-Codice Review fornito da NACON
-Versione Testata: Xbox Series X
-Disponibile per: Xbox Series X|S, PlayStation 5, PC (Steam/GOG)
-Sviluppatore: Big Bad Wolf
-Publisher: NACON
L’orrore Lovecraftiano prende vita nel nuovo titolo di NACON/Big Bad Wolf! Siete pronti a scendere nelle profondità abissali?
L’abisso non è semplicemente un luogo fisico, ma una condizione dell’anima che si sgretola di fronte all’inconoscibile. Per decenni, il mondo dei videogiochi ha tentato di imbrigliare la potenza viscerale delle opere di Howard Phillips Lovecraft, spesso scivolando in interpretazioni superficiali che riducevano il dio dormiente a un semplice mostro di fine livello o la follia a una banale barra colorata da gestire con pozioni e riposo. Cthulhu: Cosmic Abyss, l’ultima fatica di Big Bad Wolf pubblicata da NACON, decide di percorrere una strada sensibilmente diversa, abbracciando la filosofia dell’orrore cosmico con una fedeltà che rasenta l’ossessione, ma compiendo al contempo un salto temporale audace e necessario. Il titolo non si limita a raccontare una storia di investigazione, ma trascina l’osservatore in un futuro prossimo, l’anno 2053, dove la tecnologia più avanzata si rivela una difesa tragicamente fragile contro verità antiche quanto l’universo stesso.
La scelta dell’ambientazione rappresenta il primo, grande colpo di genio della produzione. Spostare l’azione dalle consuete atmosfere degli anni venti alle sponde allagate del fiume Miskatonic in un domani distopico permette di esplorare il contrasto tra il razionalismo scientifico e l’irrazionalità del mito. La vicenda vede come protagonista Noah, un ricercatore che, accompagnato dall’amica Else, si spinge in una zona colpita da alluvioni cicliche alla ricerca della collega Mei. Ciò che inizia come una missione di soccorso in un ambiente flagellato dal cambiamento climatico si trasforma rapidamente in un viaggio iniziatico verso la dissoluzione della realtà. La presenza di Ocean-I, la potente corporation che gestisce la base di ricerca sottomarina, e il legame dinastico del suo CEO, Andrew Marsh, con le oscure vicende di Innsmouth, creano un ponte narrativo formidabile tra il passato letterario e un futuro possibile.

La struttura narrativa si poggia su basi solide, ereditando quell’approccio da gioco di ruolo narrativo che ha reso celebre lo studio di sviluppo, ma elevandolo attraverso un sistema di indagine privo di compromessi. Cthulhu: Cosmic Abyss introduce il concetto di Mind Vault, uno spazio mentale in cui Noah deve fisicamente e logicamente connettere indizi, osservazioni e ipotesi. Non si tratta di una semplice lista di obiettivi, ma di un vero e proprio labirinto deduttivo dove l’utente è chiamato a trarre conclusioni che possono influenzare drasticamente l’andamento della storia. Scegliere la modalità investigazione significa rinunciare a ogni aiuto esterno, accettando la responsabilità di collegare correttamente i punti in un quadro dove la logica umana spesso vacilla. La soddisfazione nel vedere un’ipotesi colorarsi di verde, segnale di una deduzione corretta che riduce l’influenza dei Grandi Antichi, è pari solo al terrore di veder sprofondare il protagonista in una corruzione mentale irreversibile a causa di un errore di valutazione.
Un elemento centrale dell’esperienza è rappresentato da Key, l’assistente virtuale dotata di intelligenza artificiale che accompagna Noah. Lungi dall’essere un semplice espediente narrativo per fornire spiegazioni, Key è il fulcro del gameplay investigativo. Attraverso il suo sistema sonar, il protagonista può analizzare materiali e frequenze, rintracciando oggetti nascosti o componenti chimiche essenziali per procedere. La combinazione di diverse frequenze per identificare materiali composti, come nel caso delle batterie al litio e idrossido di potassio citate in alcuni passaggi chiave, trasforma l’esplorazione in un puzzle continuo e gratificante. Tuttavia, ogni analisi compiuta da Key consuma energia, e una volta esaurita questa risorsa, Noah è costretto a ricorrere a metodi drastici per ripristinarla, come l’iniezione di licheni anomali direttamente nel proprio organismo tramite una sorta di “oblò” nel polsino della sua tuta subacquea. È una dinamica di rischio e ricompensa che sottolinea costantemente la natura simbiotica e pericolosa della tecnologia in questo contesto.

La gestione della psiche non è mai stata così centrale e punitiva. La corruzione non è solo un parametro statistico, ma una forza distorcente che altera la percezione visiva e uditiva. Strizzare gli occhi per cercare di mettere a fuoco entità che la mente rifiuta di processare porta a un annebbiamento della vista, allucinazioni e sussurri che tormentano Noah. Per contrastare questa deriva, è possibile sbloccare diciassette diverse evoluzioni per Key, potenziando il sonar o espandendo la capacità di analisi. Tuttavia, la stabilità mentale del protagonista agisce come un limite fisico: non è possibile equipaggiare tutti i potenziamenti contemporaneamente, poiché la mente umana non può reggere il peso di una tale espansione conoscitiva. Scegliere quali abilità mantenere attive diventa quindi una decisione strategica vitale, specialmente considerando che la corruzione profonda può ridurre permanentemente il numero di slot disponibili, innescando una spirale di fallimenti che rende il gioco progressivamente più ostico.
Visivamente, Cthulhu: Cosmic Abyss è un trionfo reso possibile dall’utilizzo sapiente dell’Unreal Engine 5. Sebbene la produzione possa mostrare il fianco a qualche incertezza tecnica nelle animazioni facciali o nella rifinitura di alcune texture ambientali, l’impatto d’insieme è devastante. La rappresentazione degli spazi non euclidei è probabilmente la migliore mai vista in un videogioco. Basandosi sui postulati di Euclide riguardanti la geometria piana, gli sviluppatori hanno creato labirinti che sfidano le leggi fisiche, dove gli angoli interni dei triangoli non sommano più centottanta gradi e le linee parallele finiscono inesorabilmente per incrociarsi. Questi ambienti, che spaziano dalla stazione spaziale alla ciclopica città di R’lyeh, non sono semplici sfondi, ma entità vive che intrappolano Noah in una distorsione spazio-temporale infinita. La capacità di rendere visibile l’impossibile, mantenendo al contempo un senso di oppressione tangibile, è un atto di coraggio creativo eccezionale.

Il comparto sonoro agisce in perfetta simbiosi con le immagini, adottando una filosofia di sottrazione tipica dei grandi classici dell’orrore cinematografico. La tensione viene costruita attraverso il silenzio, interrotto solo da suoni ambientali distorti e frequenze basse che stimolano un’ansia costante. Il sound design cattura ogni scricchiolio e ogni sussurro proveniente dalle ombre, rendendo l’esplorazione un’attività perennemente tesa. La mancanza di una colonna sonora orchestrale eccessivamente invadente permette alle atmosfere di respirare, garantendo ai momenti di pura epifania orrorifica una potenza travolgente. Il doppiaggio, profondo e carico di pathos, riesce a trasmettere la lenta discesa verso la demenza dei vari personaggi, rendendo ogni incontro un’esperienza memorabile e disturbante, specialmente quando si ascoltano le registrazioni lasciate dai membri dell’equipaggio della Ocean-I, che possono essere riprodotte mentre si continua a esplorare, migliorando notevolmente il ritmo di gioco.
Dal punto di vista della giocabilità, il titolo si configura come una complessa avventura investigativa che premia l’osservazione meticolosa. Big Bad Wolf ha implementato piccoli ma fondamentali accorgimenti che migliorano la qualità della vita dell’utente, come i segni di spunta sugli oggetti già esaminati, evitando inutili ripetizioni. Tuttavia, non esistono indicatori invasivi che guidano per mano. L’utente è chiamato a trarre le proprie conclusioni, correndo il rischio di fallire o di giungere a finali drammaticamente diversi. La presenza di sei possibili epiloghi, che variano in base al livello di sanità mentale e alle scelte compiute, garantisce una rigiocabilità elevata, spingendo a esplorare ogni capitolo con occhio critico. Ogni sezione di gioco introduce una variazione sul tema, assicurando che la formula non diventi mai stantia nonostante la durata complessiva di circa quindici ore.

Tuttavia, Cthulhu: Cosmic Abyss non è esente da difetti che ne frenano la perfezione formale. Alcune sezioni di gameplay più dinamiche, come quelle che richiedono di arrampicarsi o di muoversi rapidamente fuori dall’acqua, appaiono legnose e talvolta affette da bug che bloccano temporaneamente il protagonista, rendendo necessario il caricamento di un salvataggio precedente. Il ritmo, sebbene funzionale alla creazione dell’atmosfera, potrebbe risultare eccessivamente lento per chi cerca un’esperienza più immediata o carica di azione. Inoltre, la complessità di alcuni enigmi richiede un’attenzione che rasenta il pedante, rischiando di frustrare chi non è abituato a un approccio così metodico o a dover gestire combinazioni chimiche e frequenze sonar con estrema precisione. Questi inciampi, pur presenti, non riescono però a intaccare il valore intrinseco di un’opera che dimostra una comprensione quasi religiosa del materiale di partenza.
Ciò che eleva questa produzione sopra la media è il modo in cui il mito viene attualizzato senza essere tradito. Inserire riferimenti a Obed Marsh o alla storia di Innsmouth all’interno di un contesto tecnologico avanzato non è un semplice esercizio di stile, ma un modo per ribadire che l’orrore non ha tempo. Il protagonista non è un eroe, ma una figura tragica che cerca di dare un senso a qualcosa che, per definizione, non ne ha alcuno. I concetti di geometria non euclidea, trattati con una serietà ammirevole, diventano il veicolo per far percepire all’utente l’insignificanza dell’uomo. Non c’è traccia di eroismo in queste ore di gioco: il finale non offre facili consolazioni, ma rimane coerente con l’idea che l’umanità sia solo una parentesi insignificante in un cosmo dominato da forze antiche e indifferenti. Questa coerenza tematica è il più grande pregio del titolo, un atto di coraggio creativo che premia l’intelligenza e la sensibilità di chi accetta di sprofondare nell’abisso cosmico proposto.

In conclusione, Cthulhu: Cosmic Abyss rappresenta un punto di svolta per le trasposizioni dei miti lovecraftiani nel settore videoludico. Big Bad Wolf ha saputo incanalare la propria esperienza nella creazione di sistemi narrativi profondi in un contesto futuro che sembrava creato appositamente per le loro corde. Il risultato è un’opera densa, colta e terrorizzante, capace di parlare al cuore degli appassionati e di affascinare chiunque sia alla ricerca di una storia matura e senza compromessi. Nonostante le asperità tecniche e un ritmo che richiede dedizione, il viaggio nel vuoto cosmico proposto da NACON è un’esperienza che rimane impressa nella mente molto tempo dopo lo spegnimento dello schermo, un monito costante sulla fragilità della ragione umana di fronte all’immensità dell’ignoto.
POWER RATING: 9.0/10
“Pur soffrendo di qualche incertezza tecnica, Cthulhu: The Cosmic Abyss è un’opera da intenditori che cattura l’essenza più pura dell’orrore lovecraftiano, modernizzando il mito con un’ambientazione futuristica e sistemi investigativi stratificati.”
PRO
- Atmosfera e ambientazione nel 2053 che rinnovano il mito con rispetto estremo.
- Il sistema Mind Vault e l’assistente Key offrono un’investigazione profonda e appagante.
- Rappresentazione sublime della geometria non euclidea e degli spazi impossibili.
- Sei finali differenti con una reale ramificazione delle scelte e delle conseguenze.
CONTRO
- Legnosità nei movimenti e piccoli bug legati alle interazioni ambientali.
- Ritmo di gioco volutamente lento che potrebbe non essere adatto a tutti.
- Alcune sezioni finali presentano un livello di difficoltà e di minuzia degli enigmi molto elevato.




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