Il capitolo finale della saga Square-Enix/Disney è finalmente tra noi!

Lo abbiamo aspettato per tredici anni. Tredici anni in cui Square-Enix non ha fatto altro che ingolosirci, stuzzicarci e incuriosirci solo per poi rimandare, rimandare, e rimandare. Iniziavamo quasi a perdere la speranza ma come ogni storia Disney che si rispetti, anche questa ha un lieto fine: Kingdom Hearts 3 è finalmente tra noi! Andiamo a scoprire assieme se avere portato pazienza per tutti questi anni è stata una strategia fruttuosa.
Signori e signore, bentornati a Kingdom Hearts!

C’era una volta…

Recensire un gioco come Kingdom Hearts 3 (“KH3”, da ora) ha il potenziale per avere lo stesso esito di fare un grattino sulla testa di una tigre. Può andare tutto liscio come l’olio, oppure si può finire senza un braccio. Paragoni astrusi a parte, a conti fatti è veramente così: KH3 è un campo minato, specialmente nel settore della trama di gioco. Vedete, i primi due Kingdom Hearts (PS2) tutto sommato non presentavano grosse difficoltà, in questo campo. C’erano i personaggi, veniva loro affidato un incarico, e dopo mille peripezie veniva risolto, per quanto le due trame fossero piuttosto articolate. Tutto secondo il piano. Il problema arriva da quando sono iniziati i sequel dei due Kingdom Hearts numerati, nello specifico Kingdom Hearts: Chain of Memories, Kingdom Hearts: Birth by Sleep, e Kingdom Hearts 358/2 Days. Questi titoli aggiungono tonnellate di dettagli, sfumature, personaggi, e avvenimenti alla trama principale, rendendola piuttosto difficile da seguire, se si vuole apprezzare ogni sfaccettura del (meraviglioso, va detto) mondo di gioco. Ah, ma non è finita qui, cosa pensavate? Fanno parte della trama principale anche episodi semi-oscuri come Kingdom Hearts Coded, uscito per cellulare nel 2008, oppure Kingdom Hearts X (Chi), un browser game uscito solo in Giappone, così come Kingdom Hearts 0.2 Birth by Sleep – A Fragmentary Passage, un capitolo extra uscito nella raccolta Kingdom Hearts 2.8 Final Chapter Prologue , giusto per rendere ancora più caotica la già piuttosto confusionaria storia. Procederemo quindi con l’incipit della trama partendo direttamente dall’ultimo capitolo, anche perché di cose di cui parlare relativamente a questo Kingdom Hearts 3, ce ne saranno veramente un sacco.
Sora, il protagonista della serie, si risveglia all’inizio di quest’ultimo capitolo senza alcun potere dopo essere stato fatto addormentare da Xehanort nel tentativo di renderlo il tredicesimo contenitore. Il gran maestro Yen Sid (che sicuramente riconoscerete se avete visto quel capolavoro di Fantasia – NdSpike) ordina quindi al giovane protagonista di mettersi sulle tracce di un vero eroe che in passato riuscì a riconquistare il potere perduto. Una volta a bordo della Gummiship, Sora, Paperino e Pippo partono alla volta del Monte Olimpo.

Un gioco con un cuore bello sano!

Raggiunto il Monte Olimpo, il primo vero mondo di gioco, finalmente il gioco si aprirà. Kingdom Hearts è un action-RPG, ovvero un gioco di ruolo, ma con meccaniche e combattimenti in tempo reale. E sappiate che di queste meccaniche, nel corso degli anni, se ne sono aggiunte parecchie. Normalmente, comandare Sora sarà piuttosto basilare: un tasto per l’attacco, un tasto per il salto, un tasto per la parata. Salendo di livello miglioreranno ovviamente tutte le caratteristiche relative al personaggio (lo stesso varrà per Paperino e Pippo) quali Salute, Attacco, Magia (potenziando il danno e facendo evolvere le magie stesse secondo lo schema utilizzato da Final Fantasy), e il numero di punti abilità disponibili. Proprio questi punti abilità rivestiranno un ruolo fondamentale nell’evoluzione del vostro Personaggio/Party, in quanto vi daranno la possibilità di eseguire nuove, spettacolari, e soprattutto utili mosse, quali ad esempio il doppio salto (utilissimo per raggiungere certe sezioni nascoste durante l’esplorazione dei livelli), la possibilità di aggiungere colpi alla vostra catena di combo, l’aggiunta della leggendaria funzione “Scan” (ereditata anch’essa dalla saga di Final Fantasy) così da poter visualizzare i Punti-Vita del nemico, varie abilità legate all’utilizzo del “Fluimoto” (Sora si attaccherà a un palo e ruoterà a velocità incredibili, con tantissime mosse contestuali sbloccabili), insomma, capite bene che ce ne sarà per tutti i gusti. E tutto questo senza nemmeno menzionare quelle specifiche per Paperino e Pippo! Giusto per dare una infarinatura generale, queste abilità spazieranno dalla possibilità di aumentare la percentuale di attacchi “congiunti” (mosse speciali finali utilizzabili alla fine di una combo) a migliori possibilità di guarigione, passando per l’aumento delle statistiche passive (possibilità di trovare oggetti, componenti, valuta). Insomma, di tutto un po’. Considerate comunque che ad ogni aumento di livello corrisponde il guadagno di qualcosa, e anche una volta raggiunta la fine del gioco, abbiamo continuato a sbloccare e vedere nuove aggiunte alla nostra lista di abilità. I nemici presenti nel gioco saranno tra i più disparati, dai deboli Heartless a costruzioni meccaniche fortificate che richiederanno un particolare modus operandi per essere sconfitte. Ci saranno nemici che useranno la magia, nemici volanti, nemici a forma di cannoni statici che renderanno la vita di Sora un inferno, e per finire ci saranno i boss di fine mondo, terrori giganteschi in grado di utilizzare mosse devastanti e dotati di svariate barre vitali. Ovviamente, il tutto non si riduce solo a questo, infatti tornano le modalità arcade dedicate alla Gummiship, l’astronave che permette al nostro trio di eroi di viaggiare da un mondo di gioco all’altro. Come nei precedenti capitoli quindi, la vostra piccola astronave avrà un suo piccolo microcosmo (gioco di parole voluto – NdSpike) di modifiche disponibili: aumenterà di livello, potrete modificarne la forma, aumentarne le statistiche, scambiare pezzi, cannoni, oblò e una miriade di altre cose, incluse utilizzare astronavi fatte e finite dalle forme più disparate. Il semplice spostamento da un mondo all’altro sarà poi un gioco a sé stante, trasformando Kingdom Hearts 3 in uno sparatutto arcade, dove dovrete si raggiungere il punto B partendo da A, ma nel contempo anche esplorare in lungo e in largo il cosmo, combattendo boss, formazioni di navi nemiche e addirittura risolvendo (facili) enigmi, alla ricerca di armi e componenti sempre migliori.

Il cuore di Kingdom Hearts

Senza dubbio, per quanto già le meccaniche di gioco siano sufficienti a innalzare Kindgom Hearts 3 ben sopra la media, le vere star dello show saranno i mondi di giochi visitabili. Uno dei punti di forza della serie Square-Enix è senza dubbio la collaborazione con Disney, e la possibilità di attraversare, esplorare e interagire con personaggi, ambientazioni e trame prese direttamente dai lungometraggi con cui siamo cresciuti. In KH3 nello specifico, a parte il mondo iniziale, legato ad Hercules, il resto dei mondi sarà per la maggior parte legato a produzioni più recenti. Addio quindi ai grandi classici visti nei primi due capitoli della serie (dove figuravano Aladdin, il Re Leone, la Sirenetta, tra gli altri) e benvenuti Big Hero 6, Monsters & Co, Frozen, Rapunzel e altri. Assieme ad Hercules, sappiate che troverete alcuni luoghi già visti, seppure con alcune modifiche. Non tenete comunque, la quantità di cameo, citazioni, riferimenti, comparsate e quant’altro, relativamente ai personaggi Disney, sarà sempre altissima. Da Merlino a Winnie the Pooh, passando per Cip & Ciop e arrivando a Zio Paperone e (ovviamente) Topolino, il gioco sarà un continuo viaggio nella memoria e nella nostalgia, fermo restando che tutti questi personaggi saranno affiancati da quelli nativi della serie di Kingdom Hearts, come Roxas, l’Organizzazione XIII, Kairi, Riku, Xemnas e Xehanort. Se tutto questo può sembrarvi un po’ troppo da digerire, sappiate che nel gioco ci saranno intere sezioni dedicate a fornire informazioni su tutto l’enorme cast componente il colossal Square-Enix. Sempre in merito a questa mole di informazioni, fortunatamente nel menù principale sarà presente una funzione che vi permetterà di mettervi in pari (o quasi) con gli avvenimenti della serie.

Il cuore Extra!

Se c’è una cosa che abbiamo adorato durante il test di questo prodotto, è il fatto di come Kingdom Hearts 3 tenti costantemente di variare l’azione di gioco, spesso in modo decisamente inaspettato. In ogni mondo visitabile saranno presenti sezioni particolari che stravolgono il normale svolgimento dell’avventura. In un mondo avremo a disposizione un galeone e potremo esplorare l’oceano in cerca di tesori e potenziamenti (vi lasciamo indovinare a quale mondo ci stiamo riferendo – NdSpike), in un altro dovremmo sconfiggere nemici con soluzioni “improvvisate”, in un altro ancora avremo la possibilità di pilotare giganteschi robot da guerra e, giusto per non farci mancare nulla, sappiate che un intero mondo sarà fondamentalmente stravolto e utilizzato come un grande contenitore di suddetti minigiochi. Pensate sia finita qui? Tutt’altro! Alle sopramenzionate variazioni dovrete aggiungere il minigioco legato alla cucina (i manicaretti che preparerete vi daranno svariati bonus in battaglia) e per concludere forse il nostro preferito, i vari minigiochi collezionabili sulla falsariga dei leggendari Game and Watch Nintendo (direttamente dagli anni ’80) rivisti in chiave Kingdom Hearts. Sforzo apprezzabile per cercare di spezzare il flow del gioco, ma è anche vero che purtroppo questi minigiochi, per quanto apprezzabili, non abbiano lo stesso livello di cura riservato al titolo. Spesso e (mal)volentieri, i comandi non saranno particolarmente reattivi, o il gameplay non sarà ispirato. Buona l’idea, ma un pizzico di cura in più avrebbe sicuramente giovato.

Il cuore che salta un battito

Questo sarà sicuramente il capitolo più difficile di tutta la recensione, perché è con un cuore pesante che andiamo ad affermare che Kingdom Hearts 3, per quanto sia un gioco di pregevolissima fattura, non è esente da difetti. Partiamo da quello più lampante, percepibile sin dalle prime battute di gioco: il gioco in sé è troppo facile, e a livello Normale non è in grado di offrire un adeguato grado di sfida. Proprio in virtù di questo i combattimenti si ridurranno a semplici pressioni del tasto di attacco, andando a minare e automaticamente escludere tutte le sfumature e gli approcci tattici che il gioco invece mette a disposizione. Il secondo problema di Kindgom Hearts 3 è invece legato alla telecamera di gioco, spesso assolutamente non reattiva in relazione a quanto accade su schermo. Peccato. Piccola nota prima di passare alle conclusioni: nei precedenti capitoli della saga, facevano la loro comparsa svariati personaggi provenienti dall’universo di Final Fantasy. Cloud da FF7, Squall da FF8, e via discorrendo. In questo capitolo, non ve n’è traccia alcuna. Onestamente fatichiamo al capire il motivo di una scelta simile, visto che era uno dei punti di forza del franchise.

Tirando le somme

Kingdom Hearts 3 è sicuramente un prodotto di qualità. Non è esente da difetti, anzi, ma questi difetti non riescono a far diminuire l’apprezzamento generale sentito durante la prova. Abbiamo aspettato tredici anni per poterci giocare, ma possiamo affermare che nonostante tutto, ne è valsa la pena.

Se volete giocarvi l’intera serie (Kingdom Hearts HD 1.5 + 2.5, Kingdom Hearts HD 2.8 Final Prologue e Kingdom Hearts 3) su PS Store è disponibile il Il pacchetto KINGDOM HEARTS All-In-One.

POWER RATING:
8.0/10
“KH3 non è esente da difetti, ma dopo aver aspettato 13 anni possiamo affermare che nonostante tutto ne è valsa la pena.”

PRO:
-I mondi Disney sono stupendi
-Combattimenti istintivi e fluidi
-Buona varietà
-Buona qualità dei contenuti

CONTRO:
-Trama criptica e difficile da decifrare
-Livello di sfida troppo basso
-Telecamera
-…che fine hanno fatto i personaggi di Final Fantasy?

-Codice review fornito dal Publisher
-Testato su PS4Pro

Posted by:Powerwave83

Una risposta a "Kingdom Hearts 3 – PS4 Review"

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