutto e molto altro. Eppure, nonostante quasi tutto quello che aggiunge sia fantastico, sicuramente non fa abbastanza per quanto riguarda la campagna e la storia un po’ fiacchi. Fortunatamente, i cambiamenti al meta, un sistema di progressione notevolmente migliorato, la resurrezione delle parole runiche e i compagni PNG sono tutte grandi vittorie per Diablo 4, anche se sembra che dovremo aspettare un po’ per vedere dove ci porterà questa espansione “di intermezzo”.
POWER RATING:
8.5/10
“Vessel of Hatred é una espansione solida, con interessanti novità e modifiche ai già eccellenti sistemi di base. Imperdibile per tutti i fan del capolavoro Blizzard.”
PRO:
+ La nuova classe, Spiritborn, é fantastica
+ Nahantu é una nuova area decisamente intrigante
+ Le nuove meccaniche aggiunte, in particolare i Mercenari, sono ottime
+ L’Endgame è enormemente migliorato
CONTRO:
– La trama, pur interessante, dà l’idea di essere solo l’intermezzo di qualcosa più grande
– Qualche bug da eliminare





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