Di Pierre Coppi

-Codice Review fornito da Activision
-Testato su Xbox Series X

Sviluppato in misura straordinaria da ben due sviluppatori in luogo del canonico “solo”, Call of Duty Black Ops Cold War ci riporta nei mitici anni ’80. Tutti i segreti nella nostra recensione!

Call of Duty, inteso come serie, è in giro da un bel po’. Ci abbiamo onestamente messo un pochino a rendercene conto, ma quando finalmente abbiamo messo tutti i pezzi del puzzle al loro posto, abbiamo realizzato che questo Cold War è il diciassettesimo titolo presente nella line-up del franchise, nonchè il sesto episodio della serie Black Ops (ricordatevi che COD World at War funge da prequel per l’intera serie Black Ops). Numeri impressionanti sicuramente, sebbene non ci sia poi da stupirsi, considerata la mole di introiti che il gioco riesce a portare nelle casse del publisher ogni anno. Ci sono sicuramente stati alti e bassi, controversie, e svariate problematiche negli anni ma è indubbio come il fenomeno Call of Duty non abbia la minima intenzione di fermarsi nel breve termine.

La cosa bizzarra di questo Call of Duty però non è tanto la sua esistenza, mai stata in discussione, quanto la sua identità, messa a repentaglio dagli screzi tra Raven e Sledgehammer sul fatto di includere o meno questo titolo nella serie Black Ops. Activision dovette quindi intervenire, mandando Sledgehammer a farsi una doccia fredda negli spogliatoi ed inserendo lo storico sviluppatore Treyarch al suo posto come team di punta, con Raven a fare da co-sviluppatore. Oggi, quello che abbiamo sulle nostre console è sicuramente un titolo che, al netto delle costrizioni che si sono viste necessarie per garantirne la pubblicazione, si rivela inaspettatamente solido e con, specialmente nella sezione campagna/single player, alcune piacevoli novità che pur non reiventando la serie o il genere, migliorano l’esperienza.

Andiamo ora ad analizzare, sezione per sezione, le tre parti che compongono questo Call of Duty Black Ops Cold War.

– Single Player/Modalità Campagna

Sequel diretto dell’originale Black Ops ed ambientata nei coloratissimi anni ’80, come tanto va di moda ultimamente, la storia del gioco ruota attorno al gruppo di agenti speciali capitanati da Adler, nel loro tentativo di sventare la minaccia conosciuta unicamente come “Perseus”. Treyarch ha fatto un lavoro sublime nel ricreare l’atmosfera unica dell’inizio del 1980: la moda, le musiche, le TV a tubo catodico e il fatto di poter fumare all’interno dei locali lavorano in tandem con la trama per immergere il giocatore nell’universo di gioco. Impersonerete “Bell”, un agente (che non vedrete mai) di cui potrete selezionare etnia, background, ed addirittura abilità. Gli appassionati di COD rivedranno facce familiari negli agenti Woods e Mason, ma la star dello show sarà sicuramente il vostro capo, Adler. Modellato secondo lo standard di Robert Redford in “Tutti gli uomini del Presidente” (1976), sarà una figura estremamente importante. Il gioco avrà una sorta di base, un “hub”, da cui potrete decidere in quale missione (o missione secondaria) imbarcarvi. Allo stesso tempo, potrete risolvere alcuni enigmi e chiacchierare con i vostri compagni di squadra. Ci è piaciuto molto questo aspetto della campagna, anche se nessuna di quelle conversazioni sembra avere un ruolo nell’endgame. Peccato. Nel frattempo, il combattimento è la solita galleria di tiro di Call of Duty, con la stessa intelligenza artificiale di base che la serie ha sempre avuto. C’è esattamente un tipo “speciale” di nemico: un sicario corazzato che a conti fatti si rivelerà solamente una spugna per proiettili. Detto questo, siamo rimasti piacevolmente sorpresi dai modi in cui Cold War cerca mirabilmente di ritagliarsi un nuovo spazio nell’universo di Black Ops con alcune nuove meccaniche. E ci riesce anche, in qualche modo, come ad esempio trasformare i collezionabili in oggetti rilevanti per il gameplay (i puzzle di cui parlavamo prima). Per quanto riguarda la componente single player, Cold War non delude se non nel solito comparto, ovvero la durata del tutto: aspettatevi di completare la modalità campagna in cinque, massimo 6 ore. Nota positiva, il gioco dispone di diversi finali.

– Multiplayer

Treyarch, che è stato paracadutato per gestire il multiplayer di Black Ops Cold War in tempi rapidissimi, ha ragionevolmente deciso di rimanere fedele ad alcune funzionalità di successo create da Infinity Ward per il Modern Warfare del 2019. Il meraviglioso “Armaiolo”, ad esempio, si fa strada in Black Ops, e ne sono felice. Qui puoi personalizzare le tue armi con vari accessori che sblocchi mentre giochi. Ha funzionato in Modern Warfare e funziona in Black Ops Cold War. Black Ops Cold War si collega anche al battle royale, Warzone, come fa Modern Warfare, e questa cosa ci è piaciuta. Guadagnerete XP per le armi Black Ops mentre le usate in entrambi i giochi. Alla fine il pass stagionale di Black Ops si integrerà con Warzone, e non starete mai perdendo tempo, essenzialmente. Ma ci sono alcune grandi differenze tra Modern Warfare e Black Ops Cold War quando si tratta di multiplayer, alcune buone, altre cattive. Le mappe di Black Ops Cold War sono molto meno estese e con molti meno camping-spots, cosa molto gradita. Sembra un gioco più fluido e allo stesso tempo meno letale. Non ci sono porte qui da sfondare. Le mappe sono meno verticali. C’è un bel flow nella maggior parte di loro, in particolare nelle modalità 6v6. In effetti, pensiamo che Black Ops Cold War sia un superbo gioco 6v6. Ci sono anche modalità che coinvolgono più giocatori: Combined Arms è composto da 16-24 giocatori con veicoli nelle modalità Dominio e Assalto. È un po’ come Conquista in Battlefield, ma non altrettanto buono. E poi c’è la modalità Fireteam: Dirty Bomb, che sembra il fratello minore di Battle Royale. Questa modalità paracaduta squadre di quattro giocatori su un’enorme mappa e li incarica di raccogliere l’uranio che deve poi essere depositato per innescare le dirty bombs del titolo. Per il resto, il MP di COD è fondamentalmente il solito: che lo si ami o lo si odi, è innegabile che la cura riposta nella creazione è di primo livello.

– Call of Duty: Zombies

Ed eccoci all’ultimo terzo della fetta che compone ogni Call of Duty: Zombies ritorna in forma fantastica con una mappa che riaccende i ricordi dei primi sforzi pionieristici di Treyarch in World at War. C’è un sacco di fanservice nella mappa Die Maschine, con tantissimi easter egg da scoprire. È anche accessibile, contrariamente alle precedenti versioni. Pensiamo che sia giusto dire che gli zombi sono diventati in qualche modo impenetrabili, quindi questa nuova mappa, che è facile da capire, è la benvenuta. La progressione in Zombies è la stessa che altrove, quindi aumenterete di livello le armi che state già utilizzando in altre parti del gioco. In effetti, impersonerete uno degli operatori esistenti in Zombies di Black Ops Cold War, non un personaggio interpretato da un attore di Hollywood come nei precedenti Black Ops. C’è una familiarità in Zombies che i fan della campagna e del multiplayer troveranno accogliente. Come qualcuno che ha sempre evitato la modalità Zombi perché non aiutava con “il grind”, questo nuovo sistema ci ha incoraggiato a spendere tempo uccidendo i non morti.

Tirando le somme, questo Call of Duty Black Ops Cold War è sicuramente una solida pubblicazione nella line-up ormai ventennale carriera dello shooter di Activision. Con una progressione dell’equipaggiamento condivisa tra le diverse modalità, una modalità single-player più variegata delle precedenti, un comparto multiplayer curato e una modalità zombie decisamente meno ottusa di quella che l’hanno preceduta, ci sentiamo in dovere di consigliarvi questo Black Ops Cold War.

POWER RATING:
8.0/10
“Call of Duty Black Ops Cold War, al di là del titolo decisamente troppo lungo, si conferma come un’ottimo capitolo nella longeva serie di Call of Duty, con modifiche ben mirate finalizzate a migliorare l’intero ecosistema di gioco.”

PRO:
+Modalità single-player varia e divertente
+Cross-Progression tra le varie modalità e con Warzone
+Map-Design più focalizzato
+Modalità zombie finalmente accessibile…

CONTRO:
-…ma con una sola mappa
-Alcune delle nuove modalità MP non particolarmente ispirate
-Modalità single-player ancora troppo corta

Posted by:Powerwave83

2 risposte a "#CallOfDuty Black Ops COLD WAR – #XboxOne, #XboxSeriesX, #PlayStation4, #PlayStation5 Review"

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