Dopo anni di nulla assoluto, finalmente uno dei generi che hanno fatto la storia dei videogiochi pare sia tornato sulla cresta dell’onda: i picchiaduro a scorrimento! Scopriamo nella nostra recensione se The Takeover ha quello che serve per entrare nell’Olimpo delle scazzottate videoludiche!

Ah, i picchiaduro a scorrimento. Probabilmente, assieme ai platform, uno dei generi che più hanno definito gli anni ’90. Final Fight, Streets of Rage, Golden Axe, Captain Commando, Vendetta (Crime Fighters 2), Cadillacs ‘n Dinosaurs, potremmo andare avanti per pagine e pagine elencando dozzine di titoli che ci hanno fatto spendere monete su monete in sala giochi. Vedete, c’è qualcosa di assolutamente catartico nel proseguire (generalmente) verso destra, picchiando qualunque cosa appaia sullo schermo fino allo scontro con il boss di turno. Il problema è che, come per ogni cosa, arrivò un momento in cui, vuoi per saturazione di mercato, vuoi per la semplicità concettuale del contesto, vuoi per mancanza di effettive novità, il genere lentamente andò ad appassire, fino all’inevitabile scomparsa.

Fast-Forward fino ai giorni nostri, l’era dei remaster, dei remake, della retro-mania e del dare nuova linfa a vecchi progetti, vecchie serie, vecchi generi. Abbiamo visto nuovi capitoli per serie lasciate nel dimenticatoio per più di 20 anni, abbiamo visto remaster di giochi con più di 15 primavere sulle spalle, e abbiamo visto vere e proprie ricostruzioni da zero (remake) di titoli leggendari lanciati sulle console a 32 bit (se non meno! NdSpike). Ed ecco quindi entrare in gioco anche i nostri tanto adorati side-scrolling beat ‘em ups: da Mother Russia Bleeds al superbo Streets of Rage 4, dalla Capcom Beat ‘Em Up Bundle al The Takeover che andremo a esaminare a breve, preparatevi, perchè stiamo per entrare in un mondo in cui prima parlano i pugni, e poi vengono fatte le domande.

La trama che servirà da pretesto per mettere in moto le vicende di The Takeover (TT da ora) è presto detta: la giovane Vanessa, figlia di Ethan e Megan, viene rapita da un nuovo conglomerato criminale e sarà compito dei due sopracitati eroi, assieme all’amico Connor, salvarla e nel contempo sgominare la nuova minaccia che attanaglia la città di Steel Haven. Ognuno dei 3 personaggi (inizialmente) selezionabili avrà caratteristiche ben definite: Ethan sarà quello più bilanciato, Megan sarà quella più veloce, e Connor il tank/grappler del gruppo. Va anche fatto notare come ogni personaggio sarà allo stesso tempo anche un easter egg/rimando ad altri leggendari protagonisti, con Ethan che sarà un ibrido tra Axel Stone (Streets of Rage) e Cody (Final Fight), Megan a ricoprire il ruolo di Blaze Fielding (Streets of Rage) e Connor quello di Mike Haggar (Final Fight).

Abbiamo già parlato di Streets of Rage più volte durante l’articolo, vista la chiara ispirazione (se non esistesse SoR4, The Takeover potrebbe tranquillamente prendere il suo posto, seppur come sequel spirituale invece di ufficiale. NdSpike). Fortunatamente però, i due titoli si differenziano in svariati aspetti, seppur condividendo la stessa struttura concettuale. Laddove graficamente SoR4 è un titolo spiccatamente legato alle sue radici, creato con una cura maniacale e dal sapore artigianale (animato a mano, disegnato a mano da cima a fondo), TT ha un approccio diverso al lato artistico: I fondali saranno in tre dimensioni, e i personaggi avranno un look quasi-CGI. Potrà piacere o non piacere, ma gusti personali a parte, il lavoro svolto da Pelikan13 è sicuramente di prim’ordine, con tantissimi dettagli nei vari livelli di gioco, buoni giochi di luce e per la maggior parte, altresì buone animazioni. Dove tecnicamente il gioco non ci ha convinto in pieno in fase di test, è durante le… cutscenes tra una missione e l’altra, dove il gioco sfoggia uno stile grafico completamente diverso da quanto visionabile in-game, creando una sorta di dissonanza e facendo forzatamente distaccare il giocatore. Sono recitate impeccabilmente, ma come già scritto, questo salto tra due stili grafici così alieni l’uno verso l’altro non ci ha convinto appieno.

Il gameplay è sicuramente uno dei punti di forza di TT, e fortunatamente si differenzia da quello del principale competitor abbastanza da garantire un valido motivo per essere giocato. Se, come già detto, Sor4 adotta uno stile fortemente legato al passato, TT offre un approccio leggermente più new-school, con l’aggiunta di diverse opzioni all’arsenale dei giocatori. Tanto per iniziare, il giocatore potrà attaccare con calci e pugni, ognuno associato a un tasto dedicato, dando quindi la possibilità di inventarsi combo ben più complesse rispetto a quanto visto in altri titoli. Non pensate però che le novità finiscano qui: in fase di combo sarà possibile sia tentare di effettuare un launcher (con pugno+su) e quindi proseguire con attacchi in juggle (facendo quindi rimbalzare il nemico tenendolo sospeso) oppure tentare di chiudere la combo con pugno+giù, un colpo leggermente più potente del normale in grado di atterrare il nemico, guadagnando alcuni attimi di respiro necessari a riprendere il fiato e riposizionarsi. Vi saranno inoltre due nuove “features”: la modalità RAGE (caricabile mediante una barra e che aumenterà sia il danno inferto che la resistenza a quello subito) e la possibilità di effettuare una schivata verso l’alto o verso il basso. Sono tutte aggiunte solo apparentemente di poco conto, ma che in realtà aggiungono diversi strati di strategia e complessità a una formula che, già di per sè, funziona. Promosso!

Il sonoro del titolo è curato tanto quanto il resto del prodotto. Il doppiaggio è stato affidato a professionisti del calibro di Sarah Anne Williams (Skullgirls, Persona 5, Fire Emblem Heroes, etc.), mentre la colonna sonora vera e propria può contare, ad esempio, su un main theme realizzato nientepopòdimenoche dal leggendario Yuzo Koshiro, con sonorità decisamente riconoscibili e associabili facilmente sia al tema degli anni ’90 in generale, ma anche a quanto si poteva ascoltare nei titoli dell’epoca. Assolutamente brillante. Anche il resto della OST non è da meno, con la maggior parte dei brani composta da Little V Mills.
La longevità del titolo è garantita da svariate modalità di gioco come Storia, Challenge, Survival, e Pratica. Va detto che la modalità Storia è discretamente lunga in relazione al genere, e sarà composta da 7 livelli principali, a loro volta divisi in svariati sotto-livelli. Sempre rimanendo in tema, va anche menzionato come, durante l’avventura, saranno presenti due diversi minigiochi a variare l’azione di gioco. In una, visibile nell’immagine sottostante, vi troverete alla guida dell’auto di Ethan e dovrete distruggere i veicoli nemici, mentre nella seconda sarete ai comandi di un caccia (!!), chiaro omaggio alla leggendaria serie After Burner, di SEGA.

Tirando le somme, se siete fan del genere, The Takeover è un acquisto obbligato. Il gioco è costruito in maniera certosina, con un ottimo gameplay e una buona rigiocabilità. Lasciano un po’ perplessi lo stile grafico utilizzato in-game e durante le cutscenes, così come la mancanza di una modalità co-op online (è presente quella canonica). Per tutto il resto, noi ci sentiamo di consigliare il titolo di Pelikan13.

POWER RATING:
8.5/10
“Un tuffo negli anni ’90, divertente e confezionato con cura.”


PRO:
-Tecnicamente ben fatto
-Gameplay profondo e soddisfacente
-Ottima longevità per il genere

CONTRO:
-Mancanza di Co-op online
-Dissonanza tra gli stili grafici utilizzati

-Codice review fornito dal Game-Creator

Posted by:Powerwave83

3 risposte a "The Takeover – Switch Review"

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