Di Pierre Coppi

-Codice Review fornito da Blizzard Entertainment
-Testato su Xbox Series X

BONUS: Leggete la recensione fino alla fine per un regalo a tutti i lettori!

Il leggendario Diablo 2 risorge dagli inferi in questo superbo remaster, 21 anni dopo la pubblicazione originale. Scoprite tutti i segreti di Diablo 2 Resurrected nella nostra recensione!

Ci sono giochi, in questo meraviglioso medium, in grado di passare alla storia per i motivi più disparati: alcuni sono rivoluzionari, in grado di reinventare un genere con trame e meccaniche innovative, altri sono tematicamente “scomodi” per svariati motivi, altri ancora sono meraviglie tecniche in grado di spingere al limite l’hardware disponibile al momento ed altri ancora, come nel caso della pubblicazione originale di questo Diablo 2, sono “semplicemente” in grado di migliorare il concetto introdotto nel primo capitolo sotto letteralmente ogni punto di vista. Diablo 2, per tanti giocatori (noi inclusi, lo ammettiamo) fu all’epoca la massima espressione del concetto di action-rpg, looter hack and slash. Oggi, ben ventuno anni dopo, Blizzard Entertainment ci ripropone questo leggendario classico in versione totalmente rimasterizzata e restaurata e noi, dopo aver speso in fase di testing ben più ore di quanto sia salutare ammettere, siamo ancora dell’idea che Diablo 2 (D2, da ora) sia il Re indiscusso del genere. Benvenuti alla recensione di Diablo 2 Resurrected!

Miglioramento su tutti i fronti, come dicevamo. Il bello di questo concetto é che può essere agilmente applicato sia nella comparativa tra Diablo e Diablo 2 dell’epoca, che nel caso di Diablo 2 e questa versione Resurrected. D2 espandeva i concetti introdotti con il primo capitolo: più classi giocabili, più livelli, più armi/equipaggiamento, migliore resa tecnica… in D2 tutto venne elevato, migliorato ed espanso, in rapporto al primo capitolo (pur sempre fantastico). Oggi, Diablo 2 Resurrected ripercorre lo stesso concetto: un gioco migliorato sotto qualunque aspetto rispetto alla sua pubblicazione originaria, con una rivisitazione grafica totale, nuovi miglioramenti della quality-of-life (chiunque abbia deciso che non serva più cliccare per raccogliere l’oro, in Blizzard, merita un aumento di stipendio, assieme a chiunque abbia introdotto il forziere condiviso), nuove incredibili cutscenes in 4K ed altro ancora. Resurrected, lo mettiamo in chiaro sin da ora, è la versione definitiva di Diablo 2. La cosa bella? Se per un qualunque motivo veniste colti da un improvviso attacco di nostalgia, potrete agilmente passare alla versione originale di Diablo 2 (2000) con la semplice pressione di un paio di tasti. Fantastico.

Se passare dalla superba (ma ne parleremo in seguito) reinterpretazione in chiave moderna di D2 a quella classica potrebbe essere uno shock, specialmente per i giocatori più giovani non abituati a prodezze isometriche in pixel-art dell’inizio degli anni 2000, una cosa che sicuramente non ha accusato il passare di questi ventuno anni è senza dubbio il gameplay-loop. La prima cosa di cui parlare, analizzandolo, sono le classi disponibili. Ricordiamo anche che questo Diablo 2 Resurrected include la superba espansione (all’epoca si chiamavano espansioni, non DLC) Lord of Destruction, che andava ad includere due ulteriori classi (Druido ed Assassina) alle 5 già disponibili nel gioco, ovvero Barbaro, Paladino, Negromante, Maga ed Amazzone. Perchè queste classi sono così importanti? Perchè ognuna di loro, pur presentando presets esclusivi, potrà essere plasmata secondo le preferenze del giocatore, andando quindi incontro ad ogni possibile variazione immaginabile: Un barbaro basato sulle armi a distanza? Un negromante focalizzato sul corpo a corpo? Il bello di Diablo 2, oggi come allora, è proprio questo: non ci si deve fermare agli stereotipi, ma bisogna giocare con i preconcetti, sperimentare, eventualmente fallire, ma tutto nell’ottica della massima libertà di espressione.

Proseguendo nella spiegazione del gameplay-loop di D2, eccoci entrare, e perdonate il gioco di parole, nel gameplay vero e proprio. Tradotto in soldoni, una volta scelta una classe ed aver dato il nome al nostro personaggio, cosa dovremo fare? Semplice. Non dimenticate che stiamo parlando della serie che in buona misura ha plasmato il genere degli action-rpg looter hack and slash, quindi una volta in-game, ci ritroveremo ad accettare missioni, sconfiggere milioni di nemici, crescere di livello, guadagnare abilità sempre più devastanti e utili, trovare armi ed armatura di rarità, qualità e potenza sempre maggiori e sconfiggere boss sempre più terrificanti. Una volta fatto tutto questo, ripetere ad oltranza. Noioso? Ripetitivo? Tutt’altro: é una delle “ricette” di più successo di tutti i tempi, adottata in seguito da tantissimi altri giochi, e in Diablo 2 raggiunge forse la perfezione.

Tecnicamente, siamo davanti a quello che può considerarsi come un remaster da manuale. Il gioco è stato interamente ricostruito, cosa peraltro necessaria in quanto originariamente bidimensionale. Resurrected invece, pur mantenendo la ormai classica impostazione isometrica della visuale, sarà interamente poligonale, e sarà nondimeno uno spettacolo impressionante, a patto di sapere dove guardare. Al di là dei modelli poligonali degli eroi (tutti assolutamente stupendi in fatto di realizzazione e dettaglio), quello che colpirà sarà sicuramente l’eccellente sistema di illuminazione dinamica adottato dal titolo: avvicinatevi ad una inferriata e la luce emanata dal vostro protagonista filtrerà attraverso le sbarre, muovendosi realisticamente mentre segue il punto luce (voi). Fiaccole appese sui muri o piantate nel terreno faticheranno a illuminare l’area circostante con la loro flebile fiamma, mentre lampi di luce e magie proietteranno le loro scie su tutto quello che vi circonda. E non è finita: Provate, durante il gioco, a dare uno sguardo alle pozze d’acqua o, più avanti nell’avventura, ai pavimenti in marmo delle costruzioni più opulente, e godetevi alcuni degli effetti riflettenti migliori mai apparsi. Oh, non pensiate che il bel-guardare di D2R inizi e finisca con il sistema di illuminazione o con i riflessi delle superfici. Nossignore. Il gioco è pieno zeppo di piccole delizie visive, ed è curato all’inverosimile. Noi ci guardiamo bene dal rovinarvi la sorpresa e spoilerarvi ogni singolo dettaglio: Resurrected, come già detto, é assolutamente sublime visivamente. Chiudiamo il capitolo tecnico parlando delle cutscenes in CGI: già impressionanti allora, sono state ricostruite da zero e ora sono qualcosa di assolutamente stupende nella loro gloria in 4K. Chapeau al team di Blizzard per il lavoro impeccabile.

Il comparto sonoro era ed è rimasto assolutamente di prim’ordine. Ottimi gli effetti sonori, alcuni diventati iconici come lo sciabordio delle fiaschette di salute e di mana, o il “ding” delle monete d’oro, ma la vera star dello show, senza ombra di dubbio, è la magistrale colonna sonora. Vedete, all’epoca di Diablo 2, e stiamo parlando come già ribadito dell’inizio del secondo millennio, non tutto poteva essere trasposto da concept a in-game. Ebbene, la colonna sonora di Diablo 2 era talmente azzeccata, talmente iconica, da riuscire a narrare vicende che il motore grafico non poteva esprimere. Prendete ad esempio Tristram, Atto 1: le pizzicate, quasi in preda allo sconforto, note della chitarra acustica continuano in un crescendo fino all’entrata in scena degli ottoni, con il loro carico di minaccia, oppressione, ineluttabilità. E il motivo principale viene ripetuto, sempre più velocemente, a simboleggiare l’ansia di un destino sempre più sull’orlo della totale distruzione quando, infine, i fiati entrano in scena dando al tutto una sorta di impalpabile, eterea, sensazione di risoluzione. Tutta questo ben di Dio musicale non è ovviamente limitato alla prima traccia, ma mantenuto in larga misura per l’intera OST. Credeteci quando diciamo che la colonna sonora di Diablo 2 è un personaggio importante quanto Deckard Cain, Tyrael, e gli altri vostri compagni di viaggio.

Gioco perfetto, dunque? Ovviamente no (lo sapete che non esiste e non potrà MAI esistere), ed eccoci quindi arrivati al nefasto capitoletto dedicato ai singhiozzi di questo Diablo 2 Resurrected. Fortunatamente non siamo davanti a niente di tragico. In tutte le ore di test, il gioco non è mai andato in crash. Tutto quello che abbiamo notato può riassumersi in qualche glitch di poco conto (porte aperte che in-game figuravano ancora chiuse), o qualche indecisione da parte del gioco su quale nemico colpire durante le mischie più affollate. Abbiano inoltre notato qualche indecisione nelle fasi di connessione ad altre partite online o ai server di Battle.net, ma siamo sicuri che sia solamente un problema temporaneo (il gioco è sul mercato da pochissimo) e che verrà presto risolto. Quello che veramente ci ha fatto storcere il naso, é stata una decisione presa da Blizzard in relazione all’aspetto dell’Amazzone e dell’Assassina. E’ vero, nella versione originale vestivano abiti succinti (un prodotto del periodo senza dubbio), ma c’era veramente bisogno di modificarle? Capiamo l’essere contro l’oggettificazione della donna (e noi siamo assolutamente d’accordo), ma a nostro parere i personaggi originali non erano così tremendamente scabrosi da richiedere un re-design. Fidatevi, abbiamo visto cose molto peggiori in giochi molto più recenti. Ad ogni modo, questo é quanto in relazione ai difetti/problemi di D2R.

Tirando le somme, c’è ben poco da aggiungere a quanto espresso durante l’articolo. Diablo 2 era un gioco pressochè perfetto già ai tempi, nel genere così come in senso assoluto, e il compito di Blizzard nel riportare in auge un titolo di questo calibro era assolutamente spaventoso. Fortunatamente, il gioco è stato trattato con il dovuto rispetto e tutto questo è andato a vantaggio dei giocatori, che potranno rivivere uno dei giochi più iconici di tutti i tempi con una elegante e lussuosa nuova veste grafica, unitamente a nuovi miglioramenti della quality-of-life, superbe cutscenes in 4K e quella che ad oggi rimane una delle migliori colonne sonore mai concepite. Promosso, senza dubbio alcuno.

POWER RATING:
9.0/10
“Un classico senza tempo rimasterizzato ad opera d’arte, un acquisto obbligato per tutti, dai fan della serie agli amanti del bel videogiocare.”


PRO:

+Tecnicamente sontuoso
+Gameplay superbo
+Altissima rigiocabilità, potenzialmente infinita
+Colonna sonora magistrale

CONTRO:
-Qualche occasionale glitch
-C’era veramente bisogno di modificare l’Amazzone e l’Assassina?
-Server ancora “traballanti” (verranno sicuramente sistemati)

E come promesso in apertura, ecco il nostro regalo per voi. Realizzato dagli amici di LabCom, lo stupendo tributo musicale “Start again“, interpretato da Cristina Scabbia dei Lacuna Coil e dal musicista/youtuber Marco Arata (Mark the Hammer). Buon ascolto!

Posted by:Powerwave83

2 risposte a "Diablo 2 Resurrected – #Xbox, #PlayStation, #Switch, #PC Review"

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