Di Redazione PW83
-Codice Review fornito da Future Friends Games
-Versione Testata: Xbox Series X
-Disponibile per: PlayStation 5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch 2, PC
-Sviluppatore: Freshly Baked Games
-Publisher: Future Friends Games
Ricordate King’s Field? Ne sentite un bisogno quasi fisico? Siete fortunati: Ecco un tributo assolutamente fantastico
L’ombra dei pionieri torna a proiettarsi sui nostri schermi da salotto con una sfrontatezza che spiazza e affascina fin dal primo istante. Già a partire dal titolo, Queen’s Domain, la natura dell’operazione si mostra senza filtri né ipocrisie, rivelandosi come un tributo trasparente e dichiaratissimo a quel King’s Field che decenni fa gettava le basi per un modo del tutto unico di intendere l’avventura dinamica e che, negli anni si sarebbe trasformata nei capolavori di From Software conosciuti come Demon’s Souls, Dark Souls, Bloodborne, Elden Ring e via discorrendo. Sviluppato dal duo indipendente Freshly Baked Games e pubblicato da Future Friends Games, questo action RPG sbarca su console con l’ambizione dichiarata di resuscitare un’epoca in cui i videogiochi non prendevano mai per mano chi si metteva al pad, lasciando al contrario piena libertà e responsabilità di fronte a mondi spietati e misteriosi. L’isola di Neasied si presenta così come un enorme blocco di granito grezzo, un labirinto di pietra e vegetazione corrotta che evoca le atmosfere opprimenti di certi romanzi gotici o le forme austere di un’architettura dimenticata dalla civiltà.

Mettendo piede sulla terraferma si capisce subito come il titolo imponga le sue regole senza mezzi termini. Non ci sono mappe tascabili pronte a svelare ogni segreto del territorio e non compaiono indicatori a schermo a mostrare la rotta da seguire. Ci si trova costretti a sviluppare una vera e propria memoria visiva, imparando a riconoscere ogni singola asperità del terreno, un dettaglio roccioso o la forma di un diroccamento esattamente come farebbe chi deve orientarsi a tentoni in un posto sconosciuto al buio. Questa scelta radicale cambia del tutto il ritmo della fruizione rispetto agli standard moderni. Ogni angolo dell’isola nasconde un pericolo concreto e la progressione non fa alcuno sconto a chi affronta le varie situazioni con troppa fretta.
Il sistema di combattimento riflette in pieno questa impostazione attraverso una gestione attenta e millimetrica della barra della stamina. Ogni singolo fendente, ogni schivata e persino lo scatto consumano preziose energie, trasformando gli scontri in duelli calcolati dove l’impazienza porta quasi sempre a una brutta fine. Le armi da mischia presenti nel gioco sono tantissime e superano abbondantemente le cinquanta unità, richiedendo uno studio costante delle distanze di ingaggio e delle vulnerabilità specifiche di ogni avversario. Un nemico dotato di un’armatura pesante cede molto più facilmente sotto l’impatto contundente di una mazza, mentre creature più rapide richiedono la portata di una lancia o la velocità di risposta di una lama corta. Il combattimento non scade mai nella semplice pressione a ripetizione dei tasti, ma impone una costante lettura dei tempi di attacco del nemico.

A dare una mano nella gestione degli scontri interviene un pratico sistema di armi secondarie da lancio, gestite tramite un contatore a ricarica temporale che risulta utilissimo per interrompere le azioni degli avversari o per attirare singoli bersagli fuori da gruppi numerosi. L’uso di dardi, coltelli da lancio o altri strumenti balistici aggiunge un livello di tattica fondamentale, in particolare quando lo spazio di manovra si riduce ai minimi termini all’interno dei corridoi più stretti. Bisogna comunque dire che l’avvio dell’avventura procede con una lentezza importante, una scelta di design precisa che fa da filtro naturale e richiede una buona dose di pazienza prima di iniziare a regalare soddisfazioni. Muovere i primi passi sull’isola può risultare estenuante, costringendo a un incedere prudente che ricorda la tensione graduale dei thriller cinematografici a lenta combustione.
La svolta vera e propria a livello di esplorazione e meccaniche arriva quando si sblocca la spada sacra Endu e la relativa capacità di compiere slanci aerei per attraversare i burroni. Questo strumento trasforma in modo radicale il modo di vedere e vivere l’ambiente circostante, aprendo varchi e passaggi che prima sembravano del tutto inaccessibili. L’isola smette di essere un percorso prevalentemente orizzontale e si rivela in tutta la sua vertiginosa complessità tridimensionale, ripagando appieno l’impegno di chi ha superato le difficoltà iniziali. La struttura interconnessa della mappa si svela come un ingranaggio studiato al millimetro, dove ogni scorciatoia sbloccata regala quella bellissima sensazione che si prova quando si trova un passaggio segreto all’interno di una vecchia casa di campagna.

Sul fronte visivo e sonoro la produzione sceglie una direzione pixelata e volutamente granulosa che riporta alla mente la prima era del 3D, mettendo da parte l’inseguimento del fotorealismo per puntare tutto su un’identità forte e ben precisa. Il comparto audio lavora in perfetta sintonia con le immagini: le musiche sono rarefatte e lasciano ampio spazio ai rumori ambientali, col vento che soffia tra i ruderi e i versi sinistri delle creature che popolano l’isola, creando un sottofondo che trasmette una costante sensazione di isolamento. Le trappole disseminate lungo il percorso, posizionate con grande cura, costringono a tenere i riflessi sempre pronti e la guardia altissima in ogni momento.
Pur considerando qualche momento di smarrimento inevitabile dovuto all’assenza di indicazioni chiare e alla cattiveria di alcuni agguati, il lavoro svolto da Freshly Baked Games si dimostra solido e forte di un’identità precisa. Queen’s Domain riesce a restituire il gusto genuino della scoperta e il fascino dell’esplorazione pura, dimostrando che certe idee del passato sanno ancora dare grande soddisfazione quando vengono riproposte con cognizione di causa e rispetto per l’opera originale.
POWER RATING: 8.8
“Un’avventura coraggiosa e intransigente che sa ricreare il fascino dei classici senza scadere nella copia sterile, pur richiedendo una pazienza fuori dal comune.”
PRO:
- Direzione artistica ispirata e coerente con il richiamo ai classici.
- Profondità di esplorazione e level design magistralmente interconnesso.
- Sistema di combattimento tattico che premia la concentrazione e lo studio.
CONTRO:
- Fase iniziale eccessivamente ponderosa e ostica per i neofiti.
- Assenza totale di indicazioni cartografiche che può disorientare durante i backtracking più lunghi.




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