Lordran, la terra degli dei. In 4K!

Lordran, la terra degli dei. La terra dove i non-morti, esiliati dai rispettivi paesi natii, vengono condotti, in catene e come bestiame, ad avvizzire e diventare definitivamente esseri vuoti, perdendo gli ultimi bricioli di umanità che ancora possedevano. Lordran, una terra corrotta, malsana, e basata su una menzogna, dove l’Era del Fuoco sopravvive, strenuamente, da secoli e secoli, contro l’avvento dell’Oscurità. Signori e Signore, Dark Souls, il gioco culto di From Software nonché l’opera omnia che ha definitivamente consacrato Hidetaka Miyazaki nell’Olimpo dei game-director, è disponibile, in versione Remastered, per le nostre console di ultima generazione.

Ah, un altro essere vuoto… eheheheh.”

La trama di Dark Souls, come per la restante quasi totalità delle produzioni di From Software, sarà criptica, ottusa e spesso difficile da interpretare, ma proprio qui risiede il bello. Sarà il giocatore ad avere il ruolo importantissimo di unire i vari “puntini” che il gioco lascerà in giro, briciole di informazioni recuperabili praticamente ovunque: dalle descrizioni degli oggetti, dai dialoghi criptici con i vari PNG e mercanti, e dalla cosa migliore di tutte, ovvero dalla “narrazione ambientale”. Cos’è, chiedete? E’ semplice: invece di dare al giocatore una esposizione forzata (un filmato, o un testo da leggere), il gioco vi parlerà con dettagli nel mondo di gioco. Il tal personaggio, andato nel tal punto della mappa, può essere morto per via del tal nemico posizionato nel tal punto… oppure no! Questa è la vera magia di Dark Souls (già presente in misura minore nel prequel spirituale, Demon’s Souls), il giocatore ha piena libertà di interpretazione della trama, nonostante la stessa sia ben presente e piuttosto solida. In breve, ed evitando accuratamente spoiler e sfumature varie, sappiate che tutto il pellegrinaggio che il giocatore dovrà affrontare, dal Rifugio del Non Morto sino alla Fornace della Prima Fiamma, avrà come fine ultimo e teorico quello di succedere a Gwyn, Lord delle Ceneri, e prolungare l’Era del Fuoco. Anche se, forse…

Il vero “Prepare to die”

Il concetto venne inventato già con Demon’s Souls, ma fu con Dark Souls che prese finalmente piede (o esplose, per non usare mezzi termini). La nomea di gioco difficilissimo, quasi impossibile, corredato da immagini e video di giocatori furibondi, joypad spezzati e scagliati fuori dalla finestra non fece altro che aumentare il fervore e la curiosità dei giocatori di tutto il mondo. Ma a conti fatti, dopo tutti questi anni, e tutte queste ore di gioco, spese da centinaia di migliaia di giocatori in tutto in mondo, la domanda sorge spontanea: il gioco, è effettivamente così difficile? Sì e no. Ma andiamo con ordine. Dark Souls è senza ombra di dubbio un gioco ostico, una sfida sicuramente ardua ma, ed è un grosso “ma”, non è mai ingiusto. Se un giocatore perisce durante la partita, sarà sicuramente per un qualche errore, o comunque per un motivo ben specifico. Qualche esempio? Troppi colpi incassati con lo scudo alzato e conseguente prosciugamento della barra della stamina, un “parry” sbagliato che lascia scoperti, una armatura debole contro uno specifico tipo di attacco (fisico o elementale che sia), un salto calibrato male, o più semplicemente, giocare in modo sbagliato. Il punto cardine del gameplay di Dark Souls, infatti, è quello di giocare sempre con attenzione, prestando un occhio di riguardo ai nemici, ai loro comportamenti, contro cosa state combattendo e dove lo state facendo, essere coscienti dei limiti della vostra arma (quale che sia) , e soprattutto giocare senza fretta. Una volta entrati in quest’ottica, capirete che Dark Souls non è quel mostro che chiunque sta cercando di farvi credere, ma semplicemente una sfida difficile, così come sarà allo stesso tempo una sfida appagante, che vi regalerà incredibili soddisfazioni, a patto di dedicargli le giuste attenzioni.

Giocabilità

Abbiamo appena parlato di come e quanto possa essere una sfida, questo Dark Souls, ma a livello di giocabilità, con cosa avremo a che fare? Dark, così come il suo prequel spirituale Demon’s Souls, è un action-rpg, ovvero un gioco di ruolo (aumenti di livello, upgrade di armi e armature, e via discorrendo), con combattimenti in tempo reale. Il tutto però infulcrato su una caratteristica chiave: la barra della stamina. In Dark Souls, ogni azione comporterà un consumo della stessa: parate un colpo, e la barra diminuirà. Colpite, e la barra diminuirà. Correte, e la barra diminuirà. Rotolate per evitare un assalto, e la barra diminuirà. Tutto questo sarà assolutamente centrale nello svolgimento del gioco, portando a scontri (anche con nemici di basso rango) tesi, studiati e metodici, passati a cercare una apertura nelle loro difese, cercando nel frattempo di non rimanere scoperti a nostra volta. Chiaramente, contro i boss di fine livello, dovrete moltiplicare tutto questo esponenzialmente. L’uccisione di nemici e boss vi darà anime, la valuta di gioco. Con queste, potrete aumentare di livello riposando ai vari falò che punteggiano l’intero mondo di gioco, così come comprare oggetti, magie, e chi più ne ha più ne metta. Morite, e verrete trasportati al precedente falò (i “checkpoint” del gioco), con le anime precedentemente recuperate che andranno a formare una “pozza” nel luogo della vostra dipartita: recuperatele, e riavrete il vostro gruzzolo, morite strada facendo, e saranno perse per sempre. Per il resto, il gioco si comporta spesso come si comporterebbe un RPG canonico, ovvero con miriadi di possibilità di potenziamento armi (+5, +10, +15, divine, magiche, incantate, elettriche, di fuoco, di caos, grezze, ecc), la possibilità di creare armi ancora più epiche usando le anime dei boss, la possibilità di trovare armi rare tagliando la coda di alcuni dei sopramenzionati boss, e il tutto unitamente a decine di armature (alcune incredibili), oggetti dagli usi più disparati (bombe, talismani, resine da applicare alle armi… dovessimo elencarli tutti scriveremmo una wiki, non una recensione!), anelli con bonus e buff…insomma, avete capito che per gli appassionati, ci sarà di che leccarsi i baffi.

Lordran, il capolavoro di level-design di Miyazaki

Come negli altri titoli creati da From Software, anche Dark Souls sfoggia un level-design assolutamente meraviglioso, probabilmente il migliore mai visto nella serie: Demon’s era “limitato” dalla struttura a livelli (1-1, 1-2, ecc.), ma con Dark tutto è stato migliorato esponenzialmente. Superata la fase tutorial, il Rifugio dei Non Morti, arriverete finalmente a Lordran, e da lì, potrete andare quasi letteralmente dove vi pare e piace. Avete capito bene. Escluse alcune aree, alcune delle quali opzionali (Il mondo Dipinto di Ariamis/Grande Vuoto/Lago di Cenere), e alcune legate allo svolgimento della trama (Anor Londo, a livello di progressione, è un “cul de sac”; capirete a tempo debito), tutto il resto è interconnesso. Dall’Altare del Legame di Fuoco, l’area iniziale, potrete procedere verso il Comune dei Non Morti, dove potrete decidere di raggiungere la Chiesa dei Non Morti o il Bacino Radice Oscura, oppure ancora scendere verso le Profondità, Profondità che porteranno alla Città Infame. La Città Infame vi darà la possibilità di procedere verso Izalith Perduta, oppure andare a esplorare una ulteriore area opzionale. E’ estremamente difficile da spiegare a parole, ma esplorare il mondo di gioco sarà una esperienza interessante tanto quanto i combattimenti, in virtù della sopramenzionata “narrazione ambientale”: visitare per la prima volta una nuova area porterà spesso più domande che risposte, e cercare di risolverle sarà assolutamente delizioso. Più tempo passerete a Lordran, più l’apprezzerete, e più tempo vorrete passarci. Garantito.

Coop & PVP: Il Multiplayer

Come Demon’s prima di lui, anche Dark Souls sfrutta un sistema di matchmaking per la componente multiplayer del titolo un po’ atipica: il famigerato Multiplayer Asincrono. In cosa consiste è presto detto: invece di iniziare la partita selezionando il numero di giocatori e avviarla già in questa modalità, Dark Souls risulterà un po’ più…complicato. In primis, per evocare un giocatore alleato bisognerà essere in forma umana, cosa che permetterà di vedere i vari simboli di evocazione sul terreno. Una volta scelto chi evocare, il gioco è fatto, avrete un supporto concreto nell’esplorazione dei livelli e nello scontro con il boss dell’area. Tutto rose e fiori? Decisamente no, perché una volta che il vostro personaggio sarà in forma umana, sarà anche aperto alle invasioni ostili degli altri giocatori, alla ricerca spasmodica delle vostre anime accumulate e della vostra umanità. Ovviamente anche voi potrete essere evocati, a patto di avere un oggetto specifico, la Pietra Bianca (ottenibile nelle prime battute di gioco, non preoccupatevi). Tutto qui, allora? Assolutamente no, in primis, le evocazioni si baseranno su un sistema, per mancanza di un termine migliore, “matematico”: Ipotesi, siete di livello 150. Bene, il vostro “range” di evocazione/evocabilità sarà tra giocatori che vanno da lv. 165 (150+15) a 135 (150-15) . Questo perché la formula da considerare tiene conto di uno scarto positivo o negativo del 10% rispetto al livello del vostro personaggio. E’ oggettivamente più difficile da spiegare che da capire, fidatevi. Ma non finisce qui! Il già menzionato Multiplayer Asincrono funzionerà anche in maniera passiva, lasciandovi intravedere fantasmi dei giocatori correntemente impegnati nell’area di gioco, pozze di sangue che vi mostreranno dove e come sono morti gli altri giocatori, e vari messaggi (che potrete lasciare anche voi utilizzando una Pietra Arancione). Attenzione però. Non tutti i messaggi saranno di aiuto!

Tirando le somme

Dark Souls, a distanza di anni dal rilascio della versione originale (2011), anche in questa versione Remastered continua a rimanere il capolavoro che è sempre stato, specialmente in virtù dei miglioramenti a risoluzione, illuminazione ambientale e alcune modifiche di affinamento legate all’esperienza di gioco. Arduo, frustrante e complesso, ma altresì appagante, interessante e altamente godibile, esplorare la landa perduta di Lordran sarà sempre una esperienza meravigliosa. Consigliatissimo!

Nota Bene: Dark Souls Remastered contiene anche il DLC Artorias of the Abyss.

POWER RATING:
9.0/10
“Dark Souls […] continua a rimanere il capolavoro che è sempre stato.”


PRO:
-Lordran è un capolavoro di Level-Design
-Gameplay profondo e strutturato
-Quantità di contenuti
-Rigiocabilità

CONTRO:
-Occasionalmente frustrante
-Curva di apprendimento ripida
Posted by:Powerwave83

2 risposte a "Dark Souls Remastered – PS4, Switch, Xone Review"

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