Di Pierre Coppi

Ghosts ‘n Goblins, il gioco che ha svezzato una generazione intera di hardcore gamers, torna in questo reboot ufficiale, pronto a farci passare innumerevoli notti insonni!

Ghosts ‘n Goblins (GNG da ora) è senza dubbio un titolo iconico. I motivi sono svariati: in primis aiutò a cementare la posizione di Capcom tra i migliori sviluppatori del mondo, e in secondo luogo fu la causa decine, centinaia, migliaia di imprecazioni proveniente da ogni angolo del globo. Non è un mistero infatti che le gesta di Sir Arthur fossero sinonimo di una difficoltà proibitiva, ai limiti del masochismo. Forse, anzi molto probabilmente, se ora esiste una nicchia di videogames categorizzata come MasoCore (Masochistic & Hardcore, titoli di una difficoltà ai limiti del tollerabile) è proprio merito delle avventure del prode cavaliere di GNG. Già presente in Capcom Arcade Stadium (di cui potete leggere la recensione CLICCANDO QUI) con il titolo originale e con Ghouls ‘n Ghosts, il suo successore, GNG torna ora con il suo capitolo più recente, nuovo di zecca: Resurrection.

Cosa aspettarci quindi da quello che si propone come un reboot dell’intera serie? Innanzitutto, un gameplay ampliato e con diverse nuove funzionalità, ma allo stesso tempo coerente con quanto visto, giocato, e probabilmente maledetto tanti anni fa. GNG manterrà infatti la sua nomea di gioco difficile, ma questa volta il martirio sarà più tollerabile, in luce di alcune importanti variazioni introdotte. In primo luogo sarà possibile scegliere tra ben 4 livelli di difficoltà: Leggendario, Cavaliere, Scudiero, e per finire, Paggio. Via il dente via il dolore: se siete fan dell’originale e cercate una sfida, fate finta che le ultime due non esistano (torneremo fra poco sull’argomento). I primi due livelli di difficoltà della lista vi offriranno tutto quello che cercate da GNG, ne più ne meno. Arthur sarà sempre abbastanza legnosetto da comandare, i nemici saranno tanti, posizionati nei punti più scomodi immaginabili e l’intera esperienza sarà quella di tanti anni fa: i vostri salti dovranno essere precisi al micron, i vostri movimenti calcolati e metodici, i vostri colpi cadenzati e chirurgici e non avere il coltello equipaggiato sarà sinonimo di Game Over. Qualunque tipo di attacco di panico o movimento inconsulto sarà fondamentalmente punito con la morte di Arthur e conseguente respawn al più vicino checkpoint (imprecazioni e parolacce variano in base all’utente).Come da tradizione, con un colpo perderete l’armatura e con il secondo morirete. Brutale, assolutamente.

Eccoci allora a parlare degli altri due livelli di difficoltà, Scudiero e Paggio. Il primo sarà fondamentalmente l’easy mode di GNGR, dove mano a mano che incasserete colpi Arthur perderà pezzi di armatura invece di tutto l’ensemble, allungando quindi la vitalità dell’eroe. Vi saranno anche molti meno nemici, seppur spaziati piuttosto sadicamente e in generale, l’intera esperienza sarà fondamentalmente diluita (attenzione: non confondete diluita con annacquata) e godibile dalla vasta maggioranza del bacino di utenza. Paggio sarà invece quella che noi abbiamo battezzato come “modalità defaticante“. Avrà tutti gli aiuti della modalità Scudiero, ma con una differenza sostanziale: in caso di morte, ricomparirete immediatamente su schermo, senza nemmeno l’inconveniente del dover ripartire da un checkpoint. Seriamente, tralasciando gli immancabili commenti che in arrivo da autoproclamati guru del videogioco e puristi del gameplay, a noi ha fatto piacere che GNGR sia diventato così versatile, per mancanza di un termine migliore. I fan sfegatati potranno giocarlo con il livello di sfida che hanno imparato ad amare, mentre i neofiti o comunque chi non si è mai approcciato al titolo proprio in virtù di quel suo insormontabile livello di sfida potrà ora goderne. Brava Capcom, ottima scelta.

BONUS – L’ANGOLO DI YUNEKO: “Come già annunciato nell’intervista con i ragazzi di CoinUp Italia, abbiamo sempre avuto un rapporto di amore/odio con GNG. Non tanto per cattiveria, ma perché già all’epoca abbiamo sempre trovato il classico di Capcom veramente, veramente ostico. Con GNGR però, tutto questo è stato risolto, con un gioco in grado di adattarsi agilmente alle capacità di ogni giocatore. Capcom è stata intelligente a mettere in atto una mossa del genere, così da garantirsi il massimo bacino di utenza possibile. Al netto di questo, poi, Resurrection è un titolo davvero ben fatto, e chiunque senta il pizzicorino di una dose di platform old-school farebbe bene a non farselo scappare.”

Tecnicamente parlando, il lavoro di Capcom su GNGR è sicuramente di prim’ordine e addirittura coraggioso. Addio alla pixel-art che ha reso il titolo così iconico, a favore di uno stile grafico decisamente più particolare, una sorta di tratto a matita colorato con tempere ad acqua ed animato in modo da assomigliare il più possibile a delle marionette, trasformando l’intero gioco in una sorta di teatrino del macabro. Bello, bello e ancora bello, ci ha colpito sicuramente in positivo. Un altro punto a favore del titolo Capcom è sicuramente quello relativo al comparto audio e più nello specifico alla colonna sonora, caratterizzata da brani rimasterizzati (su tutti l’iconico tema del livello del cimitero, Execution Grounds). Vi sono inoltre alcune chicche come la modalità co-op locale, e l’inserimento di nuove abilità per il buon Arthur, sbloccabili raccogliendo determinati oggetti durante i livelli. Insomma, un gran bel lavoro.

Tirando le somme, questo è il tipo di reboot che vogliamo vedere. Non perde l’identità originaria di quello che lo ha reso iconico a suo tempo, ma costruisce, amplia e migliora tutto il contorno, forte anche di una rivisitazione estetico/sonora di alto livello. Ora, se volete scusarci, andiamo a fare una passeggiata, prima di lanciare TV, console e gamepad giù dal balcone.

POWER RATING:
8.0/10
“Un reboot fatto ad opera d’arte, che soffre solamente di una longevità non esaltante (7 livelli di base e 7 reinterpretazioni) e di quella che è una mancata occasione per espandere e migliorare la trama dietro alle avventure di Arthur.”

PRO:
-Tecnicamente delizioso
-Colonna sonora d’autore
-Livello di sfida in grado di soddisfare veterani e neofiti

CONTRO:
-Corto, purtroppo (soli 7 livelli)
-Così come per la grafica, si poteva osare di più per la trama, tutt’ora praticamente inesistente

-Codice review fornito dal Publisher
-Testato su Xbox Series X

Posted by:Powerwave83

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