Di Pierre Coppi – Originariamente pubblicata nel 2005

Il commento attuale, 2021: “Signore e Signori, ecco l’esempio da manuale di quello che un tie-in, un titolo basato su un media non legato ai videogiochi (film, fumetto, ecc.), era fino a poco tempo fa. La mediocrità fatta videogame, senza tanto girarci attorno. E a mio modo di vedere, questo è ancora peggio del dover testare un gioco e bollarlo come “brutto”: fosse così, si schiafferebbe un 3 alla fine della recensione e tanti saluti, dimenticato. Quando invece un titolo è mediocre, ci si mangia le mani per la frustrazione, perchè chiunque (nell’industria o al di fuori della stessa) riesce a capire che nonostante tutto, chiudendo un occhio su questa o quest’altra cosa, il potenziale c’è. He-Man, come ho già detto, ne è l’esempio definitivo. Un brand amato da milioni di persone, e un gioco che, fosse stato una pizza, avrebbe avuto la crosta carbonizzata e il centro crudo: Potenziale sprecato.”

Finalmente è disponibile il gioco ufficiale dedicato a HE-MAN, nostro eroe di gioventù! Scoprite nella nostra recensione tutti i retroscena del titolo Microids!

Qualità infima, ma provate voi a trovare trailer decenti per giochi di quasi vent’anni fa

He-Man fa parte di quella improbabile raccolta di personaggi che tanto ci hanno appassionato in giovane età, ma che poi sono spariti nel nulla. A dire il vero, di He-Man ne esiste una nuova serie animata, ma non raggiunge minimamente il grado di epicità dell’originale. Ad ogni modo, finalmente è disponibile sul mercato europeo He-Man – Defender of Grayskull, titolo dedicato, come si evince, al muscoloso e iper-anabolizzato Eroe dalla doppia personalità.

Per il potere di Grayskull!

La trama del titolo Microids è decisamente semplice: Skeletor, da sempre la nemesi di He-Man, minaccia il regno di Ethernia, e lo stesso He-Man è imprigionato alla Rocca del Serpente, momentaneamente impossibilitato all’azione in quanto rinchiuso in una cella. Come potete immaginare, una volta riprese le forze, una cella sarà nemico di poco conto, se paragonata alla sovrumana forza dell’alter ego del principe Adam. Una volta liberi, inizierà la vostra avventura.

He-Man, il gioco

Ebbene si, finalmente potremo impersonare He-Man. Andiamo subito a scoprire se un gioco di tale valore affettivo è anche effettivamente ben realizzato. La schermata iniziale non presenta grosse innovazioni rispetto ai canoni classici del genere: Nuova Partita, Carica Partita e Opzioni. Nessun contenuto speciale, niente. Iniziamo dicendo quanto prima che No, tecnicamente il gioco non è buono. Dopo questa premessa decisamente deleteria, andiamo a scoprire i motivi di questa così drastica affermazione. Il primo impatto con il titolo Microids è contraddittorio. La buona qualità dei filmati si contrappone a una realizzazione tecnica decisamente sottotono, con modelli poligonali scarni e spesso e volentieri animati non eccelsamente. Non stiamo dicendo che He-man sia un brutto gioco, non è così, il problema risiede nel fatto che anche il minimo spunto accettabile viene annegato nel mare di anonima mediocrità che circonda il titolo, con l’unica isoletta di felicità costituita dall’appeal del personaggio principale. Ad ogni modo, vediamo in che genere relegare questo titolo Microids: Decisamente un Action Adventure. Dovremo saltare, combattere, azionare interruttori e via discorrendo. Il punto cruciale di tutto ciò, quello veramente importante, è che ben poca soddisfazione deriva da queste azioni. I combattimenti risulteranno un frenetico, poco coordinato martellare sui tasti, senza prendere minimamente in considerazione una seppur basilare strategia di fondo. I nemici, dal canto loro, non opporranno grande resistenza agli attacchi: il più delle volte se ne staranno lì, immobili, a ricevere colpi su colpi fino al loro totale annientamento. Le mosse, almeno, saranno variegate, ognuna con una sua utilità, appaganti da realizzare? Beh, no. Sebbene il numero totale sia di rilievo, le varie mosse non danno soddisfazioni, ed effettivamente realizzarne una piuttosto che un’altra non da assolutamente vantaggi. Lo scopo ultimo è quello di annientare il nemico, e il gioco non si pone il problema del “Come”.

Varietà, in teoria

Il gioco si divide principalmente in due parti: nella prima, controlleremo il muscoloso Eroe di Ethernia, nella seconda BattleCat. Se non ricordate chi è BattleCat, ecco una veloce rinfrescata alla memoria. Come Adam/He-Man, anche BattleCat ha il suo alter-ego, che si ritrova in un gattone verde, pauroso e timido. BattleCat, invece, è l’esatto contrario: spavaldo, aggressivo e quanto di buono possa dirsi su un enorme gatto verde tigrato di arancione. Le sezioni con BattleCat dunque, differiranno di molto da quelle con He-Man. Infatti, le sezioni a cavalcioni del verde felino saranno principalmente delle sezioni sparatutto. Anche qui, però, i difetti sono tanti: spesso vi capiterà di morire saltando da un dirupo senza nemmeno accorgervene e, cosa più preoccupante, pensando che fosse la giusta strada da seguire, nemmeno i combattimenti purtroppo si salvano, per gli stessi difetti delle sezioni “a piedi”.

Tecnicamente parlando

Non ci siamo. E’ un peccato, perché una tale licenza avrebbe potuto dare buoni motivi per una ottima realizzazione tecnica. Provate a pensare a che figura avrebbe fatto il gioco, magari, in Cel-Shading. Ad ogni modo, analizziamo quello che abbiamo sottomano e non perdiamoci in sogni. Il motore grafico non è il punto di forza del gioco, infatti i modelli poligonali sanno troppo di “costruito”, e spesso e volentieri non risultano molto credibili (per quanto possa essere credibile un robot assassino). Anche a livello di COSTRUZIONI poligonali il gioco offre ben poco: edifici e costruzioni di interni soffrono dei problemi legati ai personaggi, e non riescono nell’intento di offrire al giocatore un mondo di gioco godibile e piacevole da esplorare. Le animazioni, se possibile, sono il peggio presente nel gioco: macchinose, poco credibili e poco piacevoli, non rendono minimamente giustizia al personaggio trattato. A livello sonoro, il titolo si risolleva, se non bene, perlomeno decentemente: carine le musiche di sottofondo, buoni gli effetti sonori. Altro, non serve.

E ora arriviamo ai punti (davvero) dolenti del titolo. Giocabilità e Longevità.

La prima è minata dai difetti citati più volte nel corso della recensione, a cui si aggiunge un’ulteriore punto a sfavore: il sistema di collisione. Spesso e volentieri si verrà colpiti da trappole, perdendo vite, solamente perché il gioco “pensa” che il nostro personaggio si trovi in una posizione differente da quella effettiva. Peccato. Ulteriori punti a sfavore di un gioco a cui praticamente tutta la redazione teneva molto. La Longevità, almeno, si salva. Per meglio dire, si salverebbe. Questo perché il gioco, sempre a causa dei già citati difetti, non invoglia il giocatore al suo completamento

Tirando le somme

Peccato. Solo questo possiamo dire. Peccato perché He-Man era un titolo dal forte appeal, e avrebbe riscosso un grande consenso generale, se solamente fosse stato realizzato in maniera migliore. Ribadiamo una cosa, però. He-Man non è un brutto gioco, e non ci sentiamo di condannarlo. E’ solo un gioco mediocre. Piacerà forse ai fan, ma non a chi si aspetta un Devil May Cry ambientato a Ethernia. Il gioco è come He-man all’inizio dell’avventura: Gli manca il potere.

POWER RATING:
5.0/10
“Come da copione in quegli anni, un titolo costruito con l’unico intento di monetizzare su un personaggio amato da milioni di fan. ”


PRO:

-He-Man

CONTRO:
-Tecnicamente non eccelso
-Sistema di collisioni
-Gameplay
-Trama

Posted by:Powerwave83

Una risposta a "Masters of the Universe: He-Man – Defender of GraySkull – Retrogaming Review – PS2, XBOX, Gamecube"

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