Di Redazione PW83

-Codice Review fornito da Bandai Namco
-Versione Testata: Xbox Series X

-Disponibile per: Xbox One, Xbox Series X|S, PlayStation 4, PlayStation 5, PC (Steam)
-Sviluppatore: From Software
-Publisher: Bandai Namco

Plagaride attende i Crepuscolari, sarete all’altezza della sfida?

Elden Ring, il colossal di From Software uscito ormai tre anni fa, è un gioco che abbiamo adorato, e che in fase di recensione avevamo definito come “una delle esperienze più significative, curate, e versatili di questa nuova generazione di console, oltre che dell’ultimo decennio“, così come “l’Opera Omnia di From Software“. Era un gioco spaventosamente ambizioso, Elden Ring, ma fu comunque in grado di mantenere tutte le sue promesse. Ci piacque anche Shadow of the Erdtree, la sua gigantesca espansione, che descrivemmo come “una delle migliori espansioni che ci sia capitato di giocare in vent’anni di carriera“. Risultato? Il gioco base si guadagnò un 10 pieno, e altrettanto fece la sua espansione. Non male, che dite?

Ora ci ritroviamo ancora una volta a parlare del progetto Elden Ring, ma sotto una veste totalmente aliena ai prodotti originali. Elden Ring: Nightreign è infatti una bestia strana. Prende le fondamenta di uno dei migliori GDR open-world di una generazione e lo trasforma non solo in un roguelite in cui la morte pesa ancor più che nei giochi originali, ma in un roguelite cooperativo per tre giocatori. E sotto diversi aspetti, questo strano miscuglio sperimentale è un successo. Nelle giuste condizioni, le sessioni di gioco di circa 45 minuti di Nightreign sono decisamente entusiasmanti. Sono ricche di incontri sorprendenti, decisioni impegnative, soddisfacenti opportunità cooperative e alcune delle migliori battaglie con i boss che FromSoftware abbia mai ideato. E già questo, di per sè, la dice lunga sulla qualità del prodotto.

Ma, ed è un grosso, enorme “ma”, creare queste condizioni sarà molto più difficile di quanto dovrebbe essere. Sarà infatti fondamentale avere una squadra affiatata di giocatori con abilità simili, in grado di dedicare ore e ore al gioco per capire cosa rende Nightreign così speciale. Il problema è che quando non avrete questa squadra, i difetti del suo design si amplificano di dieci volte. C’è dell’eccellenza in questo spin-off di Elden Ring, ma è un tipo di eccellenza che riesce a brillare solamente sotto condizioni specifiche.

Prima di tutto, chiariamo la cosa più importante: se, come noi, sperate di affrontare Nightreign in solitaria e non siete giocatori hardcore di Elden Ring/Demon’s Souls/Dark Souls/Sekiro/Bloodborne che cercano attivamente modi per rendere un gioco già difficile ancora più impegnativo, Nightreign non fa per voi. Sì, tecnicamente esiste un’opzione per giocatore singolo, ma è talmente mal bilanciata che From Software stessa è dovuta correre ai ripari subito dopo l’uscita con diverse patch correttive.

Ad ogni modo, stiamo correndo, quindi guardiamo cos’è questo Nightreign. A un livello molto basilare, si tratta di un roguelite ambientato su un’isola chiamata Plagaride, una sorta di accozzaglia di ambienti, nemici, boss e strutture incontrate nell’ Elden Ring base. Il flusso generale di una partita è suddiviso in un ciclo di tre giorni: il primo e il secondo giorno, dovrete accumulare equipaggiamento, sconfiggere boss e salire di livello in modo da essere il più preparati possibile quando sarà ora di affrontare uno degli otto Signori della Notte (il nome dei Super-boss estremamente difficili di Nightreign) il terzo giorno. È un’ottima formula e, sebbene si possa pensare che la mappa per lo più statica possa stancare dopo un po’, c’è una buona dose di generazione procedurale a ogni partita che mescola la posizione di ogni punto di interesse, costringendo il giocatore a pianificare un percorso diverso a ogni nuovo tentativo. Oltre a ciò, ci sono anche eventi casuali come raid contro mini-boss, portali di evocazione e altri eventi che di tanto in tanto iniettano un forte livello di caos. L’efficienza sarà quindi ovviamente fondamentale perché si avrà a disposizione un limite di tempo molto stretto, con un cerchio in stile battle royale che si restringe in momenti prestabiliti durante il giorno, per poi ridursi alle dimensioni di un piccolo campo di battaglia e preparare il terreno per la battaglia con il Signore della Notte che concluderà la spedizione.

Già dalla seconda partita vi accorgerete che Nightreign è stato progettato pensando a una squadra di tre giocatori. Gli accampamenti nemici che non richiedono di affrontare un singolo boss faranno dividere il vostro trio per eliminare tre nemici ostici; gli scontri base contro cinque o più nemici, che sarebbero banali con tre giocatori, diventano perdite di tempo costose quando siete da soli; e i Signori della Notte sembrano tutti progettati esplicitamente pensando agli alleati, scordatevi pure di riuscire a batterne qualcuno in solitaria. Certo, Nightreign scala in positivo i danni inflitti quando siete da soli, ma non cambia nessun’altra di queste scelte di design fondamentali in modo da favorire il gioco in solitaria.

Ad ogni modo, il punto di forza di Nightreign è che, quando si ha una squadra di tre persone che sanno il fatto loro, comunicano bene e sono generalmente piuttosto abili a Elden Ring, è davvero molto divertente. L’idea centrale di prendere l’intero percorso di gioco e condensarlo in una sessione di 40 minuti è geniale. Passare dall’abbattere i ratti con un’arma base all’eliminare i boss più temibili di Elden Ring con un armamento Leggendario che potreste aver usato o meno nel gioco principale è una delle parti più belle e appaganti. Praticamente, sono un centinaio di ore di crescita del personaggio condensate in meno di un’ora. Lanciarsi in una sessione le prime due volte è certamente travolgente, soprattutto per la quantità di informazioni da elaborare sulla minimappa, ma almeno FromSoft mantiene la gestione dell’inventario e delle statistiche molto semplice. Gli aumenti di livello sono automatici, permettendovi di premere un pulsante presso un Luogo di Grazia per livellare automaticamente le statistiche preferite della vostra classe. Per quanto riguarda le statistiche delle armi, tutto ciò di cui dovete preoccuparvi qui è il danno, l’affinità elementale, il bonus passivo che si ottiene semplicemente avendo l’arma nell’inventario e l’abilità relativa all’arma. Questo significa che, quando avrete la possibilità di scegliere tra tre ricompense, sarete in grado di valutare rapidamente ciò di cui avete bisogno in quel momento e proseguire per la vostra strada senza perdere tempo.

Alla fine, inizierete a capire quali ricompense vi verranno offerte in determinati campi, quali obiettivi sono veloci e possono essere completati prima che il cerchio si chiuda, quali dovreste affrontare solo con molto tempo a disposizione, a quale livello sarebbe meglio affrontare certi boss erranti e quali boss andranno assolutamente evitati a meno che il vostro team non sia davvero sicuro delle proprie build. Esplorare queste aree può essere più frustrante del necessario a causa di una nuova abilità di arrampicata sui muri che è decisamente fastidiosa, soprattutto quando ci vogliono tre tentativi per saltare oltre quello che sembra un muro facilmente scalabile mentre si cerca di sfuggire al cerchio che avanza. Ma imparare i dettagli della mappa migliorerà la vostra efficienza a lungo termine e porterà ad una sensazione molto soddisfacente di progressione delle abilità vere e proprie (in soldoni, diventerete più bravi), non legata al sistema di progressione in-game che offre miglioramenti costanti tra un tentativo e l’altro.

Questo sistema è legato alle reliquie che si possono ottenere dopo aver completato una partita. Che si vinca o si perda, si ottengono comunque reliquie, ma migliori sono le prestazioni, migliore sarà la qualità e la quantità delle reliquie guadagnate. Possono essere equipaggiate prima di una partita e conferiscono bonus alle statistiche, abilità iniziali o affinità elementali per la vostra arma, potenziamenti per l’esecuzione di determinate azioni e, in alcuni casi, possono persino migliorare le abilità di una classe specifica. All’inizio, questi bonus sono quasi irrisori, risibili, e troppo casuali per creare una build davvero avvincente. Col tempo, però, con un numero sufficiente di partite all’attivo, otterrete delle potenti reliquie che possono davvero iniziare ad avere un impatto significativo sul vostro livello di efficienza in una partita.

Nightreign si discosta dal gioco base e dalla sua versatilità per la mancanza di un editor del personaggio. Non potrete creare il vostro alter-ego e plasmarlo distribuendo punti esperienza, ma dovrete scegliere una tra le 8 classi disponibili, ognuna dotata di abilità e stili di gioco unici, a differenza delle “classi” viste nelle precedenti produzioni From Software che determinano solo le statistiche iniziali e le armi. Si chiamano “Crepuscolari” e le otto opzioni sono varie e ben definite, con anche gli archetipi più basilari che presentano delle interessanti novità. Non solo, in aggiunta agli archetipi base di guerriero, mago e ranger, avrete anche alcune scelte completamente uniche che non rientrano in nessuno schema preesistente. Una delle classi più interessanti è l’Esecutore, la cui abilità principale vi permetterà di estrarre una spada unica con una meccanica di parry simile a quella già vista in Sekiro. Come già detto, sono tutte estremamente interessanti e ben caratterizzate, e ci siamo divertiti a studiarle.

Tirando le somme, quando viene giocato esattamente come è stato progettato, Elden Ring Nightreign è uno dei migliori esempi di gioco cooperativo a tre giocatori in circolazione. Le otto classi di personaggi sono divertenti da usare e offrono una sorprendente profondità nonostante il set di mosse limitato, le nuove battaglie contro i Signori della Notte sono tra le migliori che FromSoft abbia mai creato e sfruttano al meglio la dinamica a tre giocatori, e la natura frenetica e contro il tempo di ogni partita porta a momenti emozionanti composti da decisioni prese in una frazione di secondo e corse frenetiche per cercare di concludere uno scontro prima che il cerchio si chiuda. Ma la mancanza di crossplay, matchmaking in coppia e strumenti di comunicazione integrati rende difficile creare le condizioni necessarie per questo tipo di esperienza, a meno che non si portino due amici fidati ad ogni partita, e se si vuole giocare da soli, non possiamo assolutamente consigliare il gioco a causa dello scarso bilanciamento della modalità singolo. Tutto ciò equivale a un ambizioso spin-off che può essere esaltante quando si riescono a creare le condizioni giuste, ma che si trasforma rapidamente in una esperienza incredibilmente frustrante quando non ci si riesce.

POWER RATING:
7.6/10
“Nightreign è un prodotto particolare. Vi porterà spesso all’esasperazione, ma quando tutto funzionerà nel modo per cui è stato progettato, sarà in grado di offrirvi una delle esperienze co-op migliori di questo 2025.”


PRO:
-Le 8 classi disponibili sono fantastiche
-Tecnicamente ed artisticamente splendido
-Tantissimi contenuti per ore di gioco
-Meccaniche comprensibili e molto più “snelle” di quelle viste in Elden Ring

CONTRO:
-Letteralmente impossibile in solitaria
-Ad alcuni non andrà giù l’implementazione di elementi roguelite e battle royale

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