Di Pierre Coppi e Monica Giloni

-Codice review fornito da Capcom
-Testato su Xbox Series X

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Ethan Winters, Chris Redfield, una ambientazione assolutamente fantastica e un gameplay pressochè perfetto sono i biglietti da visita dell’ultima fatica Capcom.
Benvenuti a RESIDENT EVIL VILLAGE!

Per noi di PowerWave, recensire un nuovo capitolo di Resident Evil è sempre fonte di sentimenti contrastanti. Da un parte c’è l’amore che ci lega alla saga, nato nel lontano 1996 e che ci ha portato, con ogni (letteralmente) nuovo capitolo, al punto in cui siamo oggi. Titoli principali, spin-off, non ce ne siamo fatti sfuggire nemmeno uno. Dalla trilogia originaria a quella del nuovo corso (4,5,6), dal meraviglioso Code: Veronica ai titoli più rari come Resident Evil Gaiden, la regola di base era la seguente: “se sulla scatola c’è scritto Resident Evil/Bio Hazard, lo giocheremo“. Variabile che va a controbilanciare la premessa originaria: così come abbiamo giocato tutti i migliori titoli della serie, abbiamo giocato anche tutto il resto, ovvero quei titoli (spesso) sperimentali in cui Capcom sembra volersi cimentare ciclicamente: Gun Survivor 1, 2, Dead Aim e CV, Umbrella Corps, Operation Raccoon City, RE:Sistance, e via discorrendo. Il comune denominatore di questa intera seconda fascia? La qualità, oscillante tra il mediocre e il disastroso. Resident Evil, nei suoi venticinque anni di vita, ha più volte avuto alti e bassi, con i primi che sovente raggiungevano vette inimmaginabili e i secondi che quasi altrettanto spesso sprofondavano in abissi di Lovecraftiana memoria. Ed ora, a metà 2021, ci accingiamo a recensire l’ottavo capitolo principale della serie, sequel diretto di quel tanto chiacchierato RE7 che, come RE4 prima di lui, ha rinnovato l’intera struttura di gioco. Signore, Signori, benvenuti a Resident Evil Village.

Il famoso “Village”, cuore pulsante del nuovo (capo?)lavoro Capcom

La storia di Resident Evil Village, preludio al terrore

L’incipit che darà il la alla nuova avventura targata Capcom sarà il seguente: sono passati tre anni dall’incidente di Dulvey, Louisiana che ha coinvolto Ethan, Mia Winters e la famiglia Baker, e la coppia, seppur ancora scossa dalla vicenda, pare ora vivere una routine grossomodo normale. I due hanno anche avuto una figlia, Rose, che si rivelerà fondamentale per lo sviluppo della trama. Nel tentativo di ricostruirsi una vita, inoltre, i Winters hanno deciso di lasciarsi alle spalle gli orrori di quella vicenda, trasferendosi dagli Stati Uniti all’Est Europa, in Romania. Durante una apparentemente tranquilla serata, la casa dei Winters è presa d’assalto da un team d’assalto capitanato nientemeno che da Chris Redfield. Nel trambusto, il team uccide Mia e rapisce Ethan e Rose. Senza volervi anticipare altro (tutto questo accadrà nei primi 10 minuti di gioco), sappiate che la trama di Resident Evil Village sarà la degna conclusione dell’arco narrativo iniziato con Resident Evil 7. Tutto perfetto quindi? No, ma ne parleremo più avanti, nella sezione dedicata.

Castel Dimitrescu, al crepuscolo, spolverato di neve. Una visione spettrale.

“Where’s everyone gone, bingo?”

Village sarà legato a filo doppio con il precedente capitolo anche per il gameplay, ancora una volta in prima persona, ma non sarà l’unico titolo della serie a cui strizzerà l’occhio. RE8 infatti, porta in dote tutta una serie di piccoli dettagli già apparsi in quello che per tanti è il miglior capitolo della saga mai concepito, Resident Evil 4. In cosa consisteranno questi dettagli è presto detto: l’inventario verrà gestito con lo stesso sistema “a valigetta”, nel gioco sarà presente un mercante, ci saranno tesori e pietre preziose da raccogliere e rivendere e così come in RE4, buona parte dell’avventura si svolgerà in un paesino (europeo anche questo, tra l’altro). Altre cose legano i due titoli della serie, ma come per la trama, dobbiamo mantenere l’articolo in bilico tra l’esplicativo e lo spoiler. Dicevamo, il gameplay. Ethan si controllerà fondamentalmente come in RE7, ovvero con uno stile canonico per il genere FPS, seppur con qualche novità rispetto al passato (giustificata in-game dall’addestramento militare a cui Ethan è stato sottoposto da Chris Redfield). Sarà possibile respingere i nemici, ora, e non solo bloccare i loro attacchi. Basterà premere ancora una volta il tasto della parata subito dopo aver incassato un colpo. Altra novità, e questa sarà sicuramente tra le più apprezzate, sarà quella di non dover più equipaggiare il coltello per rompere le casse. Premendo il tasto di azione (A o X a seconda della console) Ethan equipaggerà automaticamente la fidata lama, menerà un fendente, e tornerà a impugnare quello che aveva in mano fino a poco prima. Tutto il resto del comparto gameplay è rimasto assolutamente identico a quanto già visto in Resident Evil 7, e sotto alcuni aspetti anche in Re2Remake/Re3Remake. Squadra che vince, non si cambia!

Chris Redfield avrà un ruolo molto più centrale nella vicenda rispetto a RE7

“Benvenuto in mia casa. Entrate e lasciate un po’ della felicità che recate.” – Dracula

Due dei punti focali del nuovo episodio della saga saranno sicuramente “il Villaggio” vero e proprio e l’atmosfera, importanti al punto da poterli definire quasi personaggi a sé stante, uniti però in un rapporto simbiotico. L’ambientazione creata da Capcom sarà infatti permeata con una atmosfera assolutamente singolare, volta a ricreare uno sperduto paesino che pare non si sia mai mosso da uno specifico momento storico. Il Villaggio, sperduto, abbandonato a sé stesso e con un aura di malvagità in grado di mettere a disagio il giocatore non appena messo piede al suo interno, e via così per tutte le ambientazioni che andrete a visitare (tranquilli, non vi anticipiamo nulla). Per quanto belle, sontuose, dettagliate e ricreate in maniera incredibile, Capcom ha anche centrato in pieno l’obiettivo rendendole sgradevoli e scomode al punto giusto. Veramente un lavoro sopraffino da parte del team Giapponese. Non è finita qui comunque. Una cosa che abbiamo potuto apprezzare in fase di testing è quanto Capcom si sia ispirata ai classici mostri della mitologia occidentale con RE8: Vampiri, Licantropi, Streghe… veramente interessante, e oltretutto in grado di risolvere uno dei difetti che attanagliavano Resident Evil 7.

Alicina Dimitrescu è stata sin da subito uno dei personaggi più apprezzati

I mille modi di morire di Ethan Winters – I nemici

Quale? La varietà dei nemici. Se in RE7 il focus era la famiglia Baker (che a livello di gameplay funzionava come boss di fine livello), il resto dei nemici era sicuramente meno variegato: gli esseri nati da The Mold (la muffa). Nemico standard, nemico vagamente ispirato ai Licker di RE2, nemico più grande e violento. Tutto lì. E a rincarare la dose, tutti bene o male con lo stesso stile grafico, la stessa colorazione… insomma, la varietà è il sale della vita, ma sicuramente non di RE7. Village fortunatamente risolve questo problema, lanciando di tutto contro al povero Ethan: i Lycan (in varie versioni e dimensioni), veloci e imprevedibili nella loro mutazione base e violenti e inarrestabili in quelle più avanzate, i Ghoul, lenti e resistenti, ed alcune mostruosità che troverete nella seconda metà di gioco e di cui preferiamo non dire nulla.

Heisenberg, chiaro rimando al Dr. Frankenstein

Il cuore di Resident Evil Village – Il comparto tecnico

Tecnicamente, Village è, senza tanto girarci attorno, superbo. I modelli poligonali dell’intero mondo di gioco, siano essi relativi a nemici, personaggi principali, ambientazioni o costruzioni architettoniche, sono resi in maniera assolutamente superlativa. Tra l’altro il gioco offre due modalità di visualizzazione: 4K e 60fps oppure 4K, Ray-Tracing e 45fps. Per il primo dei nostri due playthrough abbiamo scelto l’opzione con RT, e ne siamo rimasti entusiasti, al punto da non sentire la mancanza di quei 15fps di differenza. Note negative? In più di qualche occasione abbiamo notato un certo ritardo nel caricare qualche texture, e purtroppo, abituati all’opulenza del resto del comparto grafico, saltava decisamente all’occhio. Ottimo il comparto audio, con una colonna sonora che pur non spiccando particolarmente, è in grado di scandire e tenere il tempo dei battiti dell’avventura. Bene, anzi benissimo, anche il cast del titolo, con personaggi recitati in maniera coerente. Come di consueto, noi abbiamo giocato il titolo in lingua originale. Tra l’altro, Jeff Schine, Nicole Tompkins e Neil Newbon (rispettivamente Carlos Olivera, Jill Valentine e Michail/Nemesis in Resident Evil 3 Remake) tornano in una produzione Capcom, a confermare l’ottimo lavoro svolto in passato.

The Duke, il mercante di Resident Evil Village

BONUS: YUNEKO CI RACCONTA #REVILLAGE:

“Devo essere sincera. Sono una giocatrice vecchio stile, e Resident Evil è sempre stata una delle mie serie preferite. Ricordo ancora l’emozione di quando annunciarono Resident Evil Rebirth (tutt’ora il mio preferito della saga) e a quei tempi per poter vedere dei trailer e delle immagini in anteprima assoluta bisognava cercare nel sito ufficiale Capcom giapponese. Il mio approccio verso RE8 è stato quello di evitare ogni tipo di potenziale spoiler, così da poter giocare il titolo totalmente all’oscuro. Resident Evil da anni ormai non è più come il gioco di cui mi innamorai negli anni 90, e la serie ha preso più volte delle tangenti che mi hanno fatto storcere il naso. Con il 7 la serie ha visto una seconda rinascita, ed ho apprezzato molto il nuovo gameplay e l’atmosfera horror (finalmente), componente che negli ultimi capitoli (specialmente 5 e 6) era stata sacrificata in favore di una spettacolarità più da action-movie. Con l’ottavo capitolo il trend diventa leggermente più action e meno horror. Sin da subito mi son trovata a mio agio con il gameplay, al punto che il primo contatto con il gioco è stata una sessione di 6 ore filate. Il villaggio, punto di partenza, si espanderà fino a fungere da hub dell’intero mondo di gioco che a sua volta richiederà, come nei precedenti capitoli, tanto backtracking (devo ammettere di essermi persa più volte durante i vari spostamenti) per accedere a nuove aeree e segreti. Ho amato il castello di Lady Dimitrescu, chiaro omaggio alla Spencer Mansion di RE1, secondo me l’area più curata tra quelle presenti. La cura dei dettagli e dello stile degli interni è di un livello altissimo. Per chi ama soffermarsi ad ammirare questo tipo di creazioni, consiglio di spendere qualche punto sfida per sbloccare i concept ed i modelli 3D alla fine del gioco, dove si possono trovare anche alcune curiosità scritte dal team di sviluppo. Un po’ sotto tono trama ed ambientazioni verso la fine dell’avventura. Capcom è riuscita a regalarci un sequel convincente, sicuramente migliore di alcuni predecessori, e penso che sia un titolo da avere, soprattutto perché estremamente divertente da giocare. Al netto dei difetti che troverete nel capitolo seguente, Resident Evil 8 mette tutti d’accordo: è un titolo in grado di far felici e divertire sia i vecchi fan che i nuovi giocatori.”

Lycan VS Fucile a Pompa nella modalità The Mercenaries, un ritorno che farà felici i fan

(NON) E’ tutto oro quel che luccica

Resident Evil Village, fino a questo punto, pare essere il gioco perfetto: Tecnicamente superbo, in grado di risolvere i problemi concettuali del prequel, dotato di una trama interessante, una ambientazione evocativa… Potremmo, sulla base di quanto scritto, chiudere l’articolo con “compratelo” e tanti saluti. Il problema è che ogni singolo punto menzionato qui sopra è controbilanciato da un lato negativo. Nello specifico, abbiamo scritto che la trama è interessante, ma è anche stata in grado di farci alzare più volte un sopracciglio, spezzando l’illusione di essere immersi nel mondo di gioco. Ora, capiamoci: Resident Evil è sempre stato sopra le righe, e noi stessi siamo stati in grado di accettare con una scrollata di spalle il dinosauro mutante apparso in RE6, o le sanguisughe guidate dal canto di un personaggio apparentemente uscito da un Final Fantasy in RE:Zero, ma Village… diciamo che in alcuni punti è stato troppo. Già, anche per noi. Oh, e non è finita: purtroppo abbiamo notato che il ritmo di gioco subisce un drastico cambio di passo nella seconda metà, quasi fosse rimasto senza fiato. Parte forte e costante con eventi ed ambientazioni incredibili e poi… boccheggia un po’ e fatica a riprendersi sino alla conclusione. Anche l’ambientazione, per quanto superba, soffre di una certa mancanza di ispirazione dalla metà in avanti, cosa resa ancora più palese dalle locations visitate nella prima metà: il villaggio, Castel Dimitrescu… senza voler rovinare la sorpresa, sappiate che abbiamo letteralmente detestato una particolare sezione verso la fine del gioco, esattamente come accadde già all’epoca di RE7 e la tristemente famosa sezione sulla nave. In entrambi i titoli, queste particolari sezioni si dilungano per quello che sembra un tempo infinito, ottenendo come risultato di tediare il giocatore. C’è poi da menzionare il discorso NG+. Se rigiocare il titolo portandovi dietro tutti i potenziamenti del playthrough precedente è sicuramente allettante, per un gioco come RE8 che verte principalmente sull’ atmosfera e sul meravigliare il giocatore, rigiocarlo metterà in mostra tutti i difetti di RE8, un po’ come risalire sull’ attrazione di un parco a tema subito dopo aver completato il primo giro. Addio sopresa.

Uno scorcio della “Valle dei Fondatori” al tramonto. Evocativo.

Conclusioni – La fine di un viaggio

Tirando le somme, se avete amato il nuovo corso dei capitoli principali di RE, ci sentiamo di consigliare questo Resident Evil Village, un titolo che chiude degnamente l’arco narrativo di Ethan Winters iniziato in Resident Evil 7, un titolo creato con cura sia nel comparto audio/visivo che in quello del gameplay e con una grande quantità di contenuti extra in grado di garantire al gioco una ottima longevità (modalità Mercenari, tonnellate di extra acquistabili come concept art, modelli 3D, nuove armi, etc.). Non sarà perfetto, ma è sicuramente uno dei titoli di questo 2021 già inseribili in una lista di “Game of the Year”. Promosso, seppur con un paio di riserve.

POWER RATING:
8.5/10
“Resident Evil Village è un gran gioco, imperdibile per i fan. Inoltre, già da ora, e sicuramente uno dei papabili pretendenti alla corona di GOTY 2021.”


PRO:

-Tecnicamente sontuoso
-Gameplay perfezionato
-Atmosfera superba
-Level-Design incredibile…

CONTRO:
-…almeno per la prima metà del gioco
-La trama in più occasioni deraglia nell’ assurdo (anche per gli standard di RE)
-Alcune occasionali indecisioni del motore di gioco
-RE8 si gioca tutto durante il primo playthrough

Welcome to the Dimitrescu family, son!” – Come dite? Stiamo facendo confusione?
Posted by:Powerwave83

2 risposte a "Recensione: #ResidentEvil Village – #XboxOne, #XboxSeriesX, #PlayStation4, #PlayStation5, #Steam, #Stadia"

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