Di Redazione PW83

-Codice Review fornito dallo sviluppatore (FatShark)
-Versione Testata: Xbox Series X

-Disponibile per: PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X|S, PC

Seguito dell’originale Warhammer: End Times – Vermintide, il sequel abbandona il suffisso mediano e ci regala enormi miglioramenti su tutto il campo. Benvenuti alla recensione di Vermintide 2!

Come abbiamo già scritto relativamente a diversi altri giochi, totalmente alieni al concept dietro questo Vermintide 2 o al suo prequel, ci sono dei movimenti assolutamente catartici, in grado di dare una soddisfazione difficilmente esemplificabile con una frase: bisogna provare per credere, come consiglia il famoso detto. Falcidiare centinaia (migliaia addirittura!) di nemici in un qualunque Musou può essere un buon esempio, così come eseguire un parry in un concitato match di Street Fighter 3 3rd Strike, o una Ultra Combo da 60 e più colpi in Killer Instinct, oppure semplicemente un ben piazzato colpo di fucile a pompa in Doom. Non c’è esattamente un denominatore comune per questa sensazione, se non l’incredibile e subitanea sensazione di appagamento e soddisfazione regalata al giocatore. Uno di questi esempi catartici, per noi, è il procedere lungo i livelli di Vermintide 2 utilizzando Kerillian, l’elfa dei boschi presente nel roster di eroi disponibili, mentre eliminiamo sistematicamente i nemici, gli Skaven, quella marea di ratti che dona il nome all’intero gioco, mentre li bombardiamo di frecce o li tempestiamo di pugnalate, scavando un solco sanguinolento tra le loro fila. “Soddisfacente” in questi casi, spesso é riduttivo.

Ma andiamo con ordine. Sviluppato da FatShark, lo sviluppatore svedese dietro titoli (tra gli altri) quali il primo Vermintide, il bizzarro Escape from Dead Island, spin-off del sanguinoso RPG FPS a tema zombie, o ancora il piacevole Bionic Commando: Rearmed 2, questo sequel si prefissa l’obiettivo che ogni sequel dovrebbe dare per scontato: essere migliore, sotto qualunque aspetto, rispetto al titolo originario. E, indovinate un po’, ci è riuscito. Andiamo a vedere in che modo.

Ed iniziamo questo tour nelle delizie di Vermintide 2 con quello che, forse, è l’aspetto meno interessante del pacchetto: La trama. Dopo le vicende del primo capitolo, il nostro sgangherato gruppo di eroi si trova a combattere una minaccia ancora più grande (come da copione): una improbabile alleanza tra gli Skaven (i “toponi” di cui parlavamo poc’anzi) e le armate del Caos, ancora una volta determinate a soggiogare la razza umana e impadronirsi di… blablabla. Ascoltate, a meno di non essere fan di Warhammer con decenni di esperienza alle spalle, potremo andare avanti per pagine e pagine e continuereste a non avere la minima idea di quello di cui stiamo blaterando. Fatevi andar bene la premessa del “gli eroi di Vermintide devono sconfiggere il male ancora una volta“, e risparmiatevi dei gran mal di testa. Nel caso, però, siate effettivamente fan del mondo fantasy nato dal leggendario gioco da tavolo di Games Workshop, gioite, perché Vermintide 2 sarà oggettivamente una lettera d’amore verso l’ormai sconfinato universo nato nel lontano 1983 (gloriosa annata, se ci è permesso) con personaggi, ambientazioni, nemici, armi, e qualunque altra cosa possa venirvi in mente fedelmente riprodotta o menzionata all’interno del gioco.

Andiamo ora a vedere come sarà strutturato il gameplay. Innanzitutto sappiate che di base, i due Vermintide potranno essere ricondotti ad alcuni titoli che abbiamo già recensito qui su PW83.com (cliccate sui titoli per leggerne la recensione): Il recentissimo Rainbow Six Extraction di Ubisoft, oppure ancora Back 4 Blood dell’accoppiata WB Games/ Turtle Rock Studios, il divertente Aliens Fireteam Elite, degli americani Cold Iron, o ancora lo sperimentale Second Extinction, tutt’ora attivamente in fase di sviluppo, per arrivare al classico per eccellenza, quel Left 4 Dead che ha fatto da esempio per tutti i giochi successivi inventando, de-facto, l’intero sottogenere. Un team di 4 giocatori si avventurerà per i livelli di gioco massacrando tutto quello che si muove ed evitando di fare la stessa fine, fino al raggiungimento del “traguardo”. Molto semplice. Quello che differenzia Vermintide dagli altri è che a tutto questo, si vanno ad aggiungere diverse meccaniche molto interessanti, come ad esempio la possibilità di indossare ed utilizzare nuovo equipaggiamento sempre più potente o con caratteristiche differenti, o crescere di livello e sbloccare abilità sulla base di alcune meccaniche di chiara ispirazione ruolistica.

I nostri eroi infatti (di cui parleremo a breve) aumenteranno di livello sulla base delle performances ottenute durante le varie missioni, cosa che li porterà a sbloccare nuove abilità speciali e, superati certi livelli prestabiliti, addirittura cambiare la loro classe. Un esempio? Kerillian, la nostra elfa dei boschi preferita, inizierà dalla classe base (Seguace), e successivamente potrà cambiarla in Ancella (guadagnando così un potente attacco di sfondamento) o Ombra (fondamentalmente un ninja, con tanto di capacità di rendersi invisibile ai nemici). Non è finita qui. Al termine di ogni missione, sempre sulla base dei risultati ottenuti e con l’aggiunta della variabile della difficoltà, si otterranno scrigni del tesoro. All’interno, potrete trovare ogni sorta di meraviglia: armi più potenti (sia primarie che secondarie), ciondoli, anelli… chiaramente, come da tradizione, l’idea alla base del tutto sarà quella di costruire un PG sempre più forte e sempre più ottimizzato nella build scelta. Abbiamo adorato questa componente, che ci ha riportato ai nostri tanto amati Giochi di Ruolo.

Come promesso, eccoci a parlare del roster di Eroi disponibile in Vermintide 2. La prima, e su cui ci soffermeremo ben poco, è la più volte menzionata Kerillian, Elfa dei Boschi. Le sue abilità si basano su velocità di esecuzione e sulla sua inusitata abilità con l’arco. Proseguendo troviamo Markus Kruber, soldato di ventura, abile nello sbaragliare orde nemiche con il suo spadone a due mani. Bardin Goreksson é l’immancabile nano del party. Con il suo martello a due mani e la sua balestra, è implacabile. Gli ultimi due personaggi saranno, rispettivamente Victor Saltzpyre e Sienna Fuegonasus, rispettivamente un cacciatore di streghe/Inquisitore ed una maga del fuoco vagamente psicotica e sempre in bilico tra il fare la cosa giusta e l’incenerire il mondo intero.

Se c’è una cosa che abbiamo assolutamente adorato in questo Vermintide 2, quella è senza ombra di dubbio la cura riversata dai ragazzi di FatShark nella creazione dei vari livelli di gioco (13 per il gioco base, con altre 3 aggiunte con il DLC gratuito The Curse of Drachenfels e altre 4 con il DLC Back To Ubersreik). Quello che abbiamo adorato nello specifico sono le sue ambientazioni decisamente meravigliose. I livelli della foresta boscosa, in particolare, sono semplicemente sbalorditivi, poiché Vermintide 2 è riuscito a creare oltre una dozzina di ambientazioni luminose e colorate senza dare l’idea di essere fuori contesto con il caratteristico “gusto” di destino, oscurità, e sangue di Warhammer che si svolgono al loro interno. Nel caso specifico, impossibile non menzionare Castel Drachenfel, assolutamente imbattibile come atmosfera. I nemici di base che combatterete hanno anche tonnellate di variazioni visive che vanno da armature fantasiose e superflue a grottesche cicatrici di battaglia. Anche il vostro quartier generale, in pratica solo un menu stravagante tra una missione e l’altra, sembra un’area abitata con molte stanze laterali in cui correre ed esplorare mentre aspettate che il vostro gruppo si riunisca. Le 13 diverse missioni del gioco base saranno ambientate in campi di guerra innevati, grotte oscure, foreste lussureggianti, graziose fattorie (sul serio!), paludi umide e molto altro ancora. Per la maggior parte saranno organizzate in maniera simile, con sezioni di attraversamento lineare interrotte da ostacoli speciali sul vostro percorso che faranno un buon lavoro nel scuotere le cose. Questi ostacoli saranno composti da campi di grano che oscurano i nemici, rudimentali rompicapo da risolvere e carretti da spingere: c’è persino un livello, decisamente carico di tensione, dove l’unica fonte di luce sarà il carrello da miniera che state spingendo fino a destinazione. Vermintide 2 fa anche un buon lavoro chiudendo ogni missione con un finale creativo. Un livello vi vedrà allineare un’enorme ruota rompicapo a tre livelli mentre venite assaliti da tutti i lati, mentre un altro vi vedrà andare a caccia di “polipi” infetti da distruggere nel cuore di una base nemica. Ci sono anche livelli di boss specifici che vi metteranno contro nemici unici significativamente più potenti. Non sono così diversi dai nemici più grandi (gli Elite) e verranno comunque uccisi semplicemente colpendoli un po’, ma rappresentano una sfida molto ostica che richiederà lavoro di squadra e coordinamento per essere superata.

DLC: BACK TO UBERSREIK

Nel “pacchetto review” che ci è stato affidato per questa recensione, era presente anche il DLC N.2, ovvero Back To Ubersreik, che vedrà i nostri eroi tornare in una delle locations presenti nel primo titolo della serie. Questa volta il pretesto è il seguente, come narrato dal mercante Franz Lohner:

Ci è capitato per le mani un gingillo nanico. Una calamita, o qualcosa di simile. Olesya dice che ha qualcosa a che fare con Ubersreik. Non sa cosa, ovviamente. Solo che ci sono tre rune naniche nascoste laggiù che fungono da chiave del suo nascondiglio. Ora, non possiamo esattamente tornare a Ubersreik. Anche se qui non fossimo nei guai, metà del posto è ormai in rovina. Potrebbe essere che le nostre rune siano andate… ovunque vadano le rune quando muoiono. Ma Olesya ha un piano. Crede di poter creare un’illusione di Ubersreik poco prima che le cose iniziassero ad andare male. Una volta dentro, puoi dare un’occhiata a queste rune – forse anche farti un’idea di cosa servano quelle maledette cose. L’unico problema è che, una volta dentro l’illusione, non ti ricorderai di essere stato lì prima. Ma non tutto il male vien per nuocere. Olesya ti guiderà mentre sei nell’illusione, e non è che ti sei dimenticato come uccidere gli uomini topo, vero? Speriamo di no. Forza, torna a Ubersreik!

BtU è un DLC sicuramente interessante, perchè oltre ad offrire le versioni rimasterizzate di questi livelli classici, porta con sè diverse migliorie, quali nuove sfide, attraverso le quali il giocatore può guadagnare nuove armi da mischia e illusioni di armi per ogni eroe. Per sbloccare ogni arma, il giocatore deve completare tutte e tre le missioni a qualsiasi difficoltà con il rispettivo eroe. Potranno quindi guadagnare il progetto per l’arma come ricompensa dalle sfide di Okri con cui il giocatore potrà fabbricare l’arma (le armi DLC non vengono rilasciate come bottino).

Tirando le somme, abbiamo adorato ed adoriamo tuttora questo Vermintide 2, al punto da considerarlo come uno dei migliori giochi co-op testati negli ultimi anni. Tecnicamente ottimo, dotato di una incredibile personalità e caratterizzazione, dotato di scenari evocativi e soprattutto sviluppato tenendo ben presente il materiale d’origine, Vermintide 2, come abbiamo già detto, centra in pieno il suo obiettivo: migliorare il prequel sotto qualunque aspetto venga preso in esame. Bravissimi FatShark!

POWER RATING:
9.0/10
“Vermintide 2 espande e migliora il prequel sotto qualunque aspetto si prenda in esame. Letteralmente una delle migliori esperienze co-op attualmente sul mercato.”

PRO:
+Tecnicamente sontuoso
+Level-Design incredibile
+Livello di sfida gratificante
+Tantissimi contenuti
+Gameplay semplice ma d’effetto

CONTRO:
-I livelli possono risultare fin troppo lineari, dopo diverse visite

Posted by:Powerwave83

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