Di Redazione PW83

-Codice Review fornito da Aspyr Media
-Versione Testata: PlayStation 5

-Disponibile per: Xbox One, Xbox Series X|S, PlayStation 4, PlayStation 5, Nintendo Switch, PC (Steam)

La trilogia originale di Tomb Raider torna in questo sontuoso lavoro di Remaster da parte dei ragazzi di Aspyr!

Non serve sicuramente ricordarvi, cari lettori, dell’impatto che Tomb Raider, o Lara Croft nello specifico, ebbe quando venne pubblicato originariamente nel 1996. Fu qualcosa di rivoluzionario in un anno che già diede i natali ad un’altra serie divenuta iconica, ovvero il Resident Evil/Bio Hazard di Capcom. Addirittura, all’epoca, questi due titoli erano visti come qualcosa di talmente trascendentale e rivoluzionario da farli scontrare tra di loro. Certo, oggi come allora non capiamo il senso di paragonare due titoli così differenti in termini sia concettuali che di gameplay, ma possiamo sicuramente capire come, nell’ottica di engagement e vendite, si azzardassero certe sciocchezze editoriali.

Anche noi (o meglio chi sta scrivendo questa recensione, all’epoca appena tredicenne. NdPierre) prendemmo parte a questa guerra senza senso, difendendo con le unghie e coi denti il Resident Evil di Capcom in virtù delle sue tematiche più spiccatamente horror a noi più congeniali. Ventotto anni dopo abbiamo finalmente capito che segretamente adoravamo anche Tomb Raider, ma all’epoca ci saremmo fatti mettere alla gogna, piuttosto che ammettere qualcosa del genere.

Ad ogni modo, stavamo parlando della protagonista del gioco originariamente sviluppato da Core, la leggendaria Lara Croft. Mai, mai, cento volte mai si vide qualcosa di simile in relazione ad un “semplice personaggio dei videogiochi”. Lara trascese completamente i limiti del medium, diventando effettivamente un sex-symbol transmediale, una icona fatta e finita alla pari delle stelle di Hollywood o dei leader dei gruppi musicali più famosi. La sua popolarità era talmente alle stelle da farla comparire sulle copertine delle riviste più importanti (Time, Focus, Newsweek ecc.), di dedicarle uno spazio nel Walk of Fame, dedicarle 3 film (due interpretati da Angelina Jolie e l’ultimo da Alicia Vikander), diverse serie di fumetti, farla comparire in spot commerciali per brand come VISA, Seat e Lucozade ed addirittura da consacrarla per ben sei volte nel Guinness World Record. Lara Croft non é il personaggio di un videogioco. Lara Croft é una icona, un gigante.

Il successo di Lara fu, tornando al mondo videoludico, talmente travolgente per Core Design (lo sviluppatore originale, all’epoca parte di EIDOS), da dover pompare fuori un nuovo capitolo all’anno, spesso per più piattaforme (PlayStation, Saturn, PC). Andò avanti con questo ritmo per ben sei giochi, fino a quando, con Angel of Darkness e successivo flop di vendite, il brand fu affidato ai talentuosi Crystal Dynamics, team attualmente detentore dei diritti e che ha diretto la splendida trilogia reboot intitolata Tomb Raider Definitive Survivor Trilogy (CLICCATE QUI per la review). A noi però interessano i primi tre capitoli in assoluto, gli originali sviluppati da Core e che oggi possono essere rivisitati nel Tomb Raider I-II-III Remastered che stiamo per prendere in esame.

Apriamo col botto: Tomb Raider 1-3 Remastered potrebbe stabilire il nuovo standard per le riedizioni PS1. Aspyr, uno sviluppatore che ha una lunga storia con l’iconica saga, ha fatto un lavoro eccezionale nel reinventare questi classici degli anni ’90 per un nuovo pubblico, senza perdere nulla della magia che li ha resi iconici fin dall’inizio. Se amate Lara Croft, allora dovete assolutamente possedere questa straordinaria compilation. Ovviamente, ciò non significa che questo pacchetto sia perfetto. Nonostante includano uno schema di controllo più moderno, che sostituisce i tradizionali controlli “Tank” dell’epoca con una configurazione più contemporanea, questi giochi aderiscono molto a una filosofia di design classica che è ampiamente superata per gli standard del 2024. Il movimento è macchinoso e gli enigmi sono ottusi; l’intero livello di apertura di Tomb Raider 3: Adventures of Lara Croft ad esempio, quello ambientato in India, è un pasticcio assoluto.

Questa però è solo una conseguenza del fatto che Aspyr sia rimasta fedele alle versioni originali di Core Design. Queste rimasterizzazioni sono basate sullo stesso identico codice delle versioni PS1, il che significa che sono il più possibile fedeli al materiale originale, con tutti i segreti, i collezionabili, gli Easter egg ed addirittura i vari glitch replicati esattamente come li ricordate. Un fatto ancora più impressionante, sarà il poter passare dalla grafica a 32 bit a quella “moderna” in qualsiasi momento con la semplice pressione di un pulsante. E questa capacità di passare avanti e indietro si estende a ogni aspetto dei tre giochi, inclusa persino la grafica visualizzata durante le schermate di caricamento.

Ad ogni modo, per quanto amiamo l’aspetto degli originali, rivoluzionari come erano all’epoca, riteniamo che Aspyr abbia assolutamente centrato il bersaglio con la grafica rimasterizzata. I giochi appariranno esattamente come li ricordate, che è il più grande complimento che possiamo fare agli artisti, poiché i livelli sembrano nostalgici nonostante l’evidente aumento della qualità delle texture e dell’illuminazione. Il modello del personaggio di Lara, distintivo e così importante per l’esperienza complessiva, è probabilmente il più grande risultato: corrisponde molto all’aspetto dell’opera d’arte originale ed è probabilmente ciò che lo sviluppatore intendeva ma non è riuscito a realizzare sull’hardware dell’epoca.

Fate attenzione, però. Nonostante l’aspetto gradevole, sarà necessario approcciarsi a questi giochi con una mentalità retrò: a differenza delle serie moderne come Uncharted, in cui arrampicarsi equivale a poco più che guidare il protagonista Nathan Drake con la levetta analogica e premere un singolo pulsante, qui sarà davvero necessario pensare a come arrivare dove si vuole. Lara ha un set di mosse piuttosto acrobatico, che comprende salti mortali all’indietro e altri funambolismi, e sarà necessario combinare tutte le sue abilità per arrivare alla conclusione delle sue avventure.

Il gioco originale, Tomb Raider, è tutt’ora magistrale nell’introdurre gradualmente queste abilità e poi sovrapporle l’una all’altra. I sequel invece, in particolare Tomb Raider III, hanno meno successo, in gran parte perché presuppongono una certa conoscenza dei giochi precedenti. Come trilogia, presentata qui consecutivamente, questi difetti sono forse meno problematici, perché la maggior parte dei giocatori preferirà probabilmente giocare a ogni titolo uno alla volta; ovviamente, negli anni ’90, questa familiarità con il franchise non era presunta.

I giochi diventeranno sicuramente più ambiziosi nel corso della serie, ma tutti e tre saranno concettualmente dei viaggi intorno al mondo, che vi porteranno da posti come il Perù e l’Antartide a Londra e la Cina. Alcuni aspetti più sperimentali, come i veicoli e la selezione del livello, verranno introdotti nei giochi successivi, ma il rompicapo platform di base rimane coerente in tutti e tre i titoli. Indipendentemente dal sistema di controllo utilizzato (Tank o Moderno), guidare la telecamera e allineare Lara può essere un lavoro problematico.

Tuttavia, è divertente giocare a un trio di giochi in cui le abilità atletiche del protagonista sono al centro della scena. Anche in combattimento, dovrete usare le rotolate di Lara e i salti in stile ginnico per ottenere un vantaggio, altrimenti i nemici vi circonderanno velocemente e vi faranno perdere vitalità. Il combattimento è in gran parte sciatto e anche piccole cose come l’attivazione degli interruttori possono essere un esercizio di pazienza, ma è autentico per l’esperienza degli originali, e qualcosa che dovrete accettare considerando che questi giochi hanno quasi 30 anni. Va notato che questo è un pacchetto completo oltre a essere ben eseguito, con tutte e tre le espansioni della trilogia originale rimasterizzate e quasi 300 obiettivi/trofei da collezionare nell’intera compilation. Tranquilli, prima che lo chiediate vi diciamo che sì, sarà presente anche quello relativo all’imprigionare il maggiordomo di Lara nella cella frigorifera.

Difetti? Uno solo, fondamentalmente, e probabilmente se siete stati attenti avete già capito di cosa stiamo parlando. Per quelli sovrappensiero, invece, eccolo qui: il problema principale di questo Remaster sono i controlli. Ovviamente gli originali, scomodi già 30 anni fa, ma soprattutto quelli moderni che, a parer nostro, proprio non funzionano in relazione a come va giocato Tomb Raider. Lasciateci spiegare. I primi Tomb Raider erano giochi in cui la precisione era fondamentale, e dove tutto funzionava sulla base di una griglia immaginaria. Giocando ed accumulando esperienza, capivate che un salto in avanti da fermo copriva 2 “blocchi” della sopramenzionata griglia, un salto in corsa 3, un saltello indietro 1, un passo laterale 1, e via dicendo. L’intera esperienza era legata a questi meccanismi. Introducendo più libertà e “slegando” il movimento da questa fantomatica griglia, il gioco semplicemente non funziona come dovrebbe rendendo de-facto utilizzabile e sfruttabile il solo sistema di controllo originale, con tutte le scomodità e le frustrazioni che comporta.

Tirando le somme, Tomb Raider 1-3 Remastered è una compilation realizzata con cura certosina. Basata sul codice sorgente originale, questa trilogia ripropone in modo impeccabile tre iconici rompicapo platform per PS1 proprio come li ricordate, ovvero con tutti i loro tantissimi pregi e relativi difetti. Anche se avrete bisogno di pazienza per navigare in questa trilogia di avventure in giro per il mondo, lo stile artistico migliorato si attiene strettamente alla visione voluta da Core Design ed è un vero piacere provare questi classici degli anni ’90 su un hardware completamente nuovo.

POWER RATING:
9.0/10
“Tornare a giocare con la Lara Croft originale nelle sue avventure d’esordio ha un sapore delizioso, ed Aspyr ha svolto un lavoro impeccabile nel restaurare questi titoli iconici senza snaturarli. Assolutamente imperdibile.”


PRO:
+ Tecnicamente ottimo
+ Tre giochi che hanno fatto la storia
+ Possibilità di passare istantaneamente dalla versione moderna a quella originale
+ Gameplay old-school: difficile ma gratificante

CONTRO:
– Il sistema di controllo “moderno” purtroppo non ci ha convinto

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