Di Pierre Coppi

-Codice Review fornito da Sony Interactive Entertainment
-Versione Testata: PlayStation 4 PRO

-Disponibile per: PlayStation 4, PlayStation 5

Il kolossal automobilistico di Kazunori Yamauchi e Polyphony Digital é solo apparentemente un gioco di auto. In realtà, é la porta d’ingresso verso una intera ed affascinante sottocultura

La leggendaria Castrol Supra GT500 del 1997

Gran Turismo è sempre stato qualcosa di più di un semplice gioco di auto, al punto che bollarlo semplicemente come tale sarebbe assolutamente un sacrilegio, oltreché errato. Perché diciamo tutto questo? Semplice, perché non si può categorizzare come “racing game” un titolo che é stato in grado di coinvolgere così a 360 gradi l’intero ecosistema dell’automotive mondiale. Con la GT Academy, fucina di giovani promesse, le partecipazioni al Goodwood Festival of Speed, le categorie dedicate al SEMA ed al Pebble Beach Concours d’Elegance, la collaborazione con il leggendario Top Gear… tutto questo tenendo bene a mente che Gran Turismo, la creazione di Kazunori Yamauchi, dal primo capitolo ad oggi é stato in grado di vendere 85 milioni di copie, rendendolo il brand esclusivo di Sony più remunerativo di tutti i tempi.

Arte: La Ferrari F40

Ed ora, finalmente, Gran Turismo 7 é tra noi. A 6 anni dalla pubblicazione del controverso (per i puristi della serie) GT Sport, dedicato alle competizioni eSports, Polyphony Digital ci regala quello che con tutta probabilità é uno dei capitoli migliori della serie, che ad oggi conta, tra pubblicazioni principali e spin-off, ben 16 capitoli, tra cui uno addirittura per PlayStation Portable. Sedici capitoli, dicevamo, ma non dimentichiamoci che la natura eccentrica della serie l’ha portata anche in altri lidi: addirittura erano disponibili demo per modelli specifici realizzati in collaborazione con Case come BMW, Toyota, e Nissan, ad ulteriore conferma della sinergia tra il fenomeno giapponese e l’industria automobilistica.

La nuova Honda Civic Type-R, in edizione limitata

Questo Gran Turismo, ad ogni modo, abbandona le velleità dedicate alle competizioni online (parzialmente, ma ne parleremo più avanti) per tornare ad un approccio che farà la gioia di tutti i fan della serie, ovvero con una modalità single-player estensiva a fare da colonna portante dell’intera struttura di gioco. Ecco quindi che una volta avviato il gioco ci troveremo di fronte ad una mappa costellata di strutture, ognuna con una sua specifica finalità di utilizzo. Prima di analizzarle una per una, è bene notare come, nel tentativo di rendere il tutto più “realistico”, Polyphony si sia inventata diverse figure che ci accompagneranno in questa nostra carriera nel mondo di GT: la prima è Sarah, che farà da cicerone introducendoci ai vari padiglioni e presentandoci alle altre figure oppure Andi, gestore del concessionario di auto usate, passando poi per Luca, proprietario del GT Cafè, un luogo estremamente importante per questo capitolo di GT. Altri personaggi appariranno per ognuno dei padiglioni, e dobbiamo ammettere che ci è piaciuto questo nuovo approccio. D’altronde, da che mondo è mondo, ci sono sempre stati un venditore ed un acquirente nella compravendita di un auto, no?

Una icona tricolore: la Alfa Romeo 155 2.5 V6 TI DTM, pilotata da Nicola Larini nel 1993

Parliamo quindi di questi padiglioni, iniziando dal Garage, vostra base operativa, dove verranno stoccate tutte le vostre auto e dove potrete ritoccare assetti, configurazioni e via dicendo. Sarà anche il luogo dove riscuotere le vostre ricompense e dove gli studiosi più incalliti potranno leggere aneddoti e curiosità su ognuno dei veicoli collezionati (ecco che ci si ricollega al fatto che GT non è solo un gioco di auto). Procedendo, troveremo il concessionario di auto usate, dove sarà possibile trovare modelli non più in vendita e dove potrete acquistare la vostra prima auto, quella che vi lancerà nelle competizioni di GT. Noi, per dovere nostalgico, abbiamo comprato una Mazda Demio con i 20.000 crediti che il gioco ci elargisce inizialmente. E’ stato così nel Gran Turismo originale, doveva essere così anche qui. Immancabile il salone dedicato alle auto nuove, diviso per continente d’appartenenza ed a sua volta per brand, al cui interno si troveranno, oltre allo showroom dove spendere i nostri sudati risparmi, anche un link al website ufficiale di ogni singolo produttore, ed un museo che ne spiega la storia. Assolutamente delizioso. Non poteva mancare nemmeno l’ormai leggendario Centro Patenti, dove potremo ottenere, dopo aver completato diversi test, le qualificazioni necessarie a partecipare a determinate competizioni. 5 saranno le patenti ottenibili: Nazionale B, Nazionale A, Internazionale B, Internazionale A e Super, con quest’ultima che garantirà l’accesso agli eventi più esclusivi, a fronte di test molto più ardui.

Un simbolo tra le JDM: La Mazda RX-7 Spirit R, con il suo motore rotativo Wankel

Continuando con i padiglioni rimanenti, troveremo quello dedicato alle Missioni di guida, dove dovremo (e dovremmo, visti i premi in palio) superare diversi scenari come sorpassare un determinato numero di vetture prima del traguardo, completare un giro completo, partecipare nella classica “sfida dei coni” (presente in tanti capitoli passati) ed altro ancora. Sono tutte divertenti e ben strutturate, un buon diversivo per chi vuole svagarsi con qualcosa di diverso dalla “semplice” gara. Continuando, dobbiamo tassativamente parlare delle modalità online, suddivise in Sport e Multiplayer. La prima sarà fondamentalmente… beh, GT Sport, ne più ne meno, e fungerà da portale per tutte le competizioni principali, mentre la seconda fungerà da versione più versatile, libera, e meno impegnativa di quella sopramenzionata. Non abbiamo molto altro da aggiungere in questi termini, le modalità ci sono e funzionano, e tanto ci basta.

Due Porsche davvero speciali. Nella prima foto la 917K del ’70, che trionfò a Le Mans. Nella seconda, la Porsche 911 GT1 Strassenversion, versione stradale della GT1 che corse nel 1997

Torna da Gran Turismo 6 anche il negozio dove acquistare le parti per elaborare la vostra vettura, con un catalogo rinnovato e di tutto rispetto. Troverete di tutto, da chicche come sistemi anti-lag volti a minimizzare il ritardo di attivazione della girante dei turbocompressori a pneumatici di varie mescole, da dischi per volano e frizione alleggeriti a turbocompressori di diverso diametro e con diverse finalità di utilizzo (bassi regimi, alti regimi, e la classica mezza via), da compressori volumetrici in grado di aumentare esponenzialmente i Kgm della vostra vettura, a centraline e filtri dell’aria sportivi fino ad arrivare a kit per il drifting composti da freni a mano idraulici ed estensioni per l’angolo di sterzo. Addirittura, nel caso vi fosse scappata la mano e aveste reso la vostra Skyline GT-R R32 del ’94 un mostro da più di 700hp (esempio molto, molto specifico, perché è quanto accaduto a noi) e vi fosse precluso l’accesso a certe gare, potrete acquistare anche zavorre (per il peso, visto che le modifiche atte a ridurlo saranno permanenti) e strozzatori di potenza. Meraviglioso, così come la eccellente modalità Scapes, che si conferma una delle migliori rappresentazioni di fotografia virtuale attualmente sul mercato, e vi permetterà di realizzare composizioni assolutamente grandiose, grazie anche alla superba selezione di paesaggi disponibili.

La bella e rara Mitsubishi Lancer Evo VI TME (Tommi Makinen Edition)

Torna anche il leggendario GT Auto, da sempre uno dei capisaldi della serie. Qui potrete lavorare e, perchè no, coccolare la vostra auto, regalandole un cambio d’olio (sempre consigliato dopo una lunga serie di gare, specialmente se il vostro propulsore non è stock), oppure lavando la vostra vettura in vista di un servizio fotografico nella modalità Scapes. Non è finita però: grande novità di GT7, sarà possibile per la prima volta installare kit widebody sulle vetture! Modifica inutile? Mero estetismo? Tutt’altro, come ben sa ogni appassionato che si rispetti. Un kit widebody allarga l’impronta a terra della vettura, consentendo esponenziali aumenti nella tenuta di strada oltre che, ovviamente, risultare super-cool a vedersi. Proseguendo in GT Auto, potrete notare come potrete acquistare diversi regali per la vostra amata (l’auto, sia ben chiaro): da kit aerodinamici specifici, tra cui un elegantissimo completo composto da front lip, minigonne e diffusore posteriore in carbonio, a diversi tipi di ganci traino (il classico anello o il moderno nastro ad alta resistenza), così come vari fermi per il cofano (dalle classiche “spille” aile moderne clip in carbonio a pressione), diverse configurazioni della griglia frontale, dozzine di cerchi in lega dei marchi più prestigiosi (Volk, Work, BBS, OZ, etc.). Per finire, durante la vostra permanenza, potrete anche disegnare da zero le livree delle vostre auto come già accadeva in GT Sport, ed addirittura cambiare e personalizzare il casco e la tuta da gara indossate dal vostro avatar. GT Auto è il paradiso della personalizzazione, e non possiamo che essere contenti di questo ritorno.

La sublime Mercedes-Benz CKL LM, che corse la Le Mans del 1998

Andiamo ora a vedere il padiglione principale di GT7, ovvero il GT Cafè. Qui Luca, il gestore vi introdurrà, a mezzo di una serie di quelli che lui stesso chiama “menu”, alle diverse sfaccettature del mondo delle auto. Un minuto prima starete correndo per completare un set dedicato alle Nissan più iconiche (Fairlady Z, GT-R, Silvia), quello dopo vi vedrà impegnati a ripercorrere l’evoluzione dei modelli M3 di BMW, o ancora delle Ford Mustang, delle auto da rally contemporanee, e così via. E’ innegabilmente una modalità grandiosa perché oltre a farvi scoprire a grandi linee come funziona il gioco, tra gare singole, campionati, patenti, missioni e via discorrendo, vi mostrerà anche l’amore che GT prova verso il mondo delle auto. Spesso sarà possibile parlare con amanti di un determinato brand o altri esperti, che vi narreranno aneddoti e curiosità sulla vettura che state utilizzando, addirittura con visite dagli stessi designer che idearono il modello all’epoca! GT Cafè è una modalità assolutamente deliziosa, e speriamo con tutto il cuore che rimanga anche nei prossimi GT.

Un’altra leggenda di GT: la Nissan GT-R 500 del 1999

Dobbiamo parlare di come si comporta la creazione di Polyphony una volta messe le ruote sull’asfalto però, perchè anche qui ci sono stati sensibili miglioramenti rispetto al passato. Noi però vogliamo iniziare con una nota negativa così da togliercela dai piedi il più velocemente possibile: No, nemmeno in GT7, nell’anno 2022, saranno presenti i danni alle vetture. Ecco, ci siamo tolti un peso dallo stomaco. Saranno presenti graffi, bozzi e segni sulle carrozzerie ma non aspettatevi lamiere accartocciate, ruote staccate dai perni, motori fumanti e via dicendo. Ormai non ci lamentiamo nemmeno più di quel tanto, lo sappiamo e ce ne facciamo una ragione. Fortunatamente siamo in grado di apprezzare GT per altri (molti, moltissimi) motivi. Detto questo, allacciatevi il casco perché stiamo per scendere in pista.

Perchè limitarsi ad una sola Testarossa?

Invece di elencarvi sterilmente quello che pensiamo funzioni o meno, abbiamo deciso di fare un giro virtuale sulla pista di Trial Mountain, grande ritorno assieme a Deep Forest Raceway, e raccontarvi quello che succede. L’auto che useremo sarà una Honda Integra Type-R, solo leggermente elaborata per non snaturare il concetto di Honda, ovvero un delizioso motore V-Tec in grado di raggiungere facilmente i 9000 giri/m, ed una perfezione telaistica tutt’ora inarrivabile. Elaborazione, quindi, ma niente di speciale: alberi a cammes, centralina, filtro, e scarico sportivo, assetto, dischi freno baffati, pastiglie sportive e riduzione del peso step 1. Solo un perfezionamento della ricetta originale. E così, siamo partiti. Corriamo di notte e sotto la pioggia battente, e con le nostre cuffie da gaming (Turtle Beach Atlas) possiamo già apprezzare quanto di buono ha realizzato sotto questo aspetto Polyphony. Addio al fastidioso ronzare motoristico che accompagnava i precedenti capitoli, qui stiamo apprezzando un motore con uno scarico aperto che urla fino alla zona rossa, assieme a dettagli sopraffini, come lo scricchiolare delle plastiche dell’abitacolo, il ticchettare della pioggia sul tettuccio, il movimento del tergicristallo, e il suono dell’auto che ci precede, affianca, e infine scompare nel nostro specchietto retrovisore. Il feedback del Dualshock 4 è sorprendentemente buono e preciso, e riusciamo a calibrare alla perfezione la prima staccata e la successiva percorrenza di curva, dosando il gas sullo scollinamento che porta alla parte guidata del circuito. Continua a piovere, ma anche graficamente GT7 non delude, neppure su Ps4 Pro: l’interno della nostra Honda è ricreato alla perfezione, e il paesaggio che ci circonda è letteralmente zeppo di dettagli, dal pubblico alla vegetazione, dall’asfalto ai modelli poligonali delle auto, assolutamente perfetti. Continuiamo a correre, siamo al secondo giro, e nel tentativo di forzare un sorpasso andiamo a frenare dentro a una pozza sul lato esterno, con l’auto che si scompone leggermente e ci fa arrivare lontani dal punto di corda: -dannazione-. Recuperiamo lentamente posizioni mentre la pioggia cala e la pista inizia ad asciugarsi, consentendoci di forzare il ritmo. Sentiamo ogni sconnessione sull’asfalto e riusciamo a capire, già solamente con quello, dove forzare e ritardare i punti di frenata. Ci avviciniamo alla stretta chicane che lancia sul rettilineo finale, sinistra, destra, l’avversario è direttamente davanti a noi, siamo incollati. La pioggia ormai è cessata, ed il nero della notte sta dando spazio ai toni ambrati dell’alba. Pestiamo sul gas troppo presto e perdiamo aderenza… -se solo avessimo montato un differenziale autobloccante!- L’avversario ci sfugge: Terminiamo al secondo posto, ma non ce ne curiamo più di tanto. L’esperienza è stata più che meritevole anche così.

La nuova Toyota Supra A90

Cos’altro dire a questo punto? Gran Turismo si è confermato per l’ennesima volta un titolo assolutamente fondamentale per tutti gli appassionati di auto, e non solo per il suo comportamento sul tracciato. Gran Turismo è una esperienza ben più ampia di quello che il suo nome ed il suo retaggio lascino supporre: c’è una sorta di poesia in tutto quello che fa, un romanticismo di base assolutamente speciale, una sorta di retrogusto malinconico ma per nulla sgradevole che solo la creazione di Kazunori Yamauchi possiede. Ogni auto, ogni tipo di auto è resa unica da questo trattamento, dalle più umili agli esemplari unici e lo stesso vale per il contorno: dall’ osservare la vostra auto che esce docilmente dal parcheggio del GT Cafè al vedere sfiorire un tramonto durante una gara, o passare ore a cercare di immortalare la vostra auto preferita in Scapes o ancora perdersi tra chiacchiere e letture, questo GT7 è una lettera a cuore aperto verso il mondo dell’automobilismo. Gran Turismo é tornato quello di una volta, ed è più in forma che mai.

POWER RATING:
9.5/10
“Gran Turismo 7 abbandona l’ossessione verso il mondo degli eSports per tornare a fare quello in cui riesce meglio: essere una porta verso il mondo dell’automobilismo, oltre che un superbo sim-arcade.”


PRO:

+Una selezione di auto assolutamente perfetta
+Comparto audio incredibilmente migliorato
+Il modello di guida di GT Sport è stato perfezionato
+Tantissimi contenuti e modalità sia per il gioco in singolo che multiplayer
+Tecnicamente superbo anche su PlayStation 4 PRO

CONTRO:
-Continuano a non essere presenti i danni alle vetture
-La modalità fuoristrada continua a essere il punto debole di GT

Posted by:Powerwave83

Una risposta a "#Review: #GranTurismo7 – “#GT non é un gioco di corse, é la porta verso una intera sottocultura”"

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